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Sciascia Leonardo - Todo modo | Se dovessimo indicare una forma romanzesca capace di rivelare come si compone e come si manifesta quell'impasto vischioso del potere che la politica italiana ha avuto per lunghi anni il funesto privilegio di produrre, basterebbe rimandare alle asciutte pagine di "Todo modo", alla scansione crudele dei suoi episodi, che solcano come una traccia fosforescente una materia informe, torbida e sinistra. Non meraviglia dunque che questo libro, pubblicato nel 1974, possa essere letto come una guida alla storia italiana dei decenni successivi.
13 recensioni presenti. Media Voto: 4.53 / 5franz01 frankross@tin.it (29-03-2011) la religione, l'arte, la giustizia, il potere esecutivo e legislativo si fronteggiano nell'eremo durante gli esercizi spirituali. Altro non sono che sistema di facciata per alleggerire anime corrotte che si fanno venire a trovare dalle amanti (la descrizione delle amanti in una riga è fulminante).
Cosa c'è di più banale per il diavolo che nascondersi dentro un prete, il confessore, il livello basso, massimo in gerarchia, che tutto conosce e tiene in pugno. per il resto, è necessario che lo rilegga. E'stato fatto un film diretto da Elio Petri (mi sembra) e tenuto ben lontano dalle proiezioni televisive. C'era anche un politico che ricordava Moro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nino ninowe@libero.it (09-10-2009) Storia enigmatica e tutt'altro che noiosa. Sciascia ci racconta ciò che potrebbe accadere (o accade) dietro le quinte di una storia di una parte del paese. Intrighi, farse, rituali, discorsi metaforici, omicidi, indagini e rassegnazione. C'è di tutto e di più. Salsa denunciatoria con poche polemiche. ..."che voglio se già divampa"... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Renzo Montagnoli renzo.montagnoli@gmail.com (07-09-2009) Si presenta come un testo di narrativa gialla, ma pagina dopo pagina perde le sue caratteristiche tipiche, cioè il percorso deduttivo per arrivare alla soluzione, per trasformarsi in un’opera di denuncia politica. Se anche la vicenda appare sempre più inspiegabile e non arriveremo poi a scoprire chi è l’omicida, resta il fatto che i delitti sono accaduti a causa di un dilagante e nefasto clima di corruzione derivante da un torbido miscuglio dei poteri economici, politici e religiosi. Non sono importanti di per sé i crimini quanto invece l’ambiente in cui sono compiuti, le presenze di diversi possibili colpevoli, in apparenza estranei, ma tutti egualmente sospettabili.
Ma ciò che stupisce maggiormente è la rappresentazione di questo potere o superpotere, che deriva da connessioni, interessenze, corruzioni, affari in comune dei tre canonici poteri, cioè quello economico, quello politico e quello religioso.
Finisce con il diventare quasi una divinità che raccoglie e impone dentro di sé dei sacrifici umani, un mostro dai mille tentacoli che stringono come in una morsa l’umanità.
E come idolo ha i suoi riti, fra i quali l’emblematico rosario, in parata, una delle pagine più riuscite e di sicuro effetto dell’intero romanzo.
Ci troviamo di fronte indubbiamente a un’opera di elevato impegno, a cui forse nuoce quell’ambiguità di cui ho accennato, ma che, per un certo verso, è del tutto funzionale al romanzo che forse manca di quella chiarezza riscontrabile invece in altri lavori dell’autore siciliano.
Come sempre Sciascia riesce a essere profetico, anche se questa volta il messaggio della Pizia è un po’ oscuro, ma forse ciò è voluto, perché quanto di più buio ci può essere esiste solo in un potere che tutto distrugge e che corrode anche se stesso.
Da leggere, perche Sciascia è imperdibile.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ginoginuzzi (16-02-2009) E' un libro molto complicato(sono di 2° liceo) da comprendere, se non si ha almeno una conoscenza medio-alta della letteratura e della storia. Le prime 50 pagine sono le peggiori, ma la vicenda successivamente prende una piega incalzante e coinvolgente. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
STEFANO (13-11-2008) nella vita di tutti i giorni e nel nostro tempo,sono molti i "don Gaetano" che possiamo ritrovarci accanto,specie nel mondo ecclesistico.
Libro di un'attualità quasi raccapricciante. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Philip (05-12-2007) Eccellente il modo in cui descrive i morbosi intrecci fra politica e religione;ma ho trovato l'ambiguità fin troppo eccessiva e straniante. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
rainbow tempofranco@inwind.it (15-04-2007) Breve romanzo di potenza morale e narrativa ineguagliabile! Bellissimo, secco come la prosa di Sciascia, abbacinante come il sole del Sud, sconvolgente come il connubio religione - politica - economia. Grande, grande, grande! Da conservare come un tesoro inestimabile nelle proprie memorie letterarie. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
SILVANO asilva@libero.it (30-03-2007) una comunità segnata dalla corruzione e da un senso di decadimento inarrestabile che potrà trovare una soluzione solo in un atto che sia finale e definitivo. tre morti, ma non esiste un colpevole, è inutile cercarlo in una società dove non vi sono più buoni e cattivi, ma solo questi ultimi.
affresco sempre più attuale della decadenza morale e civica di una società che sprofonda in picchiata senza possibilità di riscatto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
PIE (27-02-2007) Sciascia è uno scrittore straordinario. Punto primo.
