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Arbasino Alberto - Mekong | Da quando l'Oriente è diventato la discarica degli orrori dell'Occidente, il "viaggiatore incantato" può trovarsi a scoprire templi maestosi, divorati dalla vegetazione, all'interno di una corona protettiva di zone minate. Così accade ancor oggi, vent'anni dopo il conflitto in Vietnam, quindici dopo il genocidio in Cambogia, mentre l'Indocina si riapre agli stranieri e ai consumi e mostra le atroci rovine economiche e culturali delle guerre ideologiche più violente e più vane del nostro secolo. L'occhio e la penna di Arbasino ci trasmettono lo stupore provato di fronte al sorriso del Buddha affiorante da antiche pietre, come di fronte ai migliaia di teschi umani ordinati su scaffalature nel monumento-ossario dedicato alle vittime cambogiane del 1975-1979.
Media Voto: 2 / 5Silvia (21-09-2006) Ho letto il libro durante un viaggio in Indocina e devo dire che le sue parole le ho trovate molto suggestive ed evocative dello spirito e della realtà di quei paesi. Non l'ho trovato assolutamente ostico, anzi, molto godibile, anche se richiede un minimo di concentrazione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Laura (15-03-2005) Il tema trattato poteva essere molto interessante ma il modo in cui viene elaborato e scritto è decisamente pessimo... arrivare alla fine del libro sembra veramente un'ardua impresa e quando ci arrivi non ti è rimasto quasi niente di ciò che hai letto. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Fabio G. fabio.glorioso@libero.it (17-06-2003) voto 0
non riesco neanche a finirlo tanto è brutto!!!!
sconsiglio vivamente a tutti di leggere questo libro.....a volte pare scritto da Bergonzoni (che non sopporto)
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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