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Una grande storia di amore e morte e della perversione dell'occhio clinico che la osserva. Dall'interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la "follia" che percorre il libro è solo nell'amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell'occhio clinico che ce lo racconta.
| La recensione de L'Indice |

recensione di Viacava, A., L'Indice 1998, n. 9
Credo che il titolo originale sia meno generico di quello italiano, "Follia". ""Asylum"" significa istituzione chiusa, luogo protetto e insieme prigione: mi pare sia il clima di fondo che si respira in questo libro, e non solo perché la sede dove la storia ha inizio è un manicomio.
Viene qui descritta la vicenda mille volte narrata di una donna che usa la passione d'amore per sprofondare: a differenza che per Emma Bovary, però, la scelta dell'amante di Stella, la bella moglie di un brillante psichiatra, non è solo quella di un tarlo che erode il suo matrimonio-Asylum e la sua deludente vita; la sua è una esplicita scelta di morte. Lui, così eccitante, è lì per aver ucciso e fatto a pezzi la moglie in preda a un delirio di gelosia, e lei lo sa.
Metafora di una condizione in cui la componente oscura, distruttiva di sé non lascia scampo, Stella ha l'impressione di essere viva solo quando segue la sua vocazione mortifera; neppure l'essere madre, come per Emma, è sufficiente a mettere un freno all'incantesimo.
L'esordio vorticoso travolge il sonnolento tran tran quotidiano di una tranquilla famigliola che ha appena traslocato a seguito di un incarico, che si prospetta brillante, del marito. L'incontro, la curiosità, il turbamento, il ballo, l'eccitazione senza freni, la fuga dell'amante, la scoperta. E qui si chiarisce che il rapimento amoroso per il pazzo assassino non è stato che un tentativo di negoziazione con la morte che lei si porta dentro, non aiutata da un marito distratto dal lavoro, invischiato in un legame con una madre dilagante (di un padre non c'è traccia), mentre per lei non c'è famiglia alle spalle: è come una creatura sospesa nel vuoto, senza radici, senza legami, senza amici, senza. Non può che essere votata alla morte.
E come Emma morirà, non ad opera dell'assassino amante, ma del suo assassino interno.
Eppure quando Edgar, così si chiamava lui, era arrivato sul punto di ucciderla, Stella era fuggita, attivando quel minimo di risorse vitali di cui disponeva. Ma solo per imbattersi definitivamente nella sua disperazione fino ad assistere, incapace di un gesto per salvarlo, alla morte del figlio.
Ora finalmente verrà curata, ma da chi? Dall'io narrante, che si autodefinisce amico e si rivela invece, via via, un crudele osservatore-entomologo che infilza i suoi pazienti con gli spilli della sua curiosità indifferente.
Il marito di Emma è un medico che non vede e non sa curare la disperazione di chi gli sta accanto; qui marito e narratore-osservatore sono due psichiatri rinchiusi nella loro scienza che sembra più che altro una fortezza da cui sparare proiettivamente le proprie parti deboli malate matte sugli altri per sentirsene al sicuro.
Come dire che la scienza e la chimica da sole non possono salvare dal dominio della morte stabilito nell'assenza di consapevolezza, di cure, di amore, di sollecitudine."
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Recensioni 1 - 20 di 141 recensioni presenti. Media Voto: 4.23 / 5Miguel (10-12-2009) Libro spesso angosciante. Ma la sua bellezza sta proprio nel trasmettere l'angoscia e la complessità dei protagonisti, stati d'animo che si toccano con mano. Si desidera finirlo il più in fretta possibile, tanto é il disagio che ne provoca la lettura.
Voto: 4 / 5 |
carmine carmine1989napoli@hotmail.it (30-10-2009) scrittura scorrevole ma nello stesso tempo descrizione sufficiente ad intendere luogo e situazione; il contenuto?..FOLLIA pura! lo appena finito e ho voglia di rileggerlo!
