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Márai Sándor - La recita di Bolzano |
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Titolo | La recita di Bolzano |
| Autore | Márai Sándor | Prezzo Sconto 15%
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€ 13,60
(Prezzo di copertina € 16,00 Risparmio € 2,40)
|  | | Dati | 2000, 264 p., 6 ed. | | Traduttore | D'Alessandro M. |
| Editore | Adelphi
(collana Biblioteca Adelphi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| "Che cosa aspetti a infilarti il costume, vecchio commediante, illusionista appassito? Il ballo in maschera sta per cominciare". Il libertino quarantenne ha un gusto amaro in bocca, e la stanza è piena di ombre: sono le ombre della sua giovinezza. Ma ha un contratto, e deve rispettarlo. Dov'è la lettera che gli ha mandato Francesca? "Devo vederti" ha scritto. Oh, non sarà né la prima né l'ultima che riceve da una donna sposata. Questa, però, è stata scritta dalla sola donna che un giorno ha creduto di amare (e lui, per paura di quell'amore, è fuggito). Per di più gliel'ha portata il marito in persona: Sua Eccellenza il conte di Parma.
13 recensioni presenti. Media Voto: 4.30 / 5Greta gretel68@virgilio.it (27-09-2005) Il libro inizia con la fuga di Giacomo Casanova dal carcere di Venezia, fatto realmente accaduto. Casanova si ferma per qualche giorno a Bolzano, preceduto dalla propria fama è accolto dalla cittadina con un misto di curiosità, ammirazione e timore. Il soggiorno sembra breve ma il destino è bizzarro e Casanova scopre che in città vive Francesca, suo amore passato, ora moglie del Conte di Parma. Giacomo pensa di poter riallacciare i rapporti con Francesca, anche per consumare una storia che era stata troncata proprio dal Conte, una storia rimasta in sospeso, conclusa ma non finita. Ma il Conte (uomo molto anziano e orgoglioso) va da Casanova e gli propone in cambio del suo denaro e del suo appoggio di recitare una parte per far guarire Francesca da questa "malattia": Conosciamo tutti (spero) la bravura di Marai nei monologhi lunghi, dove fa dire delle cose bellissime ad uno dei protagonisti e subito dopo, nel monologo successivo fa dire l'esatto contrario all'altro protagonista. Nelle "Braci" è sempre stato il Generale a parlare, mentre l'amico ascoltava; qui parlano a lungo tutti e tre: Casanova, Il Conte, Francesca. Marai prende il personaggio Casanova e lo modella a suo piacimento, pur lasciando certe caratteristiche storiche. Lo invecchia un poco, lo imbruttisce molto, facendone un uomo fisicamente un po’ grottesco. Il tema (molto caro allo scrittore) è il triangolo amoroso. Fine conoscitore dell'animo umano, non si risparmia nel descrivere certi particolari sgradevoli: qui per esempio è l'egoismo che fa da padrone. I personaggi di Marai sono tutti infelici, perché sono alla perenne ricerca di un appagamento impossibile. In tutti i suoi libri c'è il passato che ritorna. Un passato mai risolto e mai dimenticato, perché sono incapaci di uscire dal cerchio illusorio dell'amore come unico rimedio alla fatica di vivere. Questi uomini e queste donne aspettano con pazienza anni per riuscire ad imporre un nome a quello che provano, che non è sempre amore, anzi non è solo amore......
