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Faulkner William - Mentre morivo |
Un viaggio folle su un barroccio sgangherato, tra inondazioni e fienili in fiamme, sotto i cerchi sempre più fitti degli avvoltoi che accompagnano speranzosi il grottesco funerale di Addie Bundren. Attorno alla bara, spinti dai segreti più diversi, ingobbiti nei loro destini indicibili, il marito, la figlia e i quattro nipoti. Faulkner scrive questo suo quinto romanzo in sei settimane: è l'estate del 1929, ha trentadue anni, lavora di notte come operaio in una centrale elettrica e ha appena pubblicato "L'urlo e il furore". "Mentre morivo" ne rappresenta l'evoluzione tecnica, dove le voci monologanti si moltiplicano in una successione a spirale, fondendosi poi in una rara armonia di dissonanze. 9 recensioni presenti. Media Voto: 4.66 / 5Ant.74 (20-01-2009) Per chi desidera aprire la propria mente e prestare maggiore attenzione alla complessità dello stile "adattato" di Faulkner, può sicuramente trovare in questo romanzo la fonte dove abbeverarsi. Il romanzo è complesso, ma non per questo avvincente e bellissimo da tanti punti di vista. Non è il tipico romanzo dove cercare un colpevole, e dove guidati dalla trama e dai dettagli si giunge nell'impresa finale, ma l'elemento forte è rappresentato dai una serie di monologhi di vari personaggi che vi compaiono in diversi momenti del romanzo e dai quali è solo possibile, prestando un'attenzione maniacale al "detto o non detto", trarne un filo conduttore che li lega tra loro. Lo consiglio vivamente! Voto: 5 / 5 |
Holden holden@fastpiu.it (06-03-2008) Come per altri lettori, la complessità della sua prosa mi ha sempre tenuto lontano dai libri di Faulkner. Superate le prime pagine ed entrato in sintonia con le strutture sintattiche utilizzate, la lettura di questo libro è stata però una delle più belle esperienze di lettura degli ultimi anni.
Ho inoltre trovato un motivo di interesse nell'accostare Cormac McCarty a Faulkner: la violenza, la disperazione dei personaggi e l'inellutabilità dei destini sono le stesse.
Voto: 5 / 5 |
Raoul (22-01-2008) E stata una lettura difficile, ma il racconto mi è piaciuto molto.
la tenacia e l'ostinazione con le quali i protagonisti intraprendono questo viaggio, con una bara con un cadavere in putrefazione, è pari solo alla vita infelice della povera madre che come suo ultimo desiderio esprime la volontà di essere sepolta lontano da quella casa e da quelle persone che furono per lei fonte di grande amarezza.Un viaggio di cui si coglie il lato assurdo, grottesco a volte comico, durante il quale l'autore traccia con una tecnica geniale i profili del marito e dei quattro figli, mettendone a nudo i pensieri, i loro egoismi e le loro solitudini. Voto: 5 / 5 |
Angelo (11-01-2008) Per me una grande scoperta. Una lettura difficile, complessa, alla fine agevolata dalla brevità dei singoli capitoli, per cui si può progressivamente entrare in sintonia con un mondo i cui personaggi vivono ed hanno vissuto di miseria e che non possiamo misurare con la nostra ottica di occidentali ricchi ed istruiti. Alla fine ognuno acquista la sua "grandezza"; nella odissea del viaggio verso Jefferson io vedo una sorta di amore, forse rabbioso, certo lontano dai nostri canoni, ma capace di portare i nostri protagonisti a sfidare la morte pur di adempiere al desidero della madre morta. Simbolica la figura di Cash che affronta la seconda metà del viaggio sopportando stoicamente il dolore provocato da una gamba maciullata (" Ce la potrei fare, dice Cash,...fastidio vero e proprio non me ne dà" Ci guarda dubbioso, gli occhi spalancati nel magro viso grigio...). Una scrittura asciutta, tagliente, ironica, capace di scolpire con poche virtuose pennellate ambienti, situazioni, personaggi.
