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Borges Jorge L. - Finzioni | Un falso paese scoperto "nelle pagine di un'enciclopedia plagiaria", Uqbar, e un pianeta immaginario, Tlön, "labirinto ordito dagli uomini" ma capace di cambiare la faccia del mondo; il "Don Chisciotte" di Menard, identico a quello di Cervantes eppure infinitamente più ricco; il mago che plasma un figlio nella materia dei sogni e scopre di essere a sua volta solo un sogno; l'infinita biblioteca di Babele, i cui scaffali "registrano tutte le possibili combinazioni dei venticinque simboli ortografici... cioè tutto ciò ch'è dato di esprimere, in tutte le lingue" e che sopravviverà all'estinzione della specie umana; il giardino dei sentieri che si biforcano; l'insonne Funes, che ha più ricordi di quanti ne avranno mai tutti gli uomini insieme.
15 recensioni presenti. Media Voto: 5 / 5Sakura moonchild80@hotmail.it (04-01-2012) Mi è bastato leggere la prima riga del primo racconto di questo libro, per rimanere folgorata. Solo grazie a quella frase, sapevo di aver trovato il mio Autore preferito. Dopo anni e la lettura di tutte le opere di Borges, quella prima impressione si è rivelata vera. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sara shangri-la82@libero.it (09-03-2008) Quando l’ingegno di un soggetto talmente poliedrico da opporre resistenza a qualsiasi definizione di genere si diverte in un piacevole esercizio di stile dalla rara lucidità, il risultato non può che essere un distillato di racconti minimi e preziosissimi come quelli che fanno mostra di sé in questa raccolta. Il presupposto da cui traggono respiro i voli a cui Borges ci inizia è un piacere per la narrazione fine a sé stessa, una forza immaginativa che distingue ed eleva l’essere umano, un gusto nel creare Storie che non deve trovare altri argini se non quelli delle proprie capacità, del proprio genio.
Se il sonno della ragione genera mostri, insomma, in Borges la veglia dell’immaginazione ha in sé la forza generatrice di nuovi universi, costruiti su fondamenta dalla geometria incomprensibile, che ordinano, divertono e confondono il lettore in un accordo magistrale di accurate Finzioni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
droomie (25-01-2007) chi, dopo averlo letto, avrà ancora il coraggio di guardare il mondo distrattamente? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio Ricci mricci_ra@libero.it (13-07-2006) "All'Hotel de Adrogué, tra i caprifogli effusi e il fondo illusorio degli specchi, sussiste ancora un qualche ricordo limitato e decrescente di Herbert Ashe, ingegnere dei Ferrocarriles del Sur. In vita, come tanti inglesi, aveva patito d'irrealtà; morto, non è nemmeno più il fantasma che era stato. Alto, disincantato, la sua stanca barba rettangolare era stata rossa. Pare che fosse vedovo, senza figli. Ogni anno o due andava in Inghilterra: per visitare (a quanto giudico da fotografie che ci mostrò) una meridiana e alcuni roveri. Mio padre aveva stretto con lui (ma il verbo è eccessivo) una di quelle amicizie inglesi che cominciano con l'escludere la confidenza e prestissimo omettono la conversazione; solevano scambiarsi libri e periodici; solevano affrontarsi, taciturnamente, agli scacchi... Lo ricordo nell'atrio dell'albergo, con un libro di matematica in mano, guardando a volte i colori irrecuperabili del cielo."