Voto: 5 / 5 |
valentina v_bertelle@hotmail.it (21-06-2009) questo libro mi ha dato la sensazione di essere travolta dalle onde di un oceano. Superlativo, bellissimo da leggere due volte; ha un contenuto abbastanza complesso reso però piacevole alla lettura dalla fluidità della scrittura. Se qualcuno vuole indicarmi altri libri di questo genere ne sarei veramente grata. LEGGETELO!!!!!!!!!!!!!!!!!! Voto: 5 / 5 |
Luca (15-06-2009) particolarmente coinvolgente e per niente noioso. Consigliato a tutti gli amanti del genere psicologico e non. Voto: 5 / 5 |
mariangela starvenus73@yahoo.it (28-01-2009) Stella, moglie di uno psichiatra affermato di nome Max, si trova a vivere nei pressi di un ospedale psichiatrico criminale per un nuovo incarico assunto dal marito. Stella , in realtà, è una donna profondamente insoddisfatta e delusa della propria condizione di moglie e di madre. Tra i pazienti dell’ospedale si trova Edgar, un artista internato perché soffre di una gelosia psicotica che lo ha spinto ad uccidere la moglie. Tra i due nasce una passione primitiva e vorticosa che porterà Stella ad inseguire la sua inclinazione autodistruttiva. Favorita da un marito assente, Stella scopre in Edgar il mezzo attraverso il quale perseguire l’annientamento di una vita vuota e insignificante. Un viaggio nelle parti più oscure della psiche. Singolare è riconoscere la volontà dell’autore di mostrare, attraverso i diversi personaggi, la capacità di manipolazione della mente umana. Voto: 4 / 5 |
Marco.S (26-01-2009) Mc Grath è un grandissimo. Follia lo annovererei tra i migliori 4-5 romanzi che abbia mai letto. uno splendido intreccio che lascia intendere al lettore quanto la follia e l'amore a volte si intersechino o, addirittura si sovrappongano. da leggere assolutamente. Voto: 5 / 5 |
Beatrice (05-12-2008) Un libro consigliato. Una passione davvero travolgente. Io non vi ho trovato alcun luogo comune, perchè putroppo di passioni distruttive come questa, sono piene le prime pagine dei giornali, nella sezione cronaca nera. Io penso che questo libro sia drammaticamente reale, ambientato (a mio avviso in maniera geniale) in un contesto che può essere utilizzato proprio per esasperare e amplificare le debolezze di ogni animo umano. Voto: 4 / 5 |
maurizio (17-10-2008) Bel libro, scritto bene e scorrevole. Abbastanza coinvolgente. Una fotografia sulla psichiatria degli anni 50 e di come le follie d'amore possano essere distuttive. Voto: 3 / 5 |
liu-chan (07-10-2008) ...Lettura piacevole.
Sinceramente non so dove lo veda il complesso di Medea, l'autore. Vabbè il padre psichiatra, vabbè l'infanzia trascorsa in un manicomio criminale...
A me sembra, più semplicemente, che la donna, stanca della vita senza libertà che è costretta a vivere, abbia voluto eliminare l'ultimo legame con questa specie di gabbia insopportabile. Non credo che il suo primo fine fosse ferire il marito. Non credo che la spiegazione a tale FOLLIA sia un semplice complesso di Medea...
Mi trovo amareggiata, alla fine del libro, perchè mi accorgo che l'autore preferisce lasciare più spazio ai colpi di scena che ad una più profonda ed interessante analisi interiore.
D'altra parte, Follia è definito più spesso "thriller erotico", che "psicologico". Forse le mie aspettative erano troppo alte. Voto: 3 / 5 |
bananavvelenata (03-10-2008) autore americano...romanzo americano.
ovviamente.
perciò,come molti altri hanno già scritto...libro coinvolgente, sì, giocato sulla furbizia dello scrittore nello stimolare curiosità pagina dopo pagina...ma non di certo un capolavoro letterario!!
il racconto è fatto per piacere ad un pubblico + vasto possibile, perciò ne risulta una trama non esattamente originale costruita su temi "popolari".
