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McCourt Frank - Che paese, l'America |
Il romanzo narra le vicende del giovane McCourt giunto in America con l'intenzione di riscattare l'infelice infanzia irlandese, raccontata nelle "Ceneri di Angela". La scena è quella di New York nel secondo dopoguerra. Una New York proletaria, dove fra case di mattoni rossi, pub di emigrati irlandesi e banchine ingombre di merci, con la quinta di Manhattan lontana ed irraggiungibile, Frankie si trova a percorrere, passo dopo passo, un faticossisimo apprendistato. Inserviente in un grande e lussuoso albergo, militare durante la guerra di Corea, scaricatore di porto, e infine insegnante, in aule e fra scolaresche che ricordano piuttosto da vicino le rumorose classi di Limerick.
Recensioni 1 - 20 di 22 recensioni presenti. Media Voto: 3.63 / 5Greta (12-02-2008) Se avete letto LE CENERI DI ANGELA non potete assolutamente farvi scappare questo secondo capitolo dell'avventurosa storia personale dell'autore.
L'avevamo lasciato sul ponte di una nave in partenza per l'America, lo ritroviamo in viaggio verso la terra del "tutto si può", verso il sogno americano, alias la terra promessa per molti immigrati europei (e non)del dopo guerra.
Non so se sono l'unica a pensarlo, ma McCourt, secondo il mio modestissimo parere, ha davvero un modo singolare di scrivere, un modo fresco e diretto che non perde mai colpi.
In tutti e due i libri che ho letto c'è questo sottofondo ironico e un po’ pazzo, questo stile sempre effervescente, che fa sorridere anche dove c'è solo da piangere e da pensare.
L'autore sicuramente non ha avuto una vita noiosa, e con questa seconda puntata chiude le porte che aveva lasciato aperte in LE CENERI DI A. Io ero un po’ curiosa del suo futuro in America e soprattutto delle vicende della famiglia dopo quei terribili anni dell'infanzia, McCourt ci prende per mano e ci fa crescere con lui, ci porta dentro le vie di New York e dei suoi singolari abitanti, ci conduce dentro il mondo dei sobborghi (prima) e in quello dell'insegnamento (dopo).
Non c'è mai un momento di noia, non c'è nulla di patetico, perché lui fa sembrare tutto semplice con quel fatalismo che già conoscevo nelle sue descrizioni precedenti. E' davvero un buon libro, che non delude e che soddisfa le aspettative, anche perché qui è l'uomo che parla, nel precedente libro la voce era quella del bambino.
C'è sarcasmo, c'è consapevolezza, c'è la vita presa con un'alzata di spalle e una risata, c'è l'amore verso l'insegnamento come fonte di riscatto, c'è la capacità di narrare; mischiando tutto si ottiene lo stile molto apprezzato dell'autore.
Voto: 4 / 5 |
Melissa (19-04-2006) le ceneri di angela è un bellissimo libro ma io l'avevo trovato un tantino pesante e forse era giusto così perchè gli orizzonti di un bambino a limerick non potevano essere più vasti. Che paese l'america è un libro molto diverso. più rilassato e meno tragico, una parentesi piena di spunti e di strani incontri,scritta come se fosse quasi un accompagnamento di minore rilievo rispetto a quanto il lettore sta davvero cercando nelle pagine della vita di mccourt: il finale, la morte di angela e la situazione della famiglia. Non mi ha delusa, non è il vero e proprio sequel del primo libro: per lo meno non è un triste doppione. Voto: 3 / 5 |
Maria Teresa (13-11-2005) Come molti hanno già detto era difficile ripetersi dopo le Ceneri di Angela perchè a parlare non era più il dolce bambino ingenuo e timoroso di Limerick ma prima un ragazzo e poi un uomo che, pur mantenendo la sua incredibile freschezza ed ingenuità, si adegua alla nuova realtà in cui vive: New York.
A mio parere la genialità dell'autore rimane l'unica cosa a cambiare sono gli occhi con cui vede la vita, non c'è più quel bambino involontariamente ironico e incredibilmente inteliggente che mi ha fatto innamorare delle Ceneri di Angela. Voto: 4 / 5 |
lore (06-07-2005) Avendo letto Le ceneri di Angela (trovandolo veramente molto bello e toccante) ho proprio desiderato leggerne il seguito rimanendo pero' un po' perplessa, in effetti McCourt nn ha fatto nulla di differente dal primo libro: ha continuato a raccontare la sua vita in modo semplice e diretto ma, mentre nel primo il bimbo che racconta ti cattura per l'innocenza e la spontaneita' del linguaggio, nel secondo l'adulto che cerca di catturare il lettore con lo stesso stile "perde un po'"...ho fatto un po' fatica a finirlo....mi sarei aspettata qualcosa di piu'. Voto: 3 / 5 |
giuditta (10-01-2005) Premetto di aver letto entrambi i libri di questa storia..ma sinceramente non mi è piaciuto nessuno dei due."Che paese,l'America" mi ha molto deluso e non è stato facile leggerlo poichè a volte è ripetitivo nei concetti e spesso usa termini pesanti che non sempre sono graditi. Nel complesso..una delusione bella e buona!! Voto: 2 / 5 |
benedetta77 (17-09-2004) le ceneri di angela è imbattibile,ma anche questo è un bel libro.
ho letto che molti non lo hanno trovato piacevole e si aspettavano di più...ragazzi,è la sua vita,cosa doveva scrivere??????
