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Hillesum Etty - Diario (1941-1943)

Diario (1941-1943) TitoloDiario (1941-1943)
AutoreHillesum Etty
Prezzo € 9,00
Prezzi in altre valute
Dati1996, 260 p., brossura, 12 ed.
CuratoreGarlaandt J. G.
TraduttorePassanti C.
EditoreAdelphi  (collana Gli Adelphi)

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Descrizione
Un "cuore pensante" testimonia la propria fine in un campo di concentramento. Accanto al Diario di Anna Frank, uno dei documenti indispensabili sulla persecuzione degli ebrei. "Se Etty insiste a ripeterci che tutto è bello, è perché un'ebraica volontà di vivere fino in fondo vuole questo in lei. Un rivestimento ideale, poetico, ricopre in lei la solida, l'irriducibile, l'intima forza ebraica" (Sergio Quinzio).

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice

(scheda pubblicata per l'edizione del 1985)
scheda di Rastello, L., L'Indice 1986, n. 1

Una giovane donna olandese affida, nel 1941, ad un diario la cronaca della sua complessa vicenda interiore. Mentre tutta l'Europa vive il dramma della persecuzione e delle deportazioni di massa, Etty Hillesum, ebrea e destinata a trovare la morte ad Auschwitz, narra con lucidità la sua avventura di liberazione spirituale e la conquista, attraverso le strettoie dell'occupazione nazista di una felicità che, ben lungi dal costituire una fuga dall'epoca, si traduce in arricchimento e forza vitale. Ai divieti imposti alla sua gente Etty risponde con una crescita incontenibile, in grado di dar forza e fiducia a chi le vive accanto; nelle sue pagine capaci di allegria, che nulla nascondono o addolciscono dell'orrore di quei giorni, la guerra e la storia esteriore affiorano gradualmente in funzione della tensione introspettiva, fino ad assumere un ruolo centrale come testimoni di riflesso della battaglia vittoriosa condotta da Etty Hillesum contro le loro forze. Nel diario è anche la storia della creazione di un'opera d'arte - che non nascerà - di cui l'autrice, conscia del suo talento, si sa capace ed a cui si prepara rigorosamente ponendo attenzione ad ogni brano della vita sua ed altrui e indagando la sostanza e le possibilità della scrittura. Il libro tradotto con enorme successo in tutto il mondo, sta diventando per molti un oggetto di culto a scapito, forse, della sua peculiarità e del suo vigore letterario.


(recensione pubblicata per l'edizione del 1985)
recensione di Gentiloni, F., L'Indice 1986, n. 6

