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Walcott Derek - Prima luce | "Prima luce" è un libro sulla morte, sulla morte della madre, anzitutto, e su quella di ciò che trascorre investendoci con un lascito di ardente e melanconica nostalgia. Un libro sul morire che s'insinua nella giornata di ciascuono di noi, e di riflesso un libro che canta la gratitudine per il dono della "luce silenziosa del mattino su steli d'erba lucente", inimitabile come sa esserlo la collera di un dio o un miracolo che si rinnova. Testo originale a fronte.
Luigi Pingitore blueverse@hotmail.com (09-09-2007) Libro di un'intensità assoluta e quasi primitiva. Il titolo in traduzione italiana, benché si discosti dall'originale, sottolinea appunto la forza di una luce pura e selvaggia; una luce che separa conoscenza e percezione sostituendosi a entrambe in un unico fascio di adesione emozionale al mondo. E' la luce che per prima viene dalle cose del mondo contro i nostri sensi, quella dell'arcipelago di isole come del corpo disfatto della madre. E' la luce che incide il nostro cuore aprendolo alla conoscenza e strappando con dolore di spasmi le immagini che si incollano per rivelare la verità che c'è sotto (no, c'è strazio, ci sarà sempre, ma non fino a impazzire). Ed è anche luce dei posti, dei viaggi, della Spagna nel forno d'agosto, dell'Italia, delle isole. Il pennello di Walcott si immerge nel punto in cui il colore del mondo sfarina le forme e le rivela, in controluce, come essenza che precede e sublima quelle forme. E' la grande lezione di Rothko, da cui Walcott prende il testimone, sostituendo a linee e segmenti, esametri e ritmi di sensuale violenza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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