Voto: 5 / 5 |
sara (14-06-2004) ho letto le ceneri di angela e mi ha entusiamato, ho letto questo e mi dispiace che non ci sia un terzo capitolo....mi è piaciuto e mi è piaciuto molto...ti fa apprezzare le cose che hai...ti fa ridere e ti fa piangere... Voto: 4 / 5 |
georgia (17-01-2004) difficile eguagliare il capolavoro delle ceneri di angela, ma decisamente mi aspettavo molto di più. Voto: 2 / 5 |
Ale ale_tonello@libero.it (15-03-2003) L'inevitabile confronto da affrontare con il precedente capolavoro "Le ceneri di Angela" si poteva facilmente supporre che fosse molto difficile. Questo secondo parto dell'ironico irlandese McCourt è molto più lento e scontato del primo. All'inizio, in particolar modo, il libro fatica a prender piede, anche se poi la narrazione riesce a sedurci e a portarci dolcemente alla conclusione del libro, e di un'ardua vita. Comunque sia, un libro da consigliare. Voto: 4 / 5 |
Franz61 (12-02-2003) Un buon libro forse un po' dispersivo e comunque non all'altezza delle ceneri di Angela Voto: 3 / 5 |
marina (17-01-2003) un pò meno bello di le ceneri di angela ma bello Voto: 5 / 5 |
Trisha (25-06-2002) E' il primo che leggo di quest'autore e mi è piaciuto tantissimo. L'ho divorato.Ha una scorrevolezza e un linguaggio molto colloquiale,che ben pochi sanno usare in questo modo. Voto: 5 / 5 |
pierbalestra (04-06-2002) Che c'entra T.Mann con McCourt?Nulla,io credo. Nemmeno le ragazze e quant'altro.Il libro di Mccourt e' un buon lavoro artigianale(un po' rimasticato)sul tema solito dell'emigrante irlandese.Scritto(o tradotto) con buona tecnica,sufficientemente strutturato.Sotto il cielo: nihil novi.Il che non e' con T.Mann. Purtroppo.Per fortuna. Voto: 3 / 5 |
Lorenzo Berti paperogonfio@inwind.it (23-05-2002) Se odiate la letteratura alla Thomas Mann, se una volta finita l’università non sapete cosa fare della vostra vita di laureato, se le vostre prospettive sono quantomeno incerte, se le ragazze non sembrano nemmeno vedervi, qui c’è qualcosa che fa per voi. Dopo non saprete ancora cosa fare della vostra vita di laureato, le prospettive saranno le stesse, le ragazze continueranno a non vedervi. Ma almeno ci avrete riso un po’ su. E continuerete a odiare tutti i Thomas Mann del mondo. In uno stile lieve e candidamente ironico, di un’ironia impacciata e timida, con il mondo fuori che va più forte di lui, McCourt ti porta dentro ad un’America indimenticabile, quasi come quella di Céline e di Kafka. Libro eccezionale in certi suoi tratti, (le tirate di Andy Peters, le prime avventure nelle classi dell’Ist. McKee), e che mostra tuttavia qualche smagliatura nella parte finale (a partire dal cap. 38, con l’arrivo piuttosto gratuito, troppo improvviso, dei fratelli), quando gli scarti temporali da un capitolo all’altro si fanno un po’ troppo azzardati, come se l’autore avesse tagliato qua e là e la storia corresse troppo rispetto alle pagine effettive. Voto: 4 / 5 |
solal (21-05-2002) Noioso- E,poi,noioso. Voto: 2 / 5 |
adelio adelio951@hotmail.com (22-01-2002) Premetto di non avere letto "Le ceneri di Angela",
ma di conoscerne la storia attraverso il film e ciò potrebbe non bastare ad una buona introduzione
alla lettura di questo libro ma preso così com'è
non è riuscito a colpirmi ed a coinvolgermi come mi aspettavo.
L'autore scrive quasi distaccato da quanto succede
e da quanto gli è successo, con un taglio giornalistico lucido e lineare come se raccontasse una storia di altri e non rivivesse i suoi drammatici momenti. C'è dell'originalità nel suo narrare, non
lo nego, ma così forse perde un po'di carica emotiva che spesso è quel collante che tiene unito un lettore al libro che sta leggendo.
Voto: 2 / 5 |
ALEXVED (07-01-2002) Mantiene in parte lo spirito di "Le ceneri di Angela" ma perde molto in "vivacità" e brillantezza.
Se il primo era da 10 questo arriva 8.
Comunque un ottimo libro.
Voto: 4 / 5 |
Giovanni biblio.bib@libero.it (29-05-2001) Non ho letto Le ceneri di Angela, ma ho trovato questo libro molto bello. Il protagonista "vittima" della sua timidezza, in ogni occasione e circostanza, lo rende molto simile alle persone comuni. Sono d'accordo con Sonia che dice ogni pagina ti spinge a passare alla successiva. Voto: 5 / 5 |
Sonia soniabre@tin.it (28-05-2001) Molto bello. Appena appena più bello il primo, Le ceneri di Angela, ma ugualmente coinvolgente. Sei sempre lì, desideroso di voltare pagina per scoprire cosa accadrà, cosa gli capiterà e come riuscirà ad uscirne ancora una volta. Una vita intensa e faticosa, un esempio di coraggio e forza di volontà. Con un pizzico di meritata fortuna. Bravissimo Voto: 4 / 5 |
Rosella (22-11-2000) Non sono d'accordo con Marco, trovo Che paese l'America! anche più bello e scorrevole di Le Ceneri di Angela. Ho l'abitudine di leggere in vaporetto (abito a Venezia) e mi devono prendere per matta perchè scoppio a ridere per certi passaggi talmente gustosi e ironici da essere irresistibili Voto: 5 / 5 |
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