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Naipaul Vidiadhar S. - Fedeli a oltranza. Un viaggio tra i popoli convertiti all'Islam |
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Titolo | Fedeli a oltranza. Un viaggio tra i popoli convertiti all'Islam |
| Autore | Naipaul Vidiadhar S. | Prezzo Sconto 15%
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€ 10,20
(Prezzo di copertina € 12,00 Risparmio € 1,80)
|  | | Dati | 2003, 525 p., brossura | | Traduttore | Stecconi U.; Carucci N.; Vergiani V. |
| Editore | Adelphi
(collana Gli Adelphi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Nel 1995, Naipaul torna dopo circa vent'anni in quattro paesi sconvolti in diversa misura dal trionfo dell'Islam. In Indonesia, un'antica società pastorale ha lasciato il posto a una teocrazia governata dai grattacieli di Giakarta, dove i nuovi manager si genuflettono alla Mecca, ma senza perdere d'occhio l'andamento dei corsi nazionali. In Iran, l'ayatollah Khalkhalli è agli arresti domiciliari, mentre nella sua Qom ogni furore iconoclasta appare spento. In Pakistan, l'oro saudita con cui il presidente Zia è andato al potere è servito essenzialmente a far scatenare faide tribali. Intanto in Malesia, la gioventù islamica fa proseliti, vaticinando per la nazione un futuro da grande potenza del Sud-Est asiatico.
Media Voto: 3 / 5Tullio Pascoli tullio@brazintrade.com (06-09-2010) Questo è un saggio, non un romanzo; ma un saggio eccellente da leggere e da rileggere. Non mi sembra affatto noioso, anzi, lo definirei oltremodo interessante per le attente ed utili analisi delle diverse realtà dei luoghi visitati che passa in rassegna e degli incontri descritti ed esposti in modo chiaro e piuttosto scorrevole.
Il fenomeno del risveglio della coscienza islamica e con ciò anche il ritorno del vigore dell'intollerante fanatismo che ne deriva, inserisce questa opera al centro della nostra attualità ed aiuta il lettore a meglio capire i dilemmi di una religione sviluppatasi in altri tempi e contesti ma che stenta ancora ad adeguarsi al XX secolo. Il tempo dovrà indicare la strade della sua riconciliazione, ma con la modernità di un mondo che guarda avanti, senza la nostalgia del passato, di epoche che non potranno mai più essere rivissute.
Una lettura da raccomandare a chi apprezza contenuti concreti capaci di indurre il lettore alla riflessione.
L’autore, di origini asiatiche, vivendo in Occidente, rimane forse toccato dinanzi a ciò che vede e quanta strada che quei Popoli dovranno ancora percorrere. Lo straniamento colpisce spesso anche i nostri oriundi. Infatti, sovente sviluppano idee romantiche della lontana patria di genitori e nonni; immaginano i luoghi di origine con la mente condizionata dai loro ricordi, di cui sentono parlare fin dall’infanzia. Invece, quando giungono in quei luoghi ed incontrano tutto totalmente diverso, la realtà si rivela loro nella forma più cruda e deludente. Perfino i nostri emigranti, spesso assenti per decenni, tornando sorpresi dal disagio, non riconoscono più quell'ambiente. Ciò che trovano ormai non è più com’era alla partenza. Ma pure il loro modo di vedere è cambiato:ora osservano con occhi differenti.
E’, dunque, naturale che l’autore analizzi con criteri critici occidentali, in funzione degli ambienti in cui è cresciuto ed in cui vive, quei Paesi con tante contraddizioni, non ancora emancipati dalla modernità, non ancora liberati dalla globalizzazione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
MASSIMO MAZZA (13-04-2005) Purtroppo è uno dei pochissimi libri (con "Anna Karenina" di Tolstoj) che non sono riuscito a terminare e quando ciò succede mi sento sempre un po' orfano. Unica, magra consolazione è che in un "Decalogo del lettore" che ho scovato non so dove, ma che ricordo perfettamente è effettivamente prevista, tra le altre, la possibilità che chi legge salti alcune pagine o gruppi di pagine senza con questo pregiudicare nulla della sua condizione privilegiata di lettore, ma tant'è.
D'accordo sul fatto che siano narrate storie vere dal mondo islamico, ma l'autore mi è parso prolisso e a tratti incline alla ripetizione con il risultato di rendere stanca la lettura, riducendo così a qualche sprazzo il mio interesse.
Mi è piaciuta la parte inerente all'Iran e meno noiosi di altri ho trovato alcuni capitoli sul Pakistan, ma, ripeto, nel complesso, con tutte le attenuanti del caso, mi aspettavo di più. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
fabio (03-06-2004) Quattro storie vere nel mondo dell'Islam. Lo stile è a mio avviso un po' troppo prolisso, l'autore spesso divaga in particolari inutili. I toni sono delicati, e forse il messaggio non ha un impatto sufficiente. Comunque interessante. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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