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"Pan" è uno dei rari romanzi moderni in cui la natura parla, nella lingua sommessa e sognante della breve estate nordica, del suo chiarore diffuso e fosforico. Ed è, insieme, l'epos di un amore impossibile che si carica sempre più di esaltazione e struggimento. Pubblicato per la prima volta nel 1894, "Pan" divenne ben presto uno dei libri più amati di Hamsun. Il tenente Glahn, che nelle carte trovate dopo la sua morte racconta la sfortunata passione per la giovanissima Edvarda, diventa la voce stessa della passione, con le sue maree incontrastabili che invadono la natura tutta e creano un amalgama dove alla fine è arduo distinguere ciò che è paesaggio e ciò è psiche.
10 recensioni presenti. Media Voto: 4.5 / 5gianni (29-04-2010) Questo libro mi ha fatto un effetto un po’ strano. Non posso certo dire che sia un brutto libro o che non mi sia piaciuto ma l’ho trovato un po’ datato. Mi spiego meglio: il libro narra di un periodo nella vita di un giovane tenente norvegese che si ritira a vivere in una casa immersa nella natura. Passa quindi le giornate a caccia oda pesca ed ogni tanto a qualche contatto con le perone del vicino villaggio. Fino a che il libro descrive la vita da eremita del protagonista, con le bellissime descrizioni della natura e del sentimento di vicinanza con gli altri esseri viventi del bosco, il libro è molto bello. Quando però invece passa a descrivere la vita sociale del tenente ecco che ho avuto delle difficoltà a seguire la storia. Il giovane tenente fa tutta una serie di azioni, soprattutto nei confronti di Edvarda, di cui non sono riuscito a capire il senso, forse perché rispecchiano una mentalità ed un modo di vivere molto lontano dall’attuale. Di Hamsun avevo già letto il bellissimo romanzo “Fame” che mi era piaciuto molto, ma molto, di più. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Rolando (06-02-2009) Uno di quei rari libri che ti lascia senza parole. Un capolavoro... Rapido, misterioso e intenso come la breve estate nordica. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Elena (10-05-2008) Uno dei libri preferiti del giovane Thomas Mann...c'è qualcosa in esso di veramente germanico. Splendido allora, in contrasto e in continuazione, che il titolo sia greco! Viva tutta la cara vecchia Europa, atque in perpetuum... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Enrico patoerik@libero.it (11-01-2008) L'imponenza della natura, la solitudine, la sensibilità d'animo, la nobiltà, l'amicizia...tutto questo e tanto altro offre questo volume che non è solo un romanzo, ma una lettura dell'animo dell'autore. Uno dei più bei libri che abbia mai letto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francois Sanders francoissanders@gmail.com (03-12-2007) Cinquanta anni dopo aver pubblicato Pan (1894) e venticinque dopo aver ricevuto il Premio Nobel (1920),Hamsun viene richiuso in un'ospedale psichiatrico,per insania mentis,dove morirà nel 1952.Cinquanta anni dopo aver scritto:"C'era una pietra davanti alla mia capanna,una pietra alta,grigia.Aveva una espressione di benevolenza per me;era come se mi vedesse quando arrivavo e mi riconoscesse.Passavo volentieri accanto a quella pietra,quando uscivo all'alba,ed era come se lasciassi là un amico,in attesa del mio ritorno",Hamsun viene accusato di essere nemico del popolo norvegese perchè filonazista.Non molti anni prima dell'inizio della seconda guerra mondiale aveva dichiarato di vedere in Hitler e nella germania nazionalsocialista l'incarnazione del futuro uomo europeo.Allo stesso tempo i leaders del nuovo movimento in Germania ritrovavano nei suoi libri lo spirito e la cosmogonia del nazionalsocialismo.Fu infatti molto elogiato da Goring e da Rosemberg:quest'ultimo dichiarò che attraverso la sua misteriosa e naturale perspicacia egli era capace di decrivere le leggi dell'universo e dell'anima germanica come nessun altro. Da questi elogi alla accusa di fiolonazismo il salto sembra eccessivo,ma il 7/5/1945,quando tutto era assolutamente perso per i tedeschi,Hamsun pubblicò questo necrologio su Hitler sull'importante quotidiano norvegese Aftenposten (la testata è tuttora in caratteri gotici):"Non sono degno di parlare di Hitler a viva voce.La sua vita e la sua opera non danno adito a pettegolezzi di tipo sentimentale.Era un lottatore,un combattente per l'umanità e un predicatore del messaggio della giustizia per tutte le nazioni.Il suo destino fu che dovette agire in un'epoca di brutalità senza precedenti che in ultimo l'annichilì.Noi,suoi adepti vicini,ci prostriamo davanti alla sua morte".Se queste sono le parole di un folle,lasciamo allora il Tenente Glahn dire "essere come devo e non come sono".Lasciamo in pace anche Knut Hamsun.E permettiamo a questa recensione di essere pubblicata. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
annamaria neri (09-05-2007) un libro molto bello,ti fa respirare il profumo dei boschi del nord in una narrazione di sentimenti sfumata e brumosa : poesia in prosa. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
antonella catignani catiantonia@yahoo.it (07-11-2006) Ho letto Pan diversi anni fa; l'ambientazione Norvegese meravigliosa, nel protagonista si nota semplicità sensibilità; Ho trovato questo romanzo veramente eccezionale. Mi ha sinceramente colpita.
Antonella Catignani Voto: 5 / 5 |  |  |  |
frank82 (03-01-2005) leggermente inferiore a "Fame" ma l'ambientazione è magnifica Voto: 4 / 5 |  |  |  |
alberto de sanctis albertods@katamail.com (08-08-2002) vertigini dei boschi dell'anima, di amori perduti, di sogni infranti di fronte ad una modernità insopportabile! Romanzo ribelle e solipsistico! Semplicemente fantastico! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ced holybody100@hotmail.com (03-03-2002) "Perchè io appartengo ai boschi e alla solitudine."
Un viaggio tra le grandi vedute scandinave e quelle struggenti dei moti dell'anima. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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