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Simenon Georges - Memorie intime, seguite dal libro di Marie-Jo | Il 19 maggio 1978, con un proiettile calibro 22, Marie-Jo, la figlia venticinquenne di Georges Simenon, si uccide nel suo appartamento di Parigi. È un suicidio annunciato, e del resto più volte tentato: dopo essere stata una bambina difficile, Marie-Jo era entrata sin dall'adolescenza in un ciclo infernale di cliniche, fughe, ospedali psichiatrici. Simenon non raggiunge Parigi, ma si preoccupa che siano eseguite le estreme volontà della giovane, contenute in una lettera straziante trovata accanto al cadavere. Nel 1980 lo scrittore compone queste "Memorie" per commemorare la figlia, ma anche per placare insieme il dolore e i sensi di colpa e dà vita a una sorta di grande affresco autobiografico.
7 recensioni presenti. Media Voto: 3.85 / 5bitgerione doublebass73@gmail.com (23-01-2012) Il libro di simenon è scorrevolissimo ma superficiale. Forse ciò è dovuto al decadimento morale e fisico dello scrittore, dovuto alle delusioni familiari. Il libro è un resoconto personale, un elenco di avvenimenti più o meno insignificanti: altrettanto inutile appare il resoconto cronologico delle proprie opere.
Ne traspare una persona mediocre. Capace solo di un amore distratto, anche nei confronti della figlia (va in vacanza anche dopo i tentativi di suicidio di marie jo).
Molto più bello il libro di quest'ultima: particolarmente le canzoni e i primi due racconti. Era sicuramente una ragazza di talento, guastata dalla follia della madre che la coinvolge in un rapporto saffico ed incestuoso.
In tale prospettiva il libro è anche la risposta di Simenon alle accuse della seconda moglie Denise, contenute nella biografia da questa pubblicata allo scopo di denigrare il marito.
Simenon, infatti, non appena comincia a narrare il proprio incontro con D. ne descrive il carattere ambiguo, ipocrita e subdolo.
Forse il senso del libro è proprio nella ricostruzione del destino della propria famiglia attraverso i due matrimoni dello scrittore.
Ciò spiega, forse, l'assenza di più profonde riflessioni in favore di una mera indagine sulle cause del dramma sia dello scrittore, che via via si ammala e smette di scrivere che della figlia marie-jo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
alessandradipietro (09-06-2011) un narcisita all'ennesima potenza, dotato di una fortuna meravigliosa e di una altrettanto meravigliosa capacità di vivere senza porsi troppi problemi, gustandosi tutto quel che viene: case, mogli,amanti , figli, tutto con leggerezza e superficialità invidiabili, in un vortice di brama di vivere: se rinasco voglio essere simenon. però il libro è scadente, prolisso, pieno di lungaggini, senza pagine memorabili di nessun tipo, nessuno scavo, niente di niente. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
romeo rnovello@libero.it (05-08-2005) Deludente per chi come me cercava di trovare conforto dopo un'esperienza tragica come il suicidio della persona amata. E' un lungo elenco di avvenimenti più o meno significativi della vita di un'intera famiglia tralasciando l'analisi di quello che può aver spinto una figlia di scegliere la morte alla vita. Ho trovato freddo e insensato l'elenco di tutti i libri da lui pubblicati con tanto di tiolo e data ( chi li ricorda più?).Un insieme di ricordi sparsi qua e là senza legami se non per il fatto di essere stai messi in sequenza cronologica ( ma nenache sempre).Qualcuno l'ha definito poetico; per me assolutamente no..resta un elenco di avvenimenti.Di poetico, ma straziante, restano le lettere di sofferenza che la figlia scive al padre ( ignaro proprio della follia della moglie? o era un nascondere la testa sotto la sabbia?). Mi ha fatto solo capire che chi decide di morire alla fine ci riesce ingannando tutte le persone vicine che un minimo di colpa..... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Simone secchi@matapp.unimib.it (17-02-2005) Un libro molto poetico, pur essendo un'autobiografia. Non conoscevo Simenon, e ho letto questo libro prima dei suoi libri di narrativa. E' stata una scoperta piacevolissima, e' la vita quotidiana narrata con la leggerezza e la saggezza di uno scrittore che ha conosciuto grandi dolori personali. Dopo questa lettura, l'autore e' diventato uno dei miei favoriti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sebastiano vincenzo vincenzosebastiano@yahoo.it (11-02-2005) Con una straordinaria lucidità e un rigore narrativo, degno dei veri autori, Simenon racconta la sua vita, esplorando le emozioni, i dolori, le paure, le illusioni che attanagliano una esistenza. Un libro ricco di intensità, angoscia ed in qualche pagina si "tocca" il dolore che la perdita di un figlio ti fa sentire. Il diario ci descrive, fino alle estreme conseguenze,cosa accade nella vita di un uomo quando l'implacabile destino di un vita normale si accanisce lasciando sperare la possibilità di un'altra esistenza. Una lettura da non perdere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
francesco u2vox@excite.it (06-07-2004) commovente, straziante, dolce, malinconico. e quant'altro ancora?
i figli (forse) fin troppo amati; il sesso e l'alcol; i romanzi e le ricchezze, accumulate fin dal primo successo. e una fine, così lenta e atroce.
ti ho voluto bene come a un padre, georges!
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giacomo (16-06-2003) Pieno di poesia, di dolcezza, di bontà. Le parole suonano come musica. E' sempre appassionante. Sincero e profondo. Leggere questo libro fa capire che cosa è la letteratura. C'è l'amore di un padre per i figli, la passione assurda di un uomo per una donna, la curiosità per la vita, la cultura non ostentata. Ecco, forse è proprio l'umiltà, con cui questo genio si racconta, l'aspetto che più mi ha toccato del suo libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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