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Bennett Alan - La signora nel furgone |
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Titolo | La signora nel furgone |
| Autore | Bennett Alan | Prezzo Sconto 15%
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€ 6,80
(Prezzo di copertina € 8,00 Risparmio € 1,20)
|  | | Dati | 2003, 90 p., brossura, 5 ed. | | Traduttore | Arborio Mella G. |
| Editore | Adelphi
(collana Piccola biblioteca Adelphi) |
| | Disponibile anche in ebook a € 4,99 |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Chi accetterebbe mai di ospitare per quindici anni nel giardino di casa propria un'anziana barbona e il furgone debordante di rifiuti che ne costituisce il domicilio? Oltretutto Miss Shepherd non è una vecchina che susciti tenerezza: è grande e grossa, scontrosa, bislacca, poco incline alla gratitudine. Porta come cappello una scatola di cereali fissata con un velo e ha una gonna fatta di strofinacci per la polvere. Si fa scarrozzare per la città su una sedia a rotelle ed emana un insopportabile fetore. Chi mai acceterebbe una così perturbante prossimità? Forse solo Alan Bennett che in questo libro ci affida il diario di una lunga e incongrua convivenza.
Media Voto: 4.5 / 5linda (26-11-2007) breve, ma intenso, senza una frase di troppo o una parola fuori luogo. aiuta anche a guardarci dentro, a chiederci se sia giusto indignarsi per la puzza di un barbone o se la nostra sensibilità dovrebbe farci passare oltre. e al barbone serve davvero la sensibilità altrui o gli sarebbero più utili rapporti veri? agrodolce. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
armando polli faustarm@tin.it (28-07-2003) Si tratta di un racconto lungo, incentrato sulla signora del titolo: una sorta di bizzarra figura femminile, miss Shepherd, che occupa da subito la scena in tutta la sua singolarità umana. Presentata senza nessun velo letterario ("impermeabile bisunto, sottana arancione, berretto da golfista e ciabatte di pezza") questa donna sbandata è tutt'altro che una vecchina capace di suscitare pietà e buoni propositi in chi l'avvicina: è, al contrario, un personaggio invadente e spesso ruvido, coi suoi tic inspiegabili, e accompagnata oltretutto da un fetore inevitabile, dato che vive appunto da anni asserragliata in un vecchio furgone più volte riverniciato. Miss Shepherd si delinea come un relitto della società, con alle spalle traumi che l'hanno segnata, e vive di piccole idiosincrasie, fissazioni e pretese, come quella di scrivere pamphlet filosofico-profetici, o dare consigli alla classe politica britannica su come risolvere i problemi sociali più gravi. Una creatura a volte davvero insopportabile, per il povero autore costretto ad ascoltarla e a far fronte alle sue piccole intemperanze. Ma quella presenza, una volta scomparsa, lascia il vuoto di tutti gli esseri umani che ci hanno fatto compagnia. Molto inglese è il tono distaccato e beffardo, sempre antiretorico, che Bennett impone al racconto, lasciando emergere i tratti esteriori del personaggio nella loro schietta unicità, senza forzare mai l'interpretazione. Alla fine, anche nell'esilità del libricino, lo scrittore è riuscito a tracciare un vitalissimo carattere umano, che raduna in sé dolenti squarci biografici, appena accennati nel poscritto aggiunto nel 1994. Il racconto suona alla fine come un omaggio postumo, divertito ma non troppo, a una delle tante creature che non ha trovato (o non ha voluto?) il suo posto nell'impersonale modernità del nostro tempo.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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