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Dumas Alexandre - La Sanfelice |
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Titolo | La Sanfelice |
| Autore | Dumas Alexandre | Prezzo Sconto 15%
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€ 23,80 
(Prezzo di copertina € 28,00 Risparmio € 4,20)
|  | | Dati | 1999, 2 voll., 1754 p., 2 ed. | | Traduttore | Ascari F.; Cillario G.; Ferrero P. |
| Editore | Adelphi
(collana Gli Adelphi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Scritto fra il 1863 e il 1865, quasi in contemporanea con la sua pubblicazione a puntate sul romanzo parigino "La Presse", "La Sanfelice" segna il ritorno di Dumas al successo popolare e costituisce un addio e un omaggio alla amatissima città di Napoli dove lo scrittore era arrivato al seguito del suo amico Giuseppe Garibaldi e aveva vissuto per quattro anni.
7 recensioni presenti. Media Voto: 4.71 / 5Fabrizio (22-09-2011) Un grande romanzo di Dumas. Complesso, vorticoso, immenso. Concordo con chi dice che mancano 500 pagine e già ti manca! Anzi, a mio avviso le ultime 500 sono le migliori. Inizio lento (stiamo parlando di 1700 pagine), i personaggi che si accalcano. Sai già come va a finire il romanzo perché Dumas stesos lo fa dire tramite una profezia che ovviamente si avvererà, ma si legge che è un piacere. Il cardinale Ruffo su tutti, sopratutto quando dialoga con cinismo con il Re. Brani meravigliosi. Consigliatissimo per chi ama Dumas, non può non leggerlo. E veniamo alle critiche per cui non gli do 5. Inferiore ai tre moschettieri e a vent'anni dopo, dove l'azione è rutilante e i cattivi cattivissimi che però ti portano quasi dalla loro. Qui i cattivi sono scialbi e piatti. Mi è piaciuto solo il Beccaio e la sua figura greottesca. Troppi passaggi storici, tramite lettere (a me piace la storia ma trovo che l'epistola rallenti l'avventura). Infine la Sanfile è più mielosa e irritante della fanciulla rubata al Visconte di Bragelonne dal Re Sole nell'omonimo romanzo conclusivo della trilogia. E poi concordo con chi ha criticato l'estrema presa di posizione di Dumas a favore dei francesi, eroi squisiti. Il popolo napoletano è invece ancor oggi identico alla caratterizzaizone di Duma. Edizione Adelphi eccezionale! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Luigi (02-08-2009) Inizio col dire che non sono un filo-borbonico e che ho sempre ammirato i patrioti napoletani che si sono battuti per l'indipendenza del popolo napoletano; mi dispiace togliere un punto a questo splendido romanzo (uno dei più belli di Dumas), ma non posso nascondere il mio fastidio nel vedere una simile parzialità, a tratti crudele, di Dumas: per lui, i francesi sono angeli scesi dal cielo che, in battaglia sono abili, quando vincono, e prudenti, quando perdono, mentre i napoletani sono sanguinari e codardi; gli unici a salvarsi da questo caricaturismo sono i filo-repubblicani napoletani, che però, a differenza dei francesi, dei quali viene mostrato solo il lato positivo, vengono riprodotti anche con i loro lati negativi. Con ciò non voglio togliere nulla a questo romanzo, ma ritengo che il primo compito di uno scrittore sia quello di abbandonare ogni prevenzione nei confronti della sua nazione e degli altri popoli, e in questo ci è riuscito Enzo Striano che nel suo "Il resto di niente" mostra con grande maestria l'entusiasmo dei patrioti napoletani, l'ignoranza (giustificabile) dei napoletani, l'inettitudine dei regnanti e... la sete di ricchezza che aveva spinto i francesi a marciare in Italia; questo, naturalmente, Dumas non l'ha scritto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
sergio ghidini grandeghi@virgilio.it (06-05-2006) Un grandissimo romanzo storico. Bello, accattivante, interessante. Ti manca quando mancano ancora 500 pagine. E' un libro a cui pensi mentre lavori. Lo apri con piacere, lo vedi, pregustando il piacere di leggerlo di lì a pochi minuti. E rimandi il piacere per gustarlo di più. Inoltre, pur con i limiti di un romanzo, aiuta a capire meglio un periodo storico importante (a proposito, se l'argomento vi interessa leggete, per la parte romanzesca, Il resto di Niente di Striano e, sotto il profilo storico, chiaramente, Croce). Comunque, è ribadito che la rivoluzione napoletana del 1799 è stata una semplice reggenza dell'invasione francese. Non sono un monarchico nè un borbonico. Ma è vero che chi perde le guerre perde l'onore. Onore ai filosofi, ai giuristi ed ai pensatori illuministi napoletani. Ma ridimensioniamo la Pimental Fonseca e chi gioca alla rivoluzione con i soldi di papà. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
l'insospettabile (25-03-2004) 1.700 pagine possono "spaventare" ma vi assicuro che, una volta superato l'impatto iniziale della premessa dell'autore (contenente un minimo di indicazioni storiche) verrte trascinati in un vortice di puro piacere letterario e volterete ogni pagina con il desdierio di leggere la successiva. Un grandissimo romanzo che mi spinge ancora una volta a dire: meno televisione e più libri. grazie. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
michelangelo bruscolotti@libero.it (06-03-2003) Dire che un libro cosi grande possa essere letto tutto di un fiato a molti potra` sembrare eccessivo,ma e quello che succede.
Dopo una trentina di pagine si e` gia nel pieno della storia con il ritmo incalzante che solo Dumas riesce a dare alle sue opere.
Alla fine si ha voglia che questo libro non finisca mai.I colpi di scena non finiscono mai,in un romanzo dove il vero ed il falso
sono amalgamati magistralmente dall`autore francese.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
silvana (20-02-2002) Bellissimo, avvincente, istruttivo "romanzo" dove
figurano personaggi dalla vita e dalla morte invidiabili. Bei personaggi (veri) eroici o vili o violenti. Quando sul tricolore non c'era ancora scritto "tengo famiglia". Voto: 5 / 5 |  |  |  |
airali airali7@katamail.com (07-10-2001) Un libro stupendo, che ti prende fino all'ultima pagina. Fatti realmente accaduti (testimoniati dall'Autore con documenti autentici) e fatti di fantasia si mescolano senza far capire dove finisce l'una e inizia l'altra, in una parte della storia d'Italia poco conosciuta.Particolare il carteggio tra l'Autore e la figlia della protagonista (quella vera) in appendice al romanzo: la differenza tra storico e romanziere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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