|
|  |
Kundera Milan - L' identità | Vi sono situazioni in cui per un istante non riconosciamo chi ci sta accanto, istanti in cui l'identità dell'altro si cancella mentre, di riflesso, dubitiamo della nostra. Kundera trasforma una percezione così segreta e sconcertante in materia romanzesca.
14 recensioni presenti. Media Voto: 3.85 / 5umberto (31-03-2010) Premetto che è stato il mio primo libro di Kundera e leggendo le altre recensioni non sembra essere il suo capolavoro. E devo essere sinceramente d'accordo. A dire il vero, ci sono parti molto interessanti come pensieri che ci fanno riflettere in cui è facile rispecchiarsi. Percio l'opera sembra partire bene, ma finisce male ovvero abbiamo una parte finale che si discosta dall'inizio. Troppo a mio parere. Tant'è che sembra non avere attinenza e addirittura superflua. Un finale un po ambiguo dove l'autore avra pensato di sorprendere il lettore, ma con modesti risultati. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Dario (16-03-2010) L'ho letto in una notte. Non è certo il migliore di Kundera, ma merita la lettura. I personaggi di questo autore, in qualunque romanzo, rimangono in me per molto tempo dopo la lettura: chantal e jean-marc non lo faranno con la stessa intensità di Tomas e Tereza, ma non sarà una perdita di tempo conoscerli. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
chiara (01-10-2007) i romanzi di Kundera sono flussi di coscienza personali tradotti in vita dai personaggi, che diventano incarnazioni dei pensieri dell'autore. Le storie sono grigie, quotidiane, semplici ed essenziali, ma mai banali, perchè si tratta di storie di vita cha fanno parte di ognuno di noi. noi siamo loro e qualcosa di lui lo ritroviamo in noi. Scrittura asciutta e lineare, essenziale e coinvolgente. I romanzi di Kundera scorrono come ruscelli, non ci si arresta nel corso della lettura: si legge leggendo di sè e la fine non è una fine, solo un episodio della vita che si chiude. da provare! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Edoardo Elisei (13-05-2007) Un bel libro, una bella riflessione sull'immagine che abbiamo di noi stessi e degli altri, che come tale a volte può vacillare.
Sicuramente non è un'opera che lascia un segno profondo, ma è comunque interessante. Avrei dato poco più di 3,5 se fosse stato possibile, ma anche 4 va bene. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Damiano L. (09-01-2007) Grande, immenso Kundera. Come sempre. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
irene (13-09-2006) Un libro affascinante. Kundera tra le righe ci invia un messaggio preciso: quanto sia facile in un momento non capirsi più, non riconoscersi più nell’altro, e da questo il nascere di malintesi, incomprensioni. Chantal e Jean-Marc si osservano, hanno paura di non conoscere davvero l’altro e arrivano a dubitare di loro stessi. O forse no? Forse è solo un sogno? Un semplice abbaglio? Ma resta la paura di chiudere di nuovo gli occhi, di perdere ancora - nella realtà come in sogno - la propria identità. Insomma, di nuovo grande kundera! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
max maxp76@yahoo.com (08-04-2006) Qualcuno ha citato e criticato queste frasi. ''Ma poi ci ha pensato su ed è arrivato alla conclusione che ogni donna misura il proprio grado di invecchiamento dall'interesse o dal disinteresse che gli uomini manifestano per il proprio corpo'' E poi, ''I soldi, però, non bastano a conquistare l'indipendenza. Aveva anche bisogno di un uomo''. Credo che sia uno sbaglio giudicare uno scrittore in base ai pensieri e alle credenze dei sui personaggi, non è per niente scontato che siano le sue. Anzi, la diversità e la lontananza delle ideologie dei soggetti presenti nel libro, rispetto a quelle che l'autore riesce a comunicare nel modo in cui le descrive e le rappresenta, portano il lettore a un livello superiore, gli concedono una visione del mondo, della cultura, della società (ed esempio, nel libro, le riflessioni sul conformismo) in una prospettiva assai più ampia di quella che abbiamo quotidianamente in quanto troppo immersi nella propria soggettività. Maggiore è questa diversità di idee, più ampio è il punto di vista del lettore, più affascinante diventa il libro. Bella la costante ''metamorfosi'' della storia, che pagina dopo pagina, delicatamente e senza accorgersene, porta il lettore da una situazione vera a una verosimile, da reale a onirico... Omaggi, Max Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gigi (20-04-2005) Non capisco chi ha messo il massimo dei voti...allora quanto date all'" l'insostenibile leggerezza dell'essere"?metto poco piu' del minimo proprio perchè Milan è Milan...ma è assolutamente deludente e scarso di contenuti! