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Nabokov Vladimir - Il dono | Il testo più importante del periodo russo di Nabokov.
Media Voto: 4 / 5Fulvia fulvia_dambrosi@hotmail.com (07-11-2011) In una parola: sublime!
Il romanzo di Nabokov scritto tra il 1935 -1937 narra la storia di Fëdor Godunov-Cerdyncev, giovane émigré russo nella livida Berlino, del suo amore per Zina, dei suoi tentativi di scrivere una grande romanzo, della sua routine quotidiana divisa tra la camera d'affitto e la frequentazione degli ambienti dell'emigrazione russa composta principalmente da artisti e intellettuali
Il libro è abbastanza articolato e necessita di una buona conoscenza della letteratura russa Voto: 5 / 5 |  |  |  |
paolo g (27-04-2010) I personaggi sono poco più che macchiette, una vera storia unitaria non esiste, tanto che i cinque capitoli del libro potrebbero essere pubblicati ognuno come un libro a sè stante...Qual è allora la grandezza di quest'opera? La straordinaria scrittura innanzitutto (e ringraziamo per questo la traduzione di Serena Vitale), leggera e profonda al tempo stesso, lirica e ironica, sempre fresca e precisa. E poi l'armonia dei registri apparentemente contrastanti su cui Nabokov riesce a fondarla, il poetico e il grottesco, imperniati sul ricordo del padre da un lato, e sulla figura di Cernysevskij dall'altro. Un'opera che si legge con grande piacere, e che fa parte della grande letteratura del Novecento. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
XENIA (20-07-2006) Una pizza senza precedenti. Lolita incanta, diverte, fa riflettere e fa emozionare, il Dono non fa nulla. L'ho finito per caparbietà e perchè è scritto in modo eccellente, ma ho faticato parecchio e mi sono molto annoiata. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Fabio (17-06-2004) Il Dono di Nabokov alla letteratura russa, vera eroina di questo romanzo inesauribile, e a tutti coloro che amano i poeti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nina77 (31-10-2003) Un libro bellissimo, appassionante, enciclopedico, ora divertente, ora interessante. La visione di Nabokov è assolutamente personale: ogni descrizione riserva una sorpresa. I dialoghi, che ci dicono qualcosa degli intellettuali russi dell'epoca in esilio, sono brillanti e molto umoristici. Ed è anche la storia di uno scrittore che muove i primi passi, che cerca affannosamente il proprio genere e il proprio stile, che cerca di vendere i suoi manoscritti e che apre ogni giorno il giornale sperando in una critica o in un qualsiasi segnale di considerazione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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