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Perutz Leo - Dalle nove alle nove |
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Titolo | Dalle nove alle nove |
| Autore | Perutz Leo | Prezzo Sconto 15%
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€ 11,90
(Prezzo di copertina € 14,00 Risparmio € 2,10)
|  | | Dati | 2003, 206 p., 2 ed. | | Traduttore | Consolati M. |
| Editore | Adelphi
(collana Biblioteca Adelphi) |
Normalmente disponibile per la spedizione entro 3 giorni lavorativi | | 
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| Che cosa nasconde il bizzarro e concitato comportamento di Stanislaus Demba nelle dodici ore di una fatale giornata di inizio secolo? Quale colpa, quale paura lo mette in fuga attraverso le stazioni di un itinerario tormentoso e funambolico per le strade di Vienna? Fra i nove rintocchi del mattino e i nove battuti dalla campana della sera si consuma l'odissea dell'uomo braccato nel labirinto della città e delle proprie paure. "Dalle nove alle nove" è stato pubblicato per la prima volta nel 1918.
| La recensione de L'Indice |

Questo romanzo dell'ebreo praghese Perutz, ambientato nella Vienna inizio Novecento dove si era trasferito - vi vivrà fino allÆAnschluß -, ci riserva due sorprese: la seconda, amarissima, conchiusa nell'ultimo paragrafo; la prima, a metà della storia, ne giustifica le stranezze. Siamo testimoni di dodici ore convulse nella vita di Stanislaus Demba, studente intelligente e colto ma maldestro e povero, alla disperata ricerca di una grossa somma di denaro con cui crede strappare l'amata Sonja a un pretendente più ricco, in procinto di portarla in vacanza a Venezia. Assistiamo a molte scene che vanno dal buffo al tragicomico, in cui Demba non riesce mai a entrare in possesso del denaro che via via si procura nei modi più ingegnosi, visto che pare incapacitato a usare le mani. Nella sua foga maniacale sembra autistico, le espressioni figurate come "ho le mani legate", "un salto nel vuoto", "senza alzare un dito" lo mandano in bestia; capiremo in seguito che si riferiscono proprio alla sua situazione che si fa sempre più assurda e rischiosa. Demba ci porta in giro di corsa per botteghe, parchi, uffici, caffè, case, strade, tram, ristoranti, sempre affannato, sempre sventato, facendo discorsi bislacchi e attaccando briga con tutti. I suoi interlocutori provengono da tutti gli ambienti e sono raccontati con arguzia; si può dire che in queste dodici ore assistiamo a una rappresentazione assai completa della società viennese del tempo, sia pure vista da un'angolazione particolare che ci dà un'immagine labirintica e quasi sghemba: non a caso da questo romanzo Murnau aveva pensato di trarre un film. Marina Ghedini |
12 recensioni presenti. Media Voto: 4.58 / 5Matteo Casali matteo_casali@fastwebnet.it (02-04-2010) Stanislaus Demba sembra affetto da una forma di schizofrenia paranoide. Vive la sua vita immerso in un'ossessione amorosa ai danni della povera Sonja. Si comporta come se la sua mente fosse mutilata da quei codici comportamentali che semplificano e normalizzano la socializzazione tra simili. Vienna, algida metropoli mitteleuropea, è teatro di una bizzarra e strampalata vicenda nella quale le azioni in apparenza compulsive e illogiche di Demba costituiscono il fulcro o il finto fulcro narrativo di Leo Perutz. La prima metà della storia è un capolavoro di dissimulazione, magistrale gioco di specchi dietro al quale si nasconde il movente, l'origine da cui nasce l'intera ideazione narrativa. E' come trovarsi di fronte ad un quadro coperto da un velo che non ci consente di esaminare appieno e dare un senso compiuto all'intera opera. Tolto il drappo, decriptato il mistero, la mente del lettore viene catapultata in una geniale reinterpretazione del testo appena letto, in una corsa memonica nel dare una risposta alle schizofreniche azioni fino a quel momento compiute dallo strabiliante Stanislaus, ottenendo in questo modo una notevole partecipazione alla visione del mondo dello stesso. Non è mutilata la sua mente, non ha un deficit mentale così grave che non gli consenta di adattarsi alla realtà che lo circonda. No, è semplicemente una costrizione artificiale, manette alle mani, che non gli consentono di misurarsi con gli altri in uno stato di uguaglianza. In questa condizione coatta e in perenne fuga dall'autorità misurerà le sue capacità di sopravvivenza e la sua determinazione nell'ottenere quei soldi che potrebbero garantirgli un futuro, se pur breve(un viaggio), con la recalcitrante Sonja, oggetto di attenzione da parte di un nuovo spasimante, fondamento della lucida follia del protagonista. L'intero impianto e la prosa eccellente consentono a chi si avvicina a questo libro una sola cosa: iniziare a leggere e non fare altro fino all'arrivo dell'ultima pagina. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fm7171 (28-08-2007) un gioellino, uno di quei libri che si tiene sempre a portata di mano e si fa fatica a lasciare finchè non si arriva alla fine.