"A volte vorrei rifugiarmi con tutto quello che ho dentro in un paio di parole. Ma non esistono ancora parole che mi vogliano ospitare. È proprio così. Io sto cercando un tetto che mi ripari ma dovrò costruirmi una casa, pietra su pietra. E così ognuno crea una casa, un rifugio per sé. E io mi cerco sempre un paio di parole" (pag. 67). Le ha trovate, Etty Hillesum, le parole che cercava, e per nostra fortuna ce le ha lasciate in un "Diario" che resta uno dei documenti più elevati di questo nostro secolo, stupendo e disgraziato. Donna. Amante. Ebrea. Intellettuale. Condannata a morte. Mistica. Altruista. È difficile, fra tutti questi attributi stabilire una graduatoria: sono tutti specificamente e originalissimamente suoi.
Olandese di Amsterdam. Nata nel 1914, famiglia di media borghesia intellettuale. Comincia a scrivere il diario a 27 anni, nel marzo del 1941, quando i tedeschi già occupano l'Olanda. Nell'agosto del 1942 viene deportata nel campo di Westerbork (di smistamento, non di sterminio) dove rimane, lavorando all'ospedale e quindi con una certa libertà di movimento, fino al settembre 1943. Poi Auschwitz, dove viene ammazzata, sembra il 30 novembre 1943. Dal vagone piombato era riuscita a gettare una cartolina, raccolta e spedita da un contadino: "Abbiamo lasciato il campo cantando".
Il diario Etty l'aveva lasciato ad un amico scrittore che, anche se sembra impossibile, per 38 anni non era riuscito a trovare un editore. Finalmente, nell'81, la prima edizione olandese, accompagnata da alcune lettere di Etty da Westerbork: subito 150.000 copie e ora le traduzioni in tutto il mondo.
"Io noto che alla mia sofferenza personale si accompagna sempre una curiosità oggettiva, un interesse appassionato per tutto ciò che riguarda questo mondo, i suoi uomini, i moti della mia anima" (p. 57). Un occhio a se stessa e uno agli altri, lungo tutte le pagine del diario, e sullo sfondo, sempre più presente ma sempre tenuto a bada da un mirabile equilibrio, il forno crematorio. Fra gli altri, molti e guardati con un'attenzione continuamente rinnovata, ne spiccano due, il cui predominio sdoppia idealmente il diario in due parti: S. e Dio. Mai in contrasto, in dolce compagnia, mentre S. non scompare mai (anche se muore nel 1942) ma lascia discretamente il posto.
S. (Julius Spier) doveva avere un fascino incredibile: Etty lo subisce, vive con lui quei due lunghi terribili anni, soffre perché non sembra ottenere l'esclusiva di un uomo eccezionale anche nella professione: faceva lo psicochirologo, e da lui Etty deve avere imparato quella particolare attenzione non soltanto alla voce delle mani ma a tutti i dettagli del corpo. Mai "storia di un'anima" è stata altrettanto ricolma di corpo! Si vedano certi dettagli dei loro incontri di amore, anche se, ovviamente, la morte bussa alla porta.
Due percorsi si intrecciano nel diario di Etty, fino quasi a confondersi in uno: quello da S. a Dio e quello dalla vita alla morte. Ma Dio non elimina n‚ schiaccia S., come la morte che incombe ogni giorno di più non schiaccia n‚ soffoca la vita. "Ho guardato in faccia la nostra misera fine, che è già cominciata nei piccoli fatti quotidiani; e la coscienza di questa possibilità fa ormai parte del mio modo di sentire la vita, senza fiaccarlo. Non sono amareggiata o in rivolta, non sono neppure più scoraggiata o tanto meno rassegnata. Continuo indisturbata a crescere, di giorno in giorno, pur avendo quella possibilità dinanzi agli occhi" (p. 140). La morte cresce con lei e in lei "di giorno in giorno", senza soffocare piccole gioie e speranze, anzi valorizzandole come valorizza il suo impegno per gli altri.
Il diario di Etty è talmente pieno di piccole cose vissute con grande impegno che il lettore rischia di dimenticarsi come vada a finire. Acqua fredda o calda per lavarsi al mattino colazione; cioccolato; golfini a uncinetto; crochi, tulipani, campanule; vesciche ai piedi; l'attenzione divertita alle espressioni degli altri non la lascia neppure durante gli interrogatori della Gestapo. Tornata con un permesso da Westerbork annota: "Le mie rose rosse e gialle si sono completamente schiuse. Mentre ero là, in quell'inferno, hanno continuato silenziosamente a fiorire. Molti mi dicono: come puoi pensare ancora ai fiori di questi tempi?" Glielo chiediamo anche noi.
La risposta, nel diario, si può trovare in due direzioni, Dio e gli altri. La seconda direzione mi sembra più vera. Di Dio è piena tutta l'ultima parte, ma non è un Dio che consola. Profondamente ebrea, anche se non osservante, non è Etty ad aver bisogno di Dio: è il suo Dio, il Dio che consente Auschwitz e che le ha tolto S., ad avere bisogno di lei. Non Dio salva Giobbe, ma Giobbe Dio.
"Dobbiamo abbandonare le nostre preoccupazioni, per pensare agli altri" (p. 155): questo è il suo segreto. Al campo, la sua principale attenzione è per "le ragazzine di sedici anni" (p. 160). Ci viene in mente Anna Frank, strappata nell'agosto del '44 dal suo alloggio segreto e trasportata a Westerbork, prima di venire ammazzata a Bergen Belsen.
Altro riferimento quasi obbligato per chi legge il diario di Etty sono i "Quaderni" di Simone Weil: stesso amore alla vita, stesso esilio continuo fra la casa ebraica e quella cristiana, stessa attenzione per tutto e tutti. Ma Etty resta molto più ebraica, mentre non spazia, come Simone, nel panorama della grande cultura greca, orientale, e nostra. Si porta sempre con sé, anche nella baracca di Westerbork e, chissà, forse anche nell'ultimo viaggio, la Bibbia con dentro la foto di S. e l'amatissimo e citatissimo Rilke.
Da Westerbork, in una delle ultime lettere, Etty scrive ad un amico: "La miseria che c'è qui è veramente terribile - eppure alla sera tardi quando il giorno si è inabissato dietro di noi, mi capita spesso di camminare di buon passo lungo il filo spinato, e allora dal mio cuore s'innalza sempre una voce - non ci posso far niente, è così, è di una forza elementare - , e questa voce dice: la vita è una cosa splendida e grande, più tardi dovremo costruire un mondo completamente nuovo. A ogni nuovo crimine o orrore dovremo opporre un nuovo pezzetto di amore e di bontà che avremo conquistato in noi stessi. Possiamo soffrire ma non dobbiamo soccombere. E se sopravvivremo intatti a questo tempo, corpo e anima ma soprattutto anima, senza amarezza, senza odio, allora avremo anche il diritto di dire la nostra parola a guerra finita. Forse io sono una donna ambiziosa: vorrei dire anch'io una piccola parolina" (p. 245).