PS la narrazione in prima persona da parte dei diversi personaggi l'ho ritrovata di recente nell'opera di un altro premio Nobel: "il mio nome è rosso" di Pamuk. Non posso non rilevare dal confronto che il romanzo di Faulkner, scritto oltre 80 anni fa, ha tutte le caratteristiche del capolavoro...leggetelo!
Voto: 4 / 5 |
Giulio Fauri giulio.fauri@gmail.com (13-09-2007) Che romanzo! All'inizio è ostico, poi si capisce il senso e, pur rimanendo un libro impegnativo, lo si legge senza problemi. Nei diversi capitoli, che poi sono monologhi dei personaggi, i protagonisti vengono descritti in modo magistrale: proverbiale la meschinità del padre. Fantastico. Voto: 5 / 5 |
Romano De Marco romdema@tin.it (05-03-2007) Grandissimo capolavoro. All'inizio risulta difficile seguire i continui cambi di prospettiva, il punto di vista dei numerosi personaggi, la narrazione spezzata, sincopata, ma dopo una vantina di pagine ci si abitua allo stile geniale e alla storia cruda, violenta, talmente tragica da sfiorare in alcuni casi, naturali punte di ridicolo (ma mai eccessi nella trama o nelle caratterizzazioni).
Il pregio di Faulkner è quello di saper raccontare un'america inedita, nascosta, diversa da quella che siamo abituati a conoscere e sognare. Le pagine in cui la voce narrante è quella della madre della famiglia Bunden, sono un vero e proprio capolavoro da segnalare nel meglio della letteratura di ogni tempo. Stordiscono per la loro forza, per la lucidità e la disarmante spietatezza delle analisi sulla condizione umana, sulla solitudine, sul dramma esistenziale di una vita senza scelta e senza speranza.
Un romanzo imperdibile. Voto: 5 / 5 |
michele (18-01-2007) Mi ritengo un buon lettore ma devo dire che questo libro è uno dei più difficili che abbia mai letto.
Mi ha dato una sensazione paragonabile a quella che si prova di fronte a certi quadri astratti o cubisti. Si intuisce chiaramente il sentimento che vuole comunicare ma non si riesce a penetrarne il significato e il messaggio pur riconoscendo nelle pennellate la mano del genio.
Probabilmente merita una seconda lettura. A chi non conosca Faulkner consiglio di avvicinarsi al suo mondo ed al suo stile iniziando da qualcosa di più diretto,immediato e commestibile come Santuario. Voto: 3 / 5 |
marco valente (06-11-2004) Scritto da Faulkner in sole sei settimane mentre lavorava con turni di notte per alimentare una caldaia: a un certo punto della serata aveva del tempo libero, il suo compagno di lavoro dormiva e il Nostro ribaltava la carriola con cui portava il carbone e su quel piano si metteva a scrivere. La scrittura di Faulkner è tanto ricca, immaginifica, e i suoi personaggi sono così epici che proprio un romanzo del genere, scritto nelle condizioni che ho detto, risulta leggibilissimo, più ancora di capolavori come "L'urlo e il furore" verso il quale provo difficoltà ad entrare nella scrittura. Grandioso. Voto: 5 / 5 |
Manuela (14-02-2004) Un capolovaro,geniale, sconcertante, difficile,grottesco e dissacrante : sono 56 monologhi della famiglia di Addie Budren, ...solitudini. Quattro figli e il padre che trasportano la cassa della madre-moglie su un carro perchè lei in vita ha espresso il desiderio di essere seppellita a Jefferson. Si susseguono disgrazie, catastrofi ma tutto scorre inevitabile perchè il viaggio anche se sconcertante è dovuto. I figli e il marito accettano ogni sorta di avversita' ma non per amore verso madre ma è un sorta di sfida per poi "togliesela" per sempre di torno. Voto: 5 / 5 |
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