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Green Julien - Suite inglese |
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Titolo | Suite inglese |
| Autore | Green Julien | Prezzo Sconto 15%
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€ 6,80
(Prezzo di copertina € 8,00 Risparmio € 1,20)
|  | | Dati | 1994, 154 p., brossura | | Traduttore | Lucchese R. |
| Editore | Adelphi
(collana Piccola biblioteca Adelphi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Quando Julien Green scrisse questo libro, negli anni Venti, era un giovane gentiluomo degli Stati Uniti del Sud trapiantato a Parigi. Aveva scelto il francese come lingua d'elezione, ma avvertiva che la Francia aveva nozioni vaghe e incerte su alcuni dei suoi venerati eroi letterari inglesi e americani. Coś penṣ di raccontarli e il dottor Johnson e Charlotte Bronte, Hawthorne e Lamb e Blake divennero i protagonisti di una suite inglese.
| La recensione de L'Indice |

recensione di Boitani, P., L'Indice 1994, n. 8
C'è qualcuno che non abbia mai pensato che gli inglesi sono strani, eccentrici, forse un po' pazzi? Che la loro letteratura, per quanto grande, è in qualche modo diversa dalle altre? Non credo. E chiunque voglia la conferma al proprio pregiudizio legga il libello che il franco-americano Green pubblicò originariamente nel 1926 (includendovi Samuel Johnson, William Blake, Charles Lamb, Charlotte Bronte) e poi nel 1972 (aggiungendovi l'americano Hawthorne). Scoprirà, intanto, che gli inglesi sono in primo luogo noiosi e amano la noia. Come, infatti, descrivere il Dottor Johnson se non quale monumento perenne al tedio della parola, e come comprendere, altrimenti, la passione tutta anglosassone per le infinite sentenze che egli ha pronunciato e l'adorante Boswell trascritto?
E questa (assieme alla totale trasandatezza del Dottore) è la prima stranezza, la mania del tedio. Ben altra la follia di Blake, visionario integrale e veritiero: '"Chi avete salutato?' chiedeva a Blake un amico durante una passeggiata, giacché non era passato nessuno. 'L'apostolo Paolo' rispose Blake". E la visione di Blake diveniva poesia o disegno di precisione assoluta, senza sfumature, senza ombre: la visione di un profeta ultra-biblico.
Ecco poi la dolce passione di Charles Lamb, impiegato alla India House, per Londra, per i libri vecchi, per la conversazione con amici che si chiamavano Coleridge, Hazlitt, de Quincey. Amava il tabacco e i particolari minuti: scrisse un capolavoro di minuzie, i "Saggi di Elia", e dovette lasciare la capitale. "Spesso, durante le sue passeggiate, si dirigeva verso Londra, trovando un'ultima gioia in quell'illusione. 'Vado a Londra' diceva. Un giorno cadde per strada e si ferì al viso. Lo riportarono a casa e lo misero a letto, ma non si riprese. Nelle ultime parole intellegibili che pronunciò gli astanti riconobbero nomi di amici - e serenamente morì".
Quella dei Bronte (padre e figlio) e delle Bronte (Maria ed Elizabeth, morte prestissimo, e poi Charlotte, Emily e Anne) è una saga straziante di isolamento, privazioni, tormenti, umiliazioni, e allo stesso tempo la storia esaltante di una straordinaria forza femminile, di come la resistenza al mondo si trasformi in furia poetica e narrativa: "Cime tempestose" e "Jane Eyre" sono romanzi invasati, senza sorriso, terrificanti.
Compare infine sulla scena Nathaniel Hawthorne, discendente di implacabili persecutori puritani di streghe e col tempo "divenuto (o più di tutte terribile prigione) la cella di [se] stesso". Hawthorne, che trovava sollievo soltanto negli straordinari racconti di avventure esotiche di Melville; che, terminata "La lettera scarlatta", rilesse il manoscritto e pianse a calde lacrime; che, invecchiando, si stacca dolcemente da tutto e vive morendo, circondato un alone di mistero.
Ecco la "suite" di Green: cinque biografie fulminanti e affascinanti che diventano piccoli romanzi, cinque ritratti di scrittori che divengono figure delle loro opere e del loro tempo. E la letteratura inglese (e americana) fra Sette e Ottocento acquista colori finalmente vivi: per uno studente universitario, ad esempio, indelebili. Una volta preso in mano il libello, non si riesce a lasciarlo finché non si è terminata la lettura.
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