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 21 recensioni presenti.  Media Voto: 5 / 5

LucaBo (17-09-2009)
Contemporaneamente ad Anna Frank in Olanda c'era un'altra ragazza... un po' più "vecchia" (27-28 anni) di famiglia russa; colta, piena d'amore. Anche lei tenne un diario dal quale emergono il suo percorso e la sua scelta: una vita spirituale forte, non ascetica ma ben radicata nella realtà dei suoi giorni, che seppe "leggere" con grande lucidità. L'editore nell'introduzione parla a ragione di "altruismo radicale". Vide l'infelicità negli occhi dei propri aguzzini e li compianse. Dispensò luce a tutti gli amici prima, e poi a tutti i compagni di sventura. Un esempio di anima grande, di cui dopo la morte naturalmente molti cercarono di appropriarsi, ma che sfugge ad ogni etichetta, che non sia il proprio nome e cognome. Giustamente questo libro s'intitola semplicemente "Diario 1941-1943", e l'importanza sta tutta nell'autrice. Non si può non essere conquistati da Etty Hillesum. Questo volume fu pubblicato molti anni dopo la morte dell'autrice. Dovrebbe essere non letto, ma "straletto".
Voto: 5 / 5

Eugenio Bernardino Prella euberp@gmail.com (14-11-2008)
Ottima esperienza leggere e meditare questo splendido libro. Mi rimane una domanda, forse impertinente, per l'Editore: quanto ci farà attendere la pubblicazione dell'edizione integrale del Diario, uscita ormai da anni?
Voto: 5 / 5

cuorepensante (03-12-2007)
Un libro profondo e molto, molto intenso. Etty Hillesum mi ha colpita nel anima(non a caso il mio nickname è ispirato proprio ad una sua espressione che trovo molto suggestiva). Ben scritto e splendidi i contenuti, un vero e proprio affresco della vita sia esteriore che interiore, dei rapporti con gli altri, dell'animo umano. Concludo con una citazione della stessa Etty: "Una cosa è certa.Non potrò mai riuscire a descrivere le cose come la vita le ha scritte per me, in caratteri viventi". Vorrei poterle dire invece quanto mi abbia emozionata con il Diario e anche le Lettere da Westerbork, quanto sia riuscita a scavare nell'anima del mondo. Consigliato assolutamente.
Voto: 5 / 5

