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Kundera Milan - L' ignoranza |
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Titolo | L' ignoranza |
| Autore | Kundera Milan | Prezzo Sconto 15%
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€ 7,65
(Prezzo di copertina € 9,00 Risparmio € 1,35)
|  | | Dati | 2003, 184 p., 4 ed. | | Traduttore | Pinotti G. |
| Editore | Adelphi
(collana Gli Adelphi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Un uomo e una donna si incontrano per caso mentre tornano al loro paese natale, che hanno abbandonato vent'anni prima scegliendo la via dell'esilio. Riusciranno a riannodare i fili di una strana storia d'amore, appena iniziata e subito inghiottita dalla palude della storia? Il fatto è che dopo una così lunga assenza "i loro ricordi non si assomigliano". Crediamo che i nostri ricordi coincidano con quelli di chi abbiamo amato, crediamo di avere vissuto la medesima esperienza, ma è solo un'illusione. D'altro canto, che può fare la nostra memoria, quella memoria che del passato non ricorda che una "insignificante minuscola particella"? Viviamo sprofondati in un immenso oblio e ci rifiutiamo di saperlo.
10 recensioni presenti. Media Voto: 3.1 / 5danielaciu danielaciur@hotmail.it (06-11-2009) Io kundera lo amo...anche questo libro mi ha dato spunti di riflessione sulla vita, sulla tristezza e sulla solitudione. Interpreta i sentimenti in maniera razionale, ma al contempo è nostalgico e sentimentale. Un connubio per i miei gusti perfetto! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Gianluca (12-01-2009) Un libro dai tanti spunti interpretativi. Un libro sulla nostalgia, soprattutto. La nostalgia verso una patria abbandonata per aver scelto di vivere altrove. Un altrove che non è mai diventato la nostra casa. Il ritorno che altro non è se una discesa agli inferi in cui tutto ciò che ricordiamo - una particella infinitesimale della nostra vita - non coincide con ciò che gli altri ricordano di noi. Divisi da invisibili barriere viviamo estranei tra gli estranei. Gli altri non si interessano alla nostra vita e specularmente noi non ci interessiamo alla loro. Un universo privo di domande, con contatti fugaci e in superficie, sotto un cielo nero e privo di stelle che altro non è se non il coperchio nero della terra.
Un destino che si fa beffe delle aspirazioni umane e delle sue paure.
E su tutto l'ignoranza umana, che domina la vita dei mortali. Mortali che si aggrappano a ricordi come fossero certezze, ma che continuano a ignorare l'essenza della loro esistenza. Come sempre inaccessibile, nebulosa, sprofondata nell'oblio. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
MARIA TERESA (07-01-2008) Un libro che ci ricorda come non sempre i sentimenti degli esseri umani sono nobili; che a volte la fuga non è un gesto vigliacco, ma una necessità che permette di ricominciare a vivere; che spesso i nostri comportamenti sono dettati dai desideri altrui. E che i ricordi a volte sono piccoli ostacoli da superare...
Come sempre, nelle narrazioni di Kundera, ottima la scrittura e ben definiti i personaggi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Enrica (28-02-2006) La maestria di Kundera non è tanto in ciò che scrive, ma nel modo in cui lo fa: uno dei più grandi talenti della narrazione...un artigiano delle parole! Soltanto per la bellezza della sua prosa meriterebbe 5/5 Voto: 3 / 5 |  |  |  |
pippo bernina03@aliceposta.it (28-10-2004) Un autore senza mezze misure,io scusate non ci trovo nulla,uno dei peggiori libri mai letti Voto: 1 / 5 |  |  |  |
anna (18-06-2004) Kundera indaga sul sentimento del ricordo e della nostalgia mettendo in luce la componente soggettiva che rende il ricordo, l’immagine, le sensazioni di un evento passato, radicalmente diverse da un individuo all’altro. Tutto il racconto non è altro che un pretesto per riflettere sul significato dell’esistenza, sui rapporti che ci legano ad altre persone e ai luoghi in cui abbiamo vissuto; è come guardare la nostra vita passata attraverso una lente deformante, tutto appare diverso ed estraneo. Nell'insieme il libro non mi è dispiaciuto anche se non posso dire che mi abbia entusiasmato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
FABRIZIA FABRIZIA1959@LIBERO.IT (23-04-2004) ..MAGARI E' POCO EMOZIONALE MA MOLTO VERO.ALMENO, QUESTO è QUELLO CHE KUNDERA MI MUOVE. A ME PIACE DI SUO. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Francesco frabuo@inwind.it (12-01-2004) Kundera non scrive un racconto fine a se stesso, ma prende spunto da esso per descrivere e analizzare anche nei minimi particolari i sentimenti, le emozioni dei suoi personaggi. In questo libro ha dimostrato e analizzato la visione individualistica dei ricordi, nel senso che ognuno rivive il passato in funzione di quello che vuole ricordare. Infatti, quando i protagonisti dell'"Ignoranza" ritornano in patria si accorgono dell’ignoranza del loro stesso passato, ricordando (conoscendo) solo in parte, la vita passata. La pochezza dei ricordi è dovuta alla mancanza di confronto con chi condivide le nostre stesse emozioni. I personaggi vivono 20 anni in esilio escludendo se stessi dal quotidiano vivere, personificando l’esiliato e adattandosi, per essere accettati, ad essere quello che gli altri vogliono che essi siano, ma questo li costringe ad oscurare, non essere, quello che un tempo sono stati. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Milena (18-12-2003) Credo che Kundera o piaccia o non piaccia. A me non piace. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
federica chiccaf@ciaoweb.it (10-06-2003) Forse farò la figura dell'"ignorante", ma Kundera non è mai riuscito a trasmettermi grandi emozioni... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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