Punto secondo Todo Modo è un libro che, come ogni scritto di Sciascia, va inteso su diversi piani di lettura. Corruzione, religione, etica, denuncia sociale, sono tutti temi che vengono ripresi nel romanzo. E poi c'è il giallo, affascinante in quanto raccontato in modo piano, come se si parlasse d'altro, senza la classica enfasi dei racconti di omicidio e con una classe impareggiabile. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Marisa mtorrielli@interfree.it (21-07-2006) Di Sciascia ho letto tutto, o quasi tutto, ma la prima impressione che ho avuto godendomi, come al solito, le sue pagine così affascinanti, è stata che in Todo Modo ci fosse qualcosa di più. Fermi restando i temi a lui cari, gli intrighi politici come specchio di una società priva di ideali, Sciascia propone una seconda, inaspettata, chiave di lettura: il confronto dell'uomo di oggi con la religione cattolica o, più in generale, con il Cristianesimo. Un intellettuale laico, un prete dotto e cinico, il loro rapporto ambiguo, un quadro raffigurante il diavolo con gli occhiali proprio come quelli del prete. Gli omicidi, i notabili con le loro collusioni fanno solo da cornice ad una scena ben più inquietante: perchè don Gaetano, con tutti i personaggi che ha nel suo Eremo, si interessa tanto al pittore? Perchè il pittore, dopo aver ceduto alle prime lusinghe culturali di don Gaetano, non riesce a staccarsene benchè si renda conto che sta pericolosamente risvegliando in lui una parte che teneva 'addormentata'? E' stato il pittore ad uccidere don Gaetano? E, se sì, perchè? Forse ha visto in don Gaetano una sorta di anticristo? Lo ha ucciso per un recondito senso del dovere, in quanto dannoso all'umanità, o semplicemente per autodifesa, essendosi reso conto che stava iniziando ad assomigliargli ('un altro me stesso più anziano')? Credo che la chiave di lettura di questo romanzo sia proprio questa: l'autore espone i fatti fino ad un certo punto, poi è come se dicesse: - Lascio ad ognuno di voi, alla vostra morale, al vostro rapporto con i temi trattati, non l'esercizio banale e fine a se stesso della soluzione di un giallo, ma la libertà e la facoltà di trovare una vostra personale interpretazione-. Aggiungo io: - Beati voi, se ne troverete solo una!- Ritengo comunque che in generale la grandezza sia proprio nel coinvolgere il lettore e non nell'obbligarlo a subire passivamente le proprie idee. Nel caso di Todo Modo, come disse per altri motivi e in u'altra storia il capitano Bellodi: - Mi ci romperò la testa! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luciano Riccardi luciano.riccardi@gmail.com (19-06-2006) Un libro che sembra avere molteplici livelli di lettura, alcuni evidenti - denuncia delle malversazioni, da parte dei notabili, laici e no - altre che sembrano rimanere sospese a metà, vaporose e sfuggenti, tanto da far emergere il dubbio che vi siano davvero. L'ambiguità permea infatti completamente questo testo, dai sensi delle parole alla costruzione dei periodi, dalle relazioni dei personaggi - ognuno "conosce" l'altro... - ai riferimenti colti, talmente colti che un lettore medio non potrebbe riconoscere eventuali errori, casuali o voluti. Un libro che letture successive non potrebbero garantire un significativo cambiamento di prospettiva per la sua comprensione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Emiliano elbuitre75@tiscali.it (07-06-2006) Leggere questo libro non è solo godere di un'opera di Sciascia, ma carpire uno spaccato della politica italiana non solo al tempo dell'uscita dell'opera, infatti il libro è attualissimo nell'esposizione di quei rapporti che sono stati e sono tuttora (purtoppo) la base del potere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
tomthumb (22-01-2006) Todo Modo è un libro bellissimo che per la sua pluralità di rimandi e riferimenti richiede un'attenzione costante e partecipe del lettore. Vari sono i temi affioranti da una lettura che diventa immersione in una realtà sinistra e oscura che ha le forme del giallo irrisolto.
Todo Modo è infatti, come tante altre di Sciascia, una storia poliziesca, con delitti seriali di notabili in una comunità chiusa (un eremo in questo caso),ma qui la decostruzione del giallo tradizionale raggiunge il suo livello massimo.
E' messa in crisi per esempio la figura dell'investigatore onnisciente ed infallibile e l'ordine turbato dall'intrusione del delitto nel mondo alla fine non viene ripristinato,lasciando così il lettore nel dubbio.Trattandosi di una storia gialla non voglio dilungarmi su particolari della trama che potrebbero togliere il piacere della lettura(e della necessaria,credo,rilettura!)e quindi dirò solo che la storia sinistra e misteriosa di Todo Modo richiede l'indagine supplementare del lettore-detective, purchè questi sia consapevole che nel mondo descritto da Sciascia,Verità&Giustizia sono sempre confinate all'orizzonte in una disperante lontananza. Come altre opere di Sciascia anche questa costituisce un apologo sul Potere e sui suoi risvolti più demoniaci e grotteschi; il libro fu scritto a metà anni settanta e pose in rilievo in modo penetrante il problema delle connivenze e compromissioni dei politici cattolici nonché la questione,più che mai attuale,del confronto tra intellettuali laici e Chiesa cattolica. Questo confronto è nel libro rappresentato dallo scontro-fascinazione tra il protagonista pittore e il prete luciferino Don Gaetano,vera figura di inquisitore,manipolatore di uomini e di cose. Ciò che resta di questo confronto nel ricordo del lettore è un invincibile senso di inadeguatezza della ratio illuministica:essa fallisce nella sua pretesa di rischiarare il mistero poliziesco ma anche nella più ampia indagine del reale si rivela un'arma spuntata.Che faremo nel naufragio,sulla zattera della Medusa? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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