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Simenon Georges - I sotterranei del Majestic |
Sembra una mattina come tutte le altre. Prosper Donge è al lavoro nella caffetteria dell'Hotel Majestic. Serio, infaticabile, un po' triste. Intorno a lui un dedalo di sotterranei, scale di servizio, porticine nascoste. Il formicaio dove si agita freneticamente il personale di un albergo di lusso. Ai piani superiori, sfarzo opulento e quiete maestosa. Mondi incomunicabili, si direbbe. Almeno sino a quando Prosper Donge non scopre nello spogliatoio del personale il corpo senza vita di una giovane donna. E' Mrs Clark, moglie di un facoltoso industriale di New York. Muovendosi con la consueta sagacia fra due mondi entrati improvvisamente e inspiegabilmente in collisione, Maigret risolverà uno dei casi più intricati della sua carriera.
| La recensione de L'Indice |

scheda di Bertini, M. L'Indice del 1999, n. 02
I sotterranei del Majestic : titolo invitante, che sembra far eco ai Misteri di Parigi o al Fantasma dell’Opera.In realtà non siamo in un feuilleton a forti tinte, ma in un bel film noir d’epoca, di quelli in cui si stagliava, laconico e massiccio, Jean Gabin, con berretto proletario e sigaretta all’angolo della bocca.Prosper Donge, il protagonista, è esattamente così: ogni mattina raggiunge in bici la porta di servizio del Majestic e si prepara alla sua faticosa giornata da barista, mentre a casa Charlotte, ex-ballerina dalla bellezza sfatta, gli cucina il bœuf aux échalottes.Quando nei sotterranei del lussuoso albergo viene trovata assassinata la bella moglie di un ricco americano, gli indizi sembrano accusare proprio il povero barista; per fortuna, però, l’indagine è affidata a Maigret, che sa fiutare la corruzione dove veramente si annida, non certo nelle vicinanze dell’onesto stufato di Charlotte o del banco dove Prosper mesce ineguagliabili pernod. Il marcio si nasconde piuttosto nell’alta società cosmopolita che frequenta l’albergo, e nel losco e ripugnante Isaac Meyer, che ne sfrutta i vizi con torbido compiacimento... Ahimé, siamo nel 1942, e nonostante l’estetica proletaria non è troppo difficile capire da che parte stia Simenon.
(M.B.)
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Media Voto: 4 / 5Cristiano (05-06-2008) Simenon ci porta all'interno dell'hotel Majestic, ma quella che sembra essere un'inchiesta inizialmente limitata e quasi banale, pian piano assume contorni più interessanti, quasi si espande uscendo dai sotterranei per arrivare lontano e trascinare il lettore in un avvicendarsi di colpi di scena imprevedibili e affascinanti. Un ottimo Maigret! Voto: 4 / 5 |
Nadia (05-10-2004) Atmosfere cupe e avvolgenti, dialoghi smorzati... Purtroppo vi è quel briciolo di razzismo che a parer mio caratterizza i primi romanzi di Maigret ma bisognerebbe storicizzare e questo nulla toglie alla bellezza e alla piacevolezza della scrittura. Voto: 5 / 5 |
delfzijl (06-02-2003) c è di meglio nei maigret;
leggibile ;
a tratti bello;
ma a tratti francamente noioso Voto: 3 / 5 |
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