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Busi Aldo - Seminario sulla gioventù |
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Titolo | Seminario sulla gioventù |
| Autore | Busi Aldo | Prezzo Sconto 15%
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€ 16,58
(Prezzo di copertina € 19,50 Risparmio € 2,92)
|  | | Dati | 1986, 406 p., brossura, 6 ed. |
| Editore | Adelphi
(collana Fabula) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Un romanzo che è la storia di un'autoeducazione selvaggia, attraverso una folta sequenza di avventure, incontri, fagocitazioni, seduzioni e soprattutto fughe, perché la vocazione del protagonista è quella di evadere da ogni esperienza che tenda a chiudersi su se stessa. E ogni fuga lascia in dono al lettore un personaggio, una storia, avvolti da quella dolorosità peculiare della gioventù. Di questo libro iniziale di Busi possiamo dire oggi che offre un esempio di lucentezza che non si offusca con il tempo. E si accende ora di nuovi riflessi in questa stesura "interamente riscritta, e interamente per davvero", nonché sigillata, come da una sorta di epilogo, dall'inesorabile Seminario sulla vecchiaia.
6 recensioni presenti. Media Voto: 4.83 / 5àlia (30-08-2010) leggere Busi è un'esperienza che richiede volontà e soprattutto dedizione totale. la sua prosa non è semplice, tuttavia l'intrigo è immenso: per la ricercatezza linguistica, per le illuminanti riflessioni, per l'arricchimento che da questa lettura ne proviene. Il "seminario" è un libro che andrebbe insegnato nelle scuole. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Martina (01-09-2008) Una prosa straordinaria...Busi modella la lingua italiano come fosse cera nelle sue mani.
La storia di Barbino è piuttosto surreale in certi punti ma resta emblematica dei conflitti interiori che dominano la giovinezza di ognuno: l'affermazione della propria sessualità, l'allontanamento dalla famiglia, l'affermazione del proprio io.
Busi/Barbino non ha intenzione di farsi rinchiudere in un ruolo preciso, la sua voglia di vita sconfina in qualcosa di indeterminato ed è soprattutto per questo che l'ho adorato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (28-10-2004) Ottimo esordio nel mondo della letteratura di un autore, che si rileverà molto scomodo per i perbenisti ed i benpensanti non solo italiani. Da sottolineare in questo libro la capacità descrittiva, e la consapevolezza di aver raggiunto una maturità di base non comune al livello medio presente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
mari (07-04-2004) altro libro che entra di diritto nella mia "banale" classifica dei libri più belli che ho letto.
e ne ho letti tanti fino ad oggi che ho27 anni.!
ce lo metto di sicuro al primo posto,visto che per me busi è il più grande scrittore italiano.e questo credo il suo più bel libro.Magari non è così però un libro che ti fa provare 1000 emozioni diverse nella stessa pagina è di sicuro un libro che va tenuto sempre nel cuore come tutte le cose più belle della vita!
Grazie aldo busi per la sua poesia Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo (26-11-2003) Un libro intenso e pungente, divertito e emozionante. Si ride e si piange (o perlomeno ci si commuove), come nella migliore tradizione letteraria europea. Busi è il più grande scrittore italiano, e con questa riscrittura conferma tutto il suo talento e la sua maestria di lingua. Leggetelo, non ve ne pentirete! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
vulmaro vulmaro@libero.it (04-11-2003) Ho appena finito di leggere “Seminario sulla gioventù” nella nuova edizione dell’agosto 2003 completamente riveduta ed accompagnata da una Postfazione dell’autore, da una Nota di Piero Bertolucci e dal meraviglioso Seminario sulla vecchiaia. Proprio nella Postfazione leggo “Mi sono deciso a riscrivere Seminario sulla gioventù a quasi vent’anni dalla sua prima apparizione […] (anche) per stanchezza verso le migliaia di lettori non lettori che ne hanno decretato il trionfo […] continuando accanitamente a cercarvi un’autobiografia che non c’è mai stata”.
C’è infatti un atteggiamento sbagliato nel lettore non lettore che si sorprende interessato alla ricerca della veridicità (cosa mai sarà?) di ciò che leggono, che si impegna a cercare fra le parole corrispondenze a fatti realmente accaduti. Un’autobiografia a tutti i costi insomma. Forse il non lettore è proprio chi di fronte a Cappuccetto Rosso chiude il libro perché un lupo non può parlare. Forse il non lettore è proprio chi di fronte alla menzogna dell’arte quasi si indigna perché pretende verità inesistenti.
C’è una cosa che quei lettori dovrebbero rileggere. Quelle parole di Barbino a proposito di Henry de Montherlant: “E poi, temo che come uomo non m’interessi affatto. Sarebbe la prima volta che un artista interessante sia anche un uomo interessante.” Si vede in Busi, come in tutte le rarissime persone veramente sensibili, una luce soffusa che invita alla contemplazione. Quella stessa luce che in Wilde era eccessivamente accecante e squillante “Un grande poeta, un vero grande poeta, è la più impoetica delle creature […] scrivono la poesia che non osano vivere.” In tutto ciò di vero non c’è nulla. E’ finzione, ma una finzione che corrisponde ad una struttura prenarrativa che dà forma al reale stesso prima ancora dell’eventuale ruolo dell’elaborazione del racconto che lo imita. “Con le infanzie e le vecc Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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