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Werfel Franz - Una scrittura femminile azzurro pallido |
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Titolo | Una scrittura femminile azzurro pallido |
| Autore | Werfel Franz | Prezzo Sconto 15%
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€ 7,22
(Prezzo di copertina € 8,50 Risparmio € 1,28)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 1997, 131 p., 7 ed. | | Traduttore | Colorni R. |
| Editore | Adelphi
(collana Gli Adelphi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| La recensione de L'Indice |

(recensione pubblicata per l'edizione del 1991)
recensione di Baggiani, A., L'Indice 1991, n. 9
Ingannato dal titolo di sapore romantico - e dalla cattiva fama, immeritata, di un Werfel dalla penna troppo facile - non s'aspetti il lettore alcunché del genere. Siamo, sì, nella solita Mitteleuropa, nella solita Vienna, seconda patria dello scrittore praghese: ma nel 1936, in piena crisi, e ben altro si prepara. Appena compiuti i cinquant'anni, proprio quando comincia a sentirsi un "pupillo degli dèi", Leonida detto Leo, alto funzionario ministeriale, ricco per fortunato matrimonio, riceve una lettera vergata nell'inchiostro azzurro allora di moda tra le signore. Tanto basta a dar esca alla memoria: appena sposato, Leonida ha sedotto e abbandonato una giovane ebrea, bella e colta, per di più figlia di un suo antico benefattore - prima che un frac ereditato da un amico ebreo, morto suicida, gli aprisse insperate possibilità di carriera. E la minaccia, reale, di un figlio finora ignorato sconvolge la giornata del funzionario. Un'altalena di stati d'animo mutevoli lo accompagna passo passo, sottolineata da un tempo primaverile che lentamente si trasforma in gonfio e torpido autunno. Un incontro nel parco con un coetaneo meno fortunato rende Leonida consapevole della fragilità del destino e lo induce a difendere al ministero, in un momento di ribellione, la candidatura di un medico ebreo - ma solo in vista di un altro, possibile futuro. La decisione d'affrontare infine l'antica amica, unico suo grande amore, risolverà una volta per tutte i dubbi di Leonida, con un finale a sorpresa. Il perfetto meccanismo teatrale del romanzo e la sua sciolta scrittura, senza ridondanze, cui molto deve contribuire la traduzione, funziona a dovere.
Ma questo non è un 'feuilleton' e, ovviamente, Leonida non è un eroe. Ed è poi davvero accaduto qualcosa? Costretto a riconoscere, fin dall'inizio, che "inquadrare un caso", "istruire un atto" sono i compiti di un buon funzionario, che deve talvolta sostituirsi a Dio, Leonida non sfugge alla regola. Inquisito, di fronte a un tribunale immaginario, il funzionario si censura, si confessa, si autodifende, in un continuo monologare che sembra dover fare i conti addirittura col Giudizio Universale, e deve quindi fondarsi su una spietata, anche se compiaciuta, autoanalisi. Ecco il vero processo, con un perfino eccessivo dispiegamento di psicologia: ma quello che viene fuori, alla fine, è il perfetto manuale dell'arrivista di buone maniere - non dimentichiamo il frac.
Già una volta Werfel aveva con fortuna utilizzato, nel bellissimo "Anniversario della festa di maturità", l'espediente del processo, tema peraltro caro a tutto un filone della letteratura tedesca dell'epoca, come se questa forma giuridica borghese si prestasse in modo incomparabile alla difesa o negazione della verità (e ci vorrà poi Kafka a svelarne il vuoto). Messi a nudo i segreti dell'ascesa sociale, e delineato sullo sfondo il confortante conformismo e l'antisemitismo strisciante della grande Vienna, il tardo Werfel (il romanzo è del 1941) - che non ha mai, poveretto, fatto a meno delle utopie, inventandosene se mai di nuove ogni volta - non lascia alcuno spazio a nostalgie 'rétro' mitteleuropee. Ma sarà proprio un caso che Leonida, a teatro, s'addormenti di un sonno irrequieto davanti al primo atto del "Cavaliere della rosa?"
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Media Voto: 4.75 / 5anna68 (26-04-2011) è un piccolo capolavoro che resta impresso nella memoria : una chicca da non perdere assolutamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesca f.battaglini@ao-siena.toscana.it (18-05-2009) Ho dato il 5 anche se il romanzo breve è una forma letteraria che non amo particolarmente e che temo troppo riduttiva per evidenziare il talento narrativo dello scrittore.
Ma in questa occasione non ho potuto esimermi dal dare il massimo dei voti a questo condensato di ottima forma, concisa e incalzante, ed essenziale sostanza, tragica e vera. Si legge con intensa partecipazione..Si divora nell'arco di poche ore come ipnotizzati, nell'attesa di capire se ci sarà una possibilità di riscatto per questo personaggio, indimenticabile, che, nonostante ombre e debolezze, ci rimane stranamente simpatico, più della sua vittima così fredda e distaccata, chiusa nel suo orgoglio e nella sua dolorosa e prostrata rassegnazione all' ineluttabilità del fato...
Piccolo capolavoro da leggere assolutamente.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mari (30-09-2008) Piccolo grande capolavoro. Da non perdere assolutamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
pedrocostner (30-01-2003) Una piccola ma preziosa gemma di un autore altrimenti pletorico.
Qui scrive con misura e con garbo, ma in modo molto persuasivo - il lettore è forzato a partecipare alla storia e immedesimarsi nel (biasimevole) protagonista. Figlio del suo tempo, senza alcuna possibilità (nè speranza) di affrancamento dalla sua debolezza morale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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