lo stile di perutz rende l'avventurosa giornata di stanislaus demba vorticosa, elettrizzante, mozzafiato... fino ad un epilogo geniale !
quanto mi è piaciuto !!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea (17-04-2006) Bello e piacevole. Stanislaus Demba è un gran personaggio e Leo Perutz scrive bene. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
silvia ferro silf77@yahoo.com (03-04-2006) Una storia scritta con semplicità, con atmosfere che mi hanno ricordato quelle di Tatì. Protagonista strampalato, che si prende troppo sul serio, ma sdrammatizzato dal suo creatore, che si diverte a farlo correre all'impazzata per tutto il romanzo, mentre il lettore capisce da subito che il destino è invece inevitabilmente già segnato e deciso. Da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
aurora (29-03-2006) l'ho letto in treno,ritornando da praga ,ancora umida della mai sepolta mitteleuropa.questo romanzo skiaffeggia,diverte,analizza,distrugge ma nn condanna nè giudica.difficile ke un libro contenga tante strade.w perutz! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
charlie (28-09-2005) Leo Perutz era sicuramente un autore che sapeva il fatto suo...mentre leggevo le improbabili avventure del protagonista mi sembrava in qualche momento che io fossi li con lui...una storia bizzarra e surreale ma che mi ha affascinato sino alla fine..e anche dopo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Piero (24-01-2005) Un romanzo minore nella ricca produzione letteraria dell'autore praghese. Alcuni elementi fondamentali della sua poetica maligna e fantastica sono qui espressi in forma immatura. Chi ha gia' letto tutto il tradotto di Perutz ne rimarra' un po' deluso, chi invece dopo averlo letto ne e' rimasto affascinato corra a comprare " Il Cavaliere svedese", " Il Giuda di Leonardo" o " Di Notte sotto il ponte di Pietra", trovera' la perfezione dello stile e dell'intreccio, la purezza della narrativa di Perutz. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Tom (15-11-2004) Una storia "semplice" raccontata in un libro meraviglioso. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Elisabetta V. (06-03-2004) Come ardire di provare ad esprimere anche un solo accenno di giudizio sui libri scritti da un autore come Leo Perutz, un autentico pilastro della letteratura mondiale ? Lo hanno già fatto insigni critici. Posso solo dire: tanto di cappello ad ogni sua opera. Vengono pubblicate da quasi cent’anni eppure conservano tutte una modernissima freschezza immaginifica. E quanti scrittori sono (tutt’oggi) debitori (e pure un po’ scopiazzatori) del suo stile ? Però lui è stato il primo e fra quelli di maggior spessore. Il libro in questione, “Dalle nove alle nove”, ne è uno dei tanti esempi fra le molte sue opere. Ti lascia in sospeso, appunto, dalle nove alle nove e si fa pure leggere d’un fiato dalle nove alle nove. Tutta la storia che racconta, nonché lo sconcertante finale, ti fa riflettere sul senso del tempo e della vita. E come dimenticare altre sue splendide opere, ad esempio “Il cavaliere svedese”, “Tempo di spettri” o “Di notte sotto il ponte di pietra” ? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Jo (30-12-2003) Che il nostro destino sia ineluttabile?
Che tutte le nostre energie non possano spostare di una virgola quello che gia' è scritto
Un libro su cui meditare
Bellissimo!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mauro.g (24-09-2003) Meritoria l'iniziativa di Adelphi che ripubblica, con la medesima traduzione (di Marco Consolati per Reverdito Editore), questo romanzo viennese di Leo Perutz. Il protagonista, uno studente universitario di origini polacche, ci trascina in giro per la Vienna tardissimo impero, tra impiegati e dattilografe, negozianti e bottegai, rigattieri ebrei e professori, furfanti e giocatori d'azzardo. Come sempre Perutz è magistrale. Speriamo che Adelphi prosegua nella riscoperta di questo grandissimo autore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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