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
FABIO SCARNATI fabioscarnati@yahoo.it (13-07-2004) Credo che la migliore tra le recensioni presenti sia quella di Marica("Ogni tanto si sente scricchiolare il legno del palco...Godibile l'effetto a cascata del racconto che precipita...)alla quale vanno i miei complimenti. Tuttavia io darei al libro un punticino in più. Stiamo parlando di un grande scrittore. Non dimentichiamolo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Luca B binelloluca@tiscalinet.it (03-06-2004) Di una forza e di una intensità emotiva che lasciano il segno. Non ritengo comunque opportuno "Le Braci" come termine di paragone..sono libri differenti, entrambi unici, come in modo unico commuovono l'anima. Se il giudizio fosse in base allo scritto in cui ci si rivede di più, beh allora "La recita di Bolzano" è il libro più bello che abbia mai letto.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
antonio colombi acolombi@regione.lazio.it (25-03-2004) Ecco un uomo! un libro sull'amore, sulla sua egoistica forse di essere vita...un libro...due lettere, bellissime, irripetibili, strepitose, un biglietto...tre parole...con dentro tutta la vita e l'amore. Un libro per essere presi in parole che forse ognuno di noi vorrebbe dire o sentire nei rapporti amorosi. Un libro che presenta in modo perfetto la nudità dell'uomo di fronte all'amore quello con l'A maiuscola. Un libro da tenere assolutamente in biblioteca. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Serena serenareggia@hotmail.com (08-03-2004) Un gioco di specchi.
Se desiderate un libro divertente questo non fa per voi. Se volete un libro che vi tenga svegli la notte, lasciatelo proprio perdere. Se però avete voglia di sapere tutto, ma proprio tutto sull'egoismo che l'amore genera, sui ruoli che inverte e se vi piace ''spaccare il capello in quattro'' allora questo è il vostro romanzo. Un libro intelligentissimo, di non facile lettura, assolutamente imperdibile.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Manuela m.carlino@comune.bellaria-igea-marina.rn.it. (18-02-2004) Si apre con l'arrivo di Giacomo alla locamda del Cervo poi "si ferma", verso la fine gli eventi incalzano ed e qui che si leggono le pagine migliori, magistrali che meritano una rilettura.Màrai è capace di soffermarsi per intere pagine sulla descizione di un carattere, di un particolare ed in questo è geniale. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Bruno - da Parigi (04-10-2003) Romanzo denso,appassionato, elegante nella scrittura, pur non raggiungendo il perfetto equilibrio di "Le braci", che resta per me il capolavoro di Marai.L'amore nei suoi infiniti e contraddittori risvolti, la natura umana con i suoi fantasmi, le sue illusioni, la sua solitudine. Da non perdere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lara anntylo@hotmail.com (17-02-2003) Lo stile raffinato di Marai cattura il lettore,anche se con meno forza delle Braci.Il monologo di Francesca è un esempio di magistrale lettura dell'animo umano, tra vizi, virtù e sogni, spesso irrealizzabili!Da non perdere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giovanni (29-11-2002) Bellissimo. Forse meno cinvolgente de Le braci, una conferma della bravura dello scrittore. L'uomo Casanova, l'intervento di più personaggi, un movimento mai statico ma introspettivo. Coinvolgente! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea (18-09-2002) Godibile, soprattutto il finale. Bello il monologo di Francesca; forse un pò eccessivo.
Insomma, si tratta di un libro sicuramente da leggere anche se continuano a non convincermi (vale anche per "Le braci") a pieno qualità e spessore dello scritto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
marica marica63@yahoo.it (24-12-2001) Allo scopo di illustrarci una personale, rispettabile ma condivisibile fino ad un certo punto, teoria sull’amore e la passione, l’autore ci tiene prigionieri in una unità di luogo, così che, assai spesso, nel corso della lettura, senti scricchiolare il legno del palco del teatro nel quale va in scena il melodramma e ti sfugge quasi di declamare ad alta voce i monologhi dei protagonisti, a volte interminabili.
Godibile però l’effetto a cascata del racconto che precipita sul colpo di scena finale.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
patrizio patridal@tin.it (27-01-2001) sicuramente erano anni che non leggevo qualcosa di simile. Un virtuoso dello scritto,che riesce a rendere avvincente e coinvolgente un racconto che si svolge in un unico scenario.Richiede una minima concentrazione per poi trascinarti con facilità nel mondo di Giacomo, personaggio di grande spessore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Josephine sisterblue@cheerful.com (08-06-2000) Molto bello. Diverso da "Le braci".
Non scorre come il libro precedente ma, in compenso, l'ultima parte, e soprattutto il monologo di Francesca, è STRAORDINARIO; se fosse una lettera d'amore, nessuno potrebbe scriverla meglio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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