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Cacciari Massimo - Icone della legge | Mentre da ogni parte vengono a cadere i presupposti di ogni legge, il pensiero tende sempre più a concentrarsi, in ogni ambito, sulla legge stessa. Massimo Cacciari ha posto al centro di questo libro tale situazione paradossale e sfuggente, all'interno della quale tuttora viviamo. E, all'interno del nostro secolo, ha isolato, negli ambiti più diversi, alcuni casi esemplari di quell'ostinato cozzare contro la stessa parola: legge. Ma non si tratta qui di scoprire influenze nascoste o contatti. L'ambizione è ben più radicale: ogni volta si individuano sconcertanti isoformismi fra gesti di pensiero che appartengono a regioni lontane. E così anche repliche e opposizioni trasversali.
Melekur nuccio.carmina@libero.it (12-12-2005) Certo Cacciari compie le sue scorribande tra i volti meno noti della filosofia del Novecento e nel riportarli alla luce spaccia spesso per farina del suo sacco l'originalità speculativa di altri, vedi in particolare la parte dell'opera che tratta di Florenskij e delle avanguardie artistiche. Peraltro, da questo lavoro di appropiazione escono a volte delle gemme, ed è il caso della lettura che fa il nostro filosofo intorno a Kafka, in bilico tra una metafisica decapitata e le vette del pensiero cinese. In poche pagine,il Kafka cinese diventa un punto di svolta geniale per ogni critico che voglia confrontarsi seriamente con l'autore di Praga. Cacciari da' il meglio quando si confronta coi colossi (vedi Nietzsche), mentre come bricoleur di pensatori votati all'oblio lascia perplessi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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