enrico avveduto (19-11-2007)
Il Diario di ETTY HILLESUM è molto profondo. L'ho scoperto troppo tardi forse a causa della sua irraggiungibile profondità. Il coraggio di ETTY HILLESUM è pura incarnazione dello Spirito.
Voto: 5 / 5

Francesca (28-01-2007)
Impossibile non rimanere affascianati da questo Diario, che andrebbe letto e riletto per essere "macinato", interiorizzato, compreso. Mistica fuori da ogni schema, e così pienamente umana, Etty ci conquista pagina dopo pagina lasciando nel lettore un segno indelebile.
Voto: 5 / 5

Giovanni gi.comi@jumpy.it (30-11-2006)
Molto bello. Si vede la voglia di vivere anche all'interno di un periodo come quello delle persecuzioni naziste. Veramente consigliato.
Voto: 5 / 5

Carla Rampichini (13-09-2006)
E' un libro intenso e bellissimo, scritto da una donna intelligente e - purtroppo - uccisa - come tanti - senza motivo in un periodo storico terribile.
Voto: 5 / 5

Laura.To (11-01-2006)
La straordinaria lotta di Etty contro la sua "costipazione spirituale"...un'analisi psicologica profondissima, a tratti mistica, di una giovane donna nella bufera della Storia. Il suo percorso interiore è spesso spiazzante, la sua immersione nell'Altro, l'analisi del dolore, la ricerca del Significato, l'esaltazione della Vita in ogni caso...Lo rileggerò, per comprenderla ancora a fondo. Etty, "balsamo per le ferite", "cuore pensante" di tutti noi.
Voto: 5 / 5

rommi (15-11-2005)
Semplicemente stupendo!!! l'ho letto in una sola tirata, e mi sono ritrovata ma anche mi sono mesa in crisi etty donna coraggiosa!!
Voto: 5 / 5

Christel (10-09-2005)
...emozionante il diario intimo di questa donna che è un inno alla vita e alla speranza. Attualissimo nel voler liberare se stessa in un mondo sformato dall'odio. Meravigliosamente intimo, pieno di pensieri e riflessioni. Da leggere!
Voto: 5 / 5

Cla (30-07-2005)
Pagina dopo pagina, Etty diventa una amica, sensibile e affabile, che sa trasmettere con chiarezza i suoi stati d'animo riguardo la quotidianita' o gli eventi speciali della sua vita... Capita, a volte, di non essere d'accordo con i propri amici. Cosi' mi capita con Etty. Non condivido il suo modo di interpretare la vita. Nel Diario integrale, Jaap Hillesum (il fratello), un giorno le rivolge una frase che allude, fra le altre cose, allo scarso senso della realta' della sorella. Jaap ha ragione. Penso, francamente, che Etty avrebbe dovuto fare di piu' per se stessa e, visto che ne ha avuto l'opportunita', tentare di salvarsi.
Voto: 5 / 5

patrizia patrisc@inwind.it (03-03-2005)
Lo cercavo da tempo...finalmente è arrivato grazie ad un amico caro...è semplicemente MERAVIGLIOSO..una boccata d'aria pura...grazie Etty per il tuo coraggio..la tua fede ed il tuo grandissimo amore per la vita!!!!! Racchiude una scuola di vita...leggetelo...regalatelo!!!!!
Voto: 5 / 5

Emanuela e_campanile@yahoo.com (27-01-2005)
Una maturazione interiore al ritmo di una persecuzione sempre più frenetica. Anche quando rimane poco tempo, Dio permette l'impossibile.
Voto: 5 / 5