in conclusione...lettura piacevole!!niente di +, niente di meno. Voto: 3 / 5 |
Lorenzo86 flaherty86@hotmail.com (31-08-2008) Pur non essendo fitta di colpi di scena, la trama è comunque coinvolgente, così come l'indugiare sugli aspetti psicologici... Geniale il "fulmen in clausola"! Voto: 5 / 5 |
Matteo (23-07-2008) Uno dei più bei romanzi che abbia mai letto: amore e follia sono corde limitrofe che qui vengono addirittura a toccarsi e unirsi l'un con l'altra. L'acuta analisi psicologica di Patrick McGarth lascia intendere chiaramente la debolezza e l'impotenza dello psichiatra di fronte a certe situazioni. Un libro da non perdere, coinvolgente, emozionante. Ci si lascia trasportare così facilmente che pare quasi di trovarsi nello stesso stato depressivo di Stella. Veramente straordinaria la parte che parla della vita in campagna, molto trascinante. E poi una fine assolutamente non prevedibile.. Sembra che nella protagonista alberghi una sorta di inspiegabile cattiveria. McGarht denuncia così la presenza della follia , seppur in quantità differenti, in ciascuno di noi e dei protagonisti.
Profondo, introspettivo, BELLO. Voto: 5 / 5 |
valentina (06-07-2008) Non a casa questo titolo, un romanzo che mette in luce la passione, la smania per il sesso, la disperazione, la tensione, la paura, i sentimenti svaniti, la finzione, la pazzia, il terrore...tutti sentimenti e sensazioni che si respirano e si vivono nelle pagine di questo libro. Gli effetti dell'amore a volte sono diabolici... Voto: 4 / 5 |
Rubina (06-06-2008) Un bel libro dal ritmo incalzante che
mi ha ricordato vagamente :" Sette tipi di ambiguità " di Elliot Perleman, dove l'io narrante è sempre uno psichiatra che racconta i turbamenti di un paziente che diventerà poi il protagonista del romanzo. Mi chiedo chi sia il folle in "Follia" e ne deduco che tutti i protagonisti citati nel libro siano a loro modo dei folli, ognuno a proprio modo e nelle più svariate sfacettature. Complimenti all'autore che è riuscito nell'intento di offrire al lettore una lettura fluida, semplice e accessibile a tutti, evitando l'uso di terminologie mediche e scientifiche comuni in psichiatria. Voto: 4 / 5 |
federica federica.carvelli@gmail.com (23-05-2008) io sono una studentessa di psicologia ,dal mio punto di vista posso solo dire che ho trovato questa storia davvero affascinante;l autore scrive benissimo e inoltre ho apprezzato come vengono messi a nudo i personaggi un po alla volta come ad esempio l'io narrante ,lo psichiatra che tra tutti ho considerato il vero perveso solo alla fine della storia. Voto: 4 / 5 |
IRENE (21-04-2008) Un libro diverso, un'analisi dettagliata di una psiche femminile assai contorta e malata. Da leggere se si cerca qualcosa di originale e ben scritto. Voto: 4 / 5 |
manuela (28-03-2008) L'ho trovato discreto. Da leggere tutto sommato, anche se, a mio avviso, i contorni dei personaggi sono poco definiti, ho avuto la sensazione di non comprendere mai fino in fondo la psiche del personaggio principale e, alla fine, sono rimasta con il dubbio che ad essere folle non fosse in definitiva il medico che racconta la vicenda... Voto: 3 / 5 |
Franco (25-03-2008) ottimo romanzo psicologico, una rappresentazione forte della emotività femminile. Voto: 5 / 5 |
Luciano lucibonaccorso@hotmail.com (12-03-2008) Questo libro non mi ha proprio convinto, mi ero accostato tenendo presente le ottime recensioni scritte ma, purtroppo per me, non condivisibili.
Intanto l'ambientazione,l'ospedale psichiatrico, quasi a voler accostare l'amore vero alla pazzia. Poi la storia, direi poco interessante, a volte banale e molto stereotipata (moglie insoddisfatta, suocera invadente, marito dedito solo al lavoro ecc.).
Penso di ritenere che si può veramente leggere di meglio. Voto: 1 / 5 |
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