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Brodskij Iosif - Dolore e ragione |
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Titolo | Dolore e ragione |
| Autore | Brodskij Iosif | Prezzo Sconto 15%
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€ 15,30
(Prezzo di copertina € 18,00 Risparmio € 2,70)
|  | | Dati | 1998, 267 p., 2 ed. | | Traduttore | Forti G. |
| Editore | Adelphi
(collana Biblioteca Adelphi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| "Dolore e ragione" apparve a New York nel 1995, poche settimane prima della scomparsa dell'autore, offrendosi così, inevitabilmente, come opera testamentaria. Di fatto, leggendo i tre grandi saggi su Frost, Hardy e Rilke, che fanno da perno al libro, risulta difficile immaginare un grado ulteriore di tensione. Se si uniscono i saggi qui presentati a quelli su W. H. Auden e Marina Cvetaeva pubblicati in precedenza, si intravede un paesaggio della poesia moderna nuovo, ben più convincente di quelli offerti in varie scuole accademiche. Ma parlare di poesia per Brodskij ha sempre significato parlare di tutto e del tutto, poiché per lui la poesia era "l'unica assicurazione disponibile contro la volgarità del cuore umano".
| La recensione de L'Indice |

recensione di Alleva, A., L'Indice 1998, n.11
I poeti russi nutrono verso i propri colleghi del passato un sentimento di idolatria particolare; un'idolatria ravvicinata, da vicino di casa. Questo era l'approccio di Brodskij agli altri poeti; questo è l'atteggiamento che oggi assumono i giovani poeti russi nei suoi confronti, anche se non l'hanno mai visto. Imparano i suoi versi a memoria, vanno a visitare la sua tomba a Venezia, non finiscono di rimpiangerlo, proprio come se l'avessero conosciuto. Comunque lui appartiene loro.
Questo libro piove dal cielo, direi quasi dall'aldilà, tre anni dopo la morte dell'autore. Brodskij qui ci parla di poeti del passato che amava: Orazio, Thomas Hardy, Rainer Maria Rilke, Robert Frost, e del loro rapporto con le ombre, perché si sentiva prossimo a diventarlo anche lui, un'ombra. Intrattiene così un dialogo immaginario con loro, per il tramite dei versi, intuendo la genesi di questi, la selezione del tema, i riferimenti. Come se lui giocasse immerso nel crepuscolo con un avversario-fratello, di fronte, al buio, e nell'atto di ritirargli la palla accostumasse a poco a poco gli occhi alla tenebra, e all'ombra che si muove su questo sfondo, creando un'osmosi fra il mondo dei vivi e il mondo dei morti.
I saggi sono anche una sorta di diario. Quel che resta in mente al lettore, forse più della cronaca della partita, sono proprio quei lampi intuitivi e lapidari, che Brodskij aveva: "La cosa peggiore che possa capitare a un uomo è quella di morire"; "Non c'è specchio che possa riflettere una vita di letture"; "La metafisica è sempre terra terra, no?". Brodskij dialoga con i poeti prediletti, con gli studenti che ascoltano le sue lezioni, con i ricordi, e a sua volta prende a mente i motti memorabili degli altri, per esempio di Frost: "Il modo migliore per uscir fuori è sempre passare attraverso", "Essere socievoli è essere indulgenti".
Brodskij è un visionario della parola, e raramente si sbaglia. Vede il disegno strofi""co predisposto da Hardy per la poesia "The convergency of the Twain*, dedicata al naufragio del Titanic, e intuisce subito che Hardy, scegliendo di costruire le strofe con due trimetri e un esametro, abbia voluto ricreare l'iceberg contro cui il transatlantico inglese si scontrò; vede e sente nei tetrametri della poesia successiva l'arrancare ondeggiante di un calesse a molle col quale la moglie defunta tornava sempre a casa, attraverso la brughiera.
Forse il saggio più bello è quello dedicato a Frost, "Dolore e ragione". Qui s'indaga un dialogo tragico fra moglie e marito a seguito della morte del figlio; lui, il marito, in cima alla scala della loro casa, lei ai piedi della stessa. La distanza incolmabile fra i due è segnata dal loro diverso approccio al dolore, e da un groviglio di rancori precedenti. Qui è in ballo la distanza fra il linguaggio quotidiano e il linguaggio poetico.
Immaginiamo il dialogo fra il nostro e gli altri poeti separato da una membrana sottilissima, una parete divisoria fatta da scaffali pieni di libri. E su uno scaffale, uno dei più alti, vediamo anche i libri di Brodskij, magari accanto ai grandi romanzi delle sorelle Brontë.
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