("Tlön, Uqbar, Orbis Tertius", cap. II)
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ale bedica alebedica@hotmail.it (30-06-2006) Ho atteso per scrivere la recensione sette,poi quindici,trenta giorni,senza superare l'angoscia della pagina bianca.Ho riletto Finzioni tre volte smarrendo l'uscita tra scaffali che custodiscono tutti i libri scritti e non scritti,quelli del passato e del futuro;tra specchi che moltiplicano la realtà ed i volti di Bioy Casares e Drieu La Rochelle;tra interminabili partite a scacchi sempre da me perse.Realtà e finzione in cui ci perdiamo tutti,anche Calvino ed Eco.Pontiggia no. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Mimmo (13-04-2006) Geniale;denso come gelatina,ci si potrebbe fermare ad ogni pagina,e stare lì a riflettere per ore.Borges era un genio,puro;un esempio?"Gli specchi e la copula sono abominevoli per l'universo perchè moltiplicano l'uomo".Insuperabile Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Marco (06-04-2006) All'eccellente commento di Romano de Marco toglierei solo l'aggettivo 'sconfortante'. Vicini a Pasqua, suggerisco l'ultimo racconto 'Tre versioni di Giuda'. Inoltre 'Il miracolo segreto', 'La morte e la bussola'(spesso premiato come miglior racconto giallo mai scritto), 'Le rovine circolari', 'Pierre Menard autore del Chisciotte', 'Il giardino dei sentieri che si biforcano' sono capolavori assoluti, vertici del genio umano. Chi ha sete dei piaceri dell'intelletto troverà una fonte sorgiva incessante, e non solo!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Romano De Marco romdema@tin.it (09-01-2006) FINZIONI è una lettura che ha in sé qualcosa di magico e sconfortante allo stesso tempo.
Undici racconti divisi in due sezioni che affrontano temi come la scrittura, lo scorrere del tempo, la memoria, la finzione, la morte. Borges mischia queste carte con un virtuosismo sconcertante in pagine dense di simbolismi e complesse strutture geometriche dove la cultura classica si interseca con la conoscenza della matematica, delle scienze occulte, della filosofia orientale, della teologia, del fantastico.
Ogni racconto, ogni pagina, aprono alla mente orizzonti sconfinati e molteplici chiavi di lettura in una forma letteraria tanto complessa quanto soave e facilmente accessibile al lettore. Una specie di miracolo di complessità resa fruibile da chiunque.
In questi racconti la finzione, la dimensione fantastica, assumono una importanza centrale nella ricerca dell’uomo del superamento dei propri limiti imposti dalle convenzioni sociali e culturali, diventano quasi più reali della realtà stessa, in un gioco illuminato e illuminante che l’autore compie insieme al lettore dando sfoggio di una ricchezza culturale ed umana immensa. Ma non c’è, in Borges, compiacimento per questa ricchezza, non c’è sfoggio di superiorità nei confronti del lettore, né la cattiveria di colpirlo e disorientarlo con i propri argomenti. C’è, piuttosto, molto rispetto e la volontà di condividere un percorso “magico”, sospeso fra realtà e finzione.
Una lettura IMPERDIBILE…
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Biccio biccio77@email.it (02-11-2005) Sono racconti meravigliosi, incredibili. Leggendoli, riga dopo riga ci si rende sempre più conto di essere a tu per tu con un vero genio. Stupefacenti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Stefania (16-02-2005) .. Non ci sono parole per esprimere la bellezza di questo libro.. Semplicemente indimenticabile, da leggere e rileggere, ricco di spunti filosofici e non solo.. Lettura non "semplice" ma per questo ancora più affascinante!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonio Coiro (14-02-2005) Senza parole...Anzi sì:che spettacolo!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabio (25-01-2005) Il libro che anni fa mi ha fatto scoprire Borges e che ancora considero il suo capolavoro. Il racconto Le rovine circolari è fra i miei preferiti di sempre e un capolavoro immortale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
vanvera (08-11-2004) E' un libro bellissimo, cosi' come e' bellissimo
l'Aleph dello stesso autore. Magari non sara'
di lettura facilissima (mi dicono alcuni), ma ripaga in
ogni modo lo sforzo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio Froldi (30-08-2004) Partiamo dal film Matrix. Ho fatto un salto sulla sedia nel vedere Neo che entra nella stanza dell'Oracolo. Leggete, in Finzioni, il racconto su Almotasim, cercate la riga in cui si dice che il protagonista finalmente giunge davanti alla porta in cui c'è Almotasim e, se avete presente cosa deve scostare Neo per vedere l'Oracolo, sobbalzerete pure voi.
Recensire questo libro è impossibile. Un'opera semplicemente indimenticabile, che si legge e rilegge, trovandovi sempre spunti nuovi e geniali intuizioni. Ogni racconto è straordinario. Citiamo La Biblioteca di Babele, celeberrimo, e La morte e la bussola, forse il racconto giallo più bello della letteratura poliziesca mondiale.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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