|
|  |
Roth Joseph - Fuga senza fine. Una storia vera |
|
Titolo | Fuga senza fine. Una storia vera |
| Autore | Roth Joseph | Prezzo Sconto 15%
|
€ 7,22
(Prezzo di copertina € 8,50 Risparmio € 1,28)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 1995, 151 p., brossura, 7 ed. | | Traduttore | Manucci M. G. |
| Editore | Adelphi
(collana Gli Adelphi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
| |
|
| "Io so soltanto che non è stata, come si dice, la "inquietudine" a spingermi, ma al contrario - una assoluta quiete. Non ho nulla da perdere. Non sono né coraggioso né curioso di avventure. Un vento mi spinge, e non temo di andare a fondo". (Joseph Roth) Dalla steppa siberiana all'asfalto di Parigi e Berlino, fra amori difficili e amori impossibili: il romanzo del disincanto e dello smarrimento nell'aria di Weimar.
Media Voto: 4.8 / 5armando (02-01-2012) Bellissimo. Tanta storia e tanta verità in 150 pagine. Libro cupo, che veramente disorienta. Consigliato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Donatella bandon99@hotmail.it (31-07-2006) Stupendo, uno dei più bei libri che abbia mai letto. Asciutto nello stile,fatto spesso di brevi periodi, pennellate brevi che racchiudono immagini complete, riesce a descrivere insieme sentimenti e azioni, trasmette riflessioni sull'uomo e al tempo stesso sulla vita secondo me eterni. Prescinde dal periodo storico in cui è collocato, per quanto ne dia un'immagine consistente e lucida. Concordo con la valutazione del grande Claudio Magris che lo definisce "uno scrittore autenticamente anarchico e ribelle agli idoli del mondo sino all'autodistruzione" che crede solo "nella fedeltà a una legge vissuta e fatta propria con tutta la persona e il disprezzo per lo spirito gregario, così spesso insito nella trasgressione commessa senza volerne pagare le conseguenze". Questa la vera chiave di lettura secondo me di questo stupendo romanzo, che va ben al di là del raccconto stesso. Non solo la disgregazione del mondo post-asburgico, ma la critica alla necessità dell'uomo delle società occidentali (ancor più quelle globalizzate di oggi) di uniformarsi per essere accettato, che non ha il coraggio della propria personalità e di una visione autonoma delle cose, goccia nel mare, scintilla nel fuoco, come dice Roth, impossibilitato a uscirne,se non sentendosi parte di una rivoluzione che lo pone parte di una medesima accettazione, anche se di un gruppo più ristretto.
Roth dice del suo personaggio: "...mi pareva che possedesse quel grado di intelligenza che rende un uomo indifferente".
La fedeltà a Irene, o meglio all'idea di Irene, rappresenta solo la fedeltà a se stesso e la consapevolezza di quanto nella vita il caso conti più delle scelte. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Greek (28-07-2004) Bello! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
GB gprbzz@tin.it (31-07-2002) Protagonista della trama - come sempre in J. Roth, mesto cantore della Finis Austriae, - è il solito tenentino del regio-imperial esercito asburgico. Solo che questo libro di non molte pagine, ma difficile, lungo e spesso non comprensibile, non si inserisce nel contesto (dolorosamente familiare, anzi familiarmente doloroso) del declinare di quel mondo. Ma inaspettatamente - inaspettatamente in Roth che qui vuole rischiare il triplice salto mortale senza rete - si incentra sul "dopo". Sul nuovo, tragico, disorientante, facile e nello stesso tempo difficile "dopo" che in Europa il collasso degli imperi centrali aveva aperto, anzi squarciato.
Nel 1916, in Galizia, il tenente Franz Tunda, protagonista del racconto, viene catturato dai russi e deportato in Siberia. Circondato dalla taiga e del tutto separato dal consorzio sociale, per diversi anni nulla egli sa degli esiti della guerra, né della caduta dello zar e della presa del potere da parte dei bolscevichi, così come nulla sapeva della cruentissima guerra civile che proprio in quel periodo stava mettendo tutto sottosopra. Ritenendo che si trattasse di faccende che riguardavano la sola Russia e che fuori di essa invece tutto fosse rimasto immutato, Tunda decide di abbandonare il lontano rifugio per fare ritorno, con ogni mezzo che potesse capitargli, a Vienna, dove era rimasta ad attenderlo, secondo lui immutabilmente innamorata e infallibilmente fedele, la sua fidanzata Irene ("amava - sintetizza Roth nel suo modo conciso e preciso - i sacrifici che erano necessari per raggiungere la fidanzata e la vanità di quei sacrifici"). Costei era il virgulto naturale di quella ricca e operosa borghesia viennese che insieme con la nobiltà di più antico lignaggio dava lustro a quell'appellativo di "felix" che alla vecchia Austria il resto del mondo invidiava ("Il vecchio - il padre della ragazza, citiamo ancora Roth - era nato in quei tempi in cui una volontà determinava la qualità e si guadagnava ancora con i principi etici"). Ma ad un certo punto di quel suo viaggio a rit Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Manuel Orazi (29-04-2002) Chi non ha letto questo libro, nulla potrà mai comprendere del 900: spaesamento, crisi del linguaggio, coscienza del baratro. Un capolavoro assoluto Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Roth Joseph |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|