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Craveri Benedetta - La civiltà della conversazione | Se si dovesse dire in cosa e in quali luoghi si cristallizzò l'ideale della più oziosa, spregiudicata, esigente civiltà europea fra Seicento e Settecento, si potrebbe rispondere: in alcuni salotti di Parigi, dove si celebravano i riti, insieme esoterici e trasparenti, della conversazione. Via via allontanata, per volontà del sovrano, dall'uso della forza come dal potere politico più incisivo, l'aristocrazia spese le sue ultime, dispettose energie nell'elaborare un modo di vivere che pretendeva di raggiungere un traguardo di perfezione a partire dal quale tutto il passato apparisse grezzo e goffo. Con l'ausilio di alcuni geni della socievolezza si creò così una corrente impetuosa che attraversò due secoli e investì vastissimi territori.
petrus (09-10-2002) La Craveri è scrittrice di assoluta bravura: ricostruire il tono, il gusto e lo sfondo di un momento epocale è opera di somma perizia, del resto perfettamente compiuta in questo magnifico saggio.
E' una narrazione fatta di incontri memorabili, un viaggio nella "civiltà della conversazione" unico e prezioso, perchè permette uno sguardo d'assieme che ricostruisce, in un vertiginoso tuffo nell'"eleganza" della parola e del pensiero, lo Spirito del Tempo che dominò quasi due secoli di storia e avventura europea.
Semplicemente perfetto.
Ottima l'edizione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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