Giulia sole1949@libero.it (27-01-2005)
da molti anni questo libro mi accompagna nella mia ricerca interiore. Non c'è mai una parola di troppo, tutto quello che sento o vorrei dire è detto in modo perfetto da Etty, è una compagna capace di infondere speranza nei momenti bui dell'esistenza. "Il pezzetto di cielo azzurro sopra di noi"...è un inno alla nostra libertà interiore. Grazie
Voto: 5 / 5

Enrico (30-11-2003)
Questo libro è come una luce capace di guidare e di dare coraggio nei momenti difficili. Sembra strano dirlo, ma per me non è un libro sull'Olocausto. L'Olocausto ne è solo il contorno esterno, mentre la vera protagonista è la forza interiore di un'anima, l'anima di Etty. Questa forza splendente, capace di prevalere vittoriosa persino in quelle circostanze così tragiche e disperate, viene gradualmente scoperta dall'autrice nel suo percorso interiore. E più importante ancora: lei arriva a comprendere che questa stessa forza interiore è presente in ogni uomo e ci invita, con l'esempio stesso della sua vita, a portarla alla luce. Questa forza lei la chiama Dio. E' un libro davvero capace di trasformare chi lo legge. Il mio invito è di leggerlo, rileggerlo e di farlo vostro (e non perdete nemmeno le lettere di Etty dal campo di Westerbork, dello stesso editore.)
Voto: 5 / 5

Roberto Pons ropons@libero.it (09-11-2003)
Veramente bellissimo! Un libro da leggere per emozionarsi, per piangere, per pensare, per riflettere sull'amore, sulla vita, sulla speranza, sulla barbarie della guerra e dell'odio razziale: un libro per crescere! Etty una donna fragile ma coraggiosa, dolcissima e umana, un incredibile talento letterario stroncato dalla crudeltà nazista, come Anna Frank e milioni di ebrei, dall'odio di un moderno medioevo che la coscienza umana deve condannare perpetuamente ed impegnarsi affinchè esso mai più si ripresenti.Grazie Etty, ti vogliamo bene come tu hai voluto a tutti, indistintamente, vittime e carnefici di quella orribile follia umana.
Voto: 5 / 5

Pippo filippo.scar@libero.it (29-10-2003)
Non è un libro semplice da leggere. Perchè è un libro che fa crescere. E tutto ciò che fa crescere spesso fa male. Lo consiglio a tutti coloro che non credono in Dio perchè nel mondo c'è il male e la soferenza. Lo consiglio comunque a tutti e, in particolare, a tutte le donne perchè Etty Illesum è una donna vera, è un modello di femminilità e di dolcezza, di forza e di spiritualità. Chissa che finalmente le donne la smettano di prendere come modello le oche-veline di turno o le miss-italia-barbie-finte di turno e ritrovino in questa straordinaria figura umana tutte le caratteristiche essenziali che conducono alla bellezza, dello spirito e del corpo.
Voto: 5 / 5

ermione38 ermione38@hotmail.com (25-08-2003)
Vero.. Etty si Ama, perche' amore chiama amore. Il suo e' un diario d'amore, amore per la vita. Come un fiore che fiorisce nel deserto. L'amore fiorisce anche nel dolore e nell'odio, nella miseria e nella disperzione, e' un miracolo, che si ripete e forse e' anche un po' contagioso. Diventi testimone, leggendo, di questo amore... e forse ami anche tu.
Voto: 5 / 5

norberto (22-08-2003)
Più lo si legge è più lo si comprende aumentando la voglia di far conoscere Etty a persone amiche. Sappiamo che in quelle pagine è nascosto molto di noi stessi! Speriamo nella versione completa del diario anche in italiano.
Voto: 5 / 5

julien jjulien@tiscali.it (15-07-2003)
Etty - io credo - non si commenta. Non si chiosa. SI AMA. Questo solo.
Voto: 5 / 5

Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 21

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