|
|  |
Sciascia Leonardo - Dalle parti degli infedeli |
|
Titolo | Dalle parti degli infedeli |
| Autore | Sciascia Leonardo | Prezzo Sconto 15%
|
€ 8,50
(Prezzo di copertina € 10,00 Risparmio € 1,50)
|  | | Dati | 1993, 74 p., brossura, 3 ed. |
| Editore | Adelphi
(collana Piccola biblioteca Adelphi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
| |
|
| Era convinzione profonda e ben fondata di Sciascia che fra i caratteri peculiari della sua terra vi fosse una certa «refrattarietà dei siciliani alla religione cristiana», paradossalmente confermata dalla profusione delle forme di culto religioso. Tesi non popolare perché duramente vera. E capitò a Sciascia di imbattersi, per quella «casualità» in cui alla fine riconosciamo «il solo ordine possibile», in una vicenda realmente accaduta a un vescovo che sembrava riproporre in una sequenza di eventi qualcosa di molto affine al giro di pensieri che l'autore era andato a lungo maturando. Si trattava della storia di monsignor Ficarra, vescovo di Patti, che finì in contrasto col Vaticano per la sua scarsa malleabilità politica e anche per l'audacia di certe sue tesi sulla religiosità (e irreligiosità) siciliana. Come sempre in Sciascia, una storia realmente accaduta viene attraversata da una luce che permette di riconoscere con nettezza il dettaglio significativo e trasforma il tutto in un apologo, per dirci sulla Sicilia e sulle sue oscurità qualcosa che invano cercheremmo altrove.
Fabio Ballabio f.ballabio@cadr.it (19-04-2004) Questa è la storia di monsignor Ficarra, per un ventennio vescovo di Patti, che nell’immediato secondo dopoguerra entrò in contrasto con il Vaticano e venne promosso arcivescovo di Leontopoli di Augustamnica “in partibus infidelium”. Le cause del contrasto sono da ricercare in un certo qual modernismo che a un certo punto caratterizzò monsignor Ficarra, nell’audacia di certe sue tesi sulla religiosità (o meglio irreligiosità) siciliana e nella sua scarsa malleabilità politica. Ficarra infatti si rifiutò di appoggiare apertamente la locale lista del partito politico della Democrazia cristiana nelle elezioni amministrative. Ciò suscitò le ire di molti piccoli potentati interni alla diocesi che ben presto seppero farsi ascoltare in Vaticano. Le modalità di svolgimento della vicenda sono romanzesche: dal semplice e ripetuto richiamo verbale e scritto, alla richiesta esplicita di dimissioni, a una lettera di un vescovo amico che incoraggiava le dimissioni e sottolineava il ricavato personale di una tale scelta, all’affiancamento di un vicario con compiti da sostituto effettivo (peraltro poco efficace), alla dichiarazione unilaterale di inadeguatezza per sopraggiunte cecità e difficoltà deambulatorie. La ricostruzione della storia realmente accaduta è fatta a suon di citazione di documenti. A guidare Sciascia in questa sua ricostruzione fu la sua profonda e fondata convinzione che fra i caratteri della sua terra vi fosse una certa refrattarietà dei siciliani alla fede cristiana paradossalmente confermata dalla profusione delle forme di culto religioso.
Da arcivescovo di Leontopoli, monsignor Ficarra “morì a Canicattì il 1 giugno 1959: improvvisamente, mentre stava per uscire di casa. E non un giorno di infermità, prima che la morte lo cogliesse”. Di una località chiamata Leontopoli parla Giuseppe Flavio: “Corrisponderebbe all’odierno Tell el-Jehudijjeh a circa 30 chilometri dal Cairo e a 20 dall’antica Eliopoli. Vi esisteva un tempio giudaico”. Ecco co Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Sciascia Leonardo |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|