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Sara (20-04-2005) No!ragazzi no!non è possibile che sono l'unica a cui non è per niente piaciuto!c'è qualcosa che non va...o siete "persi"per Kundera ed ogni cosa che scrive l'accogliete come un capolavoro o non saprei spiegarmelo!Vi spiego:la mia lettura è successiva a quella dell'insostenibile leggerezza dell'essere ,libro che tra l'altro ho trovato superlativo,quindi mi aspettavo grandi emozioni...invece nulla!zero!nada!nisba!vi dirò di piu:ho pensato che forse in quel periodo Milan avesse avuto la sindrome della pagina bianca e così ha arrabbatato un manoscritto chissà da chi pur di pubblicare qualcosa...morale della favola:zero riflessioni,un po' confuso,troppo sfocato,nervoso,ansioso=NON è IL KUNDERA CHE AMO! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Mauro mauro.maugeri@tin.it (31-12-2004) Un'opera che riappacifica col mondo perché del mondo mostra l'impossibilità a realizzarlo come un'unica visione strutturata. Uno libro per chi si sente in bilico prima di tutto su sè stesso, forse perché qualcun'altro l'ha spinto fuori dal proprio equilibrio. Dopo averlo letto non si rischia più di omettere dai propri ricordi ogni battito di palpebre di chi ci sta accanto e, volente o nolente, dà forma alla nostra piccola e infina identità. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fran france.antonioni@talk21.com (31-03-2004) Kundera scrive da sempre varianti sullo stesso tema: la complessita' del rapporto di coppia, il sottile filo che lega illusione e realta', ma lo fa a regola d'arte. Forse fanno eccezione l'impareggiabile "L'Insostenibile Leggerezza dell'Essere" e "Lo Scherzo", ma nei successivi cambiano i nomi dei personaggi, cambia un po' la trama... ma e' sempre piu' o meno lo stesso romanzo. Bello comunque. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ciro cirotoma@inwind.it (18-06-2002) Un libro che lascia incantati, giocato sulle raffinate simmetrie quando ciascun amante dubita dell'identità dell'amato: ma lui è veramente lui o è un altro? Ma lei è veramente lei o è un'altra che l'ha sostituita?
L'identità della persona amata risulta inafferrabile, ma nello stesso tempo si vuole a tutti i costi che perduri immutabile come l'abbiamo conosciuta(?) la prima volta.
Una storia d'amore ambientata in Francia (luogo comune?), giocata sull'ambiguità della stessa scrittura.
Alla fine lo stesso Kundera entra in scena(nel romanzo, in questo caso): Bene! Adesso ti sfido o' lettore: Dov'è la realtà ? Dov'è la finzione? Un libro che stuzzica la fantasia del lettore: da quale punto del testo si costruisce la finzione, dove era la scrittura sogno?
Stupendo!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Iris Hallward (30-03-2002) Un grande libro. L'unica delusione è che è troppo breve, a me sarebbe piaciuto che durasse 500 pagine, è scritto così bene...
L'ho finito in pochissimo tempo e, posandolo, temevo che non mi sarebbe rimasto niente dentro di quello che avevo appena letto. Poi, dopo qualche giorno, mi sono ritrovata in una situazione simile ad una di quelle di Jean-Marc. Allora ho capito tutto...
Alungo andare chiunque si trova a fare i conti con quanto Kundera insegna nei suoi libri. Ed è davvero stupendo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
june (10-02-2002) leggere questo libro somiglia un pò allo stato di attesa e di turbamento con cui ho guardato eyes wide shut di kubrick..è un affilato gioco di rimandi,di sottintesi,di bugie pietose e sfumature di un attimo,di dubbi nei riguardi dell'Altro,conosciuto ma estraneo come una pietra,di cui Kundera è maestro.Anche tutto l'immaginario della protagonista,affine per molti versi alla scena della festa mascherata del film,è descritto con un crudezza mai autocompiaciuta,geometrica,vicina a una realtà possibile.Questo libro non fa alcuna morale sull'inflazionato guardare dentro se stessi,ma dimostra che è impossibile sottrarsi al proprio stesso spietato sguardo,così come è impossibile sottrarsi al continuo sbattere delle palpebre. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Kundera Milan |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|