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Langewiesche William - American Ground |
Questo libro è composto da tre lunghi reportage. Nel primo, William Langewiesche esplora le rovine sottostanti alle Torri gemelle. Nel secondo, ricostruisce momento per momento la dinamica del loro crollo. Nel terzo, descrive la lotta quasi per bande che nei mesi successivi all'11 settembre ha visto pompieri, poliziotti e dipendenti delle imprese edili contendersi, per ragioni molto diverse, il terreno desolato di Ground Zero. William Langewiesche è corrispondente di "The Atlantic Monthly", su cui questo libro è apparso in tre parti. La prima edizione in volume di "American Ground" è del 2002.
Media Voto: 4 / 5Pioggiasporca (10-06-2009) Il modo approfondito col quale viene trattato il subito dopo ed il dopo dell'11 settembre è la caratteristica principale di questo libro che propone anche un autore capace di non farsi travolgere dall'ondata di sentimenti drammatici del momento ma riesce ad essere lucido e soprattutto obbiettivo sugli accadimenti e sui ruoli dei soccorritori e delle tante altre persone coinvolte nella fase successiva alla tragedia. Una vera lezione di giornalismo che dovrebbe essere colta soprattutto in Italia dove i media sono oramai percorsi in lungo e in largo da una faziosità senza limiti da una parte o dall'altra con obbiettività di informazione e di giudizio che sono ormai un lontano ricordo. Voto: 4 / 5 |
maurizio crispi maurizio.crispi@gmail.com (08-09-2005) I tre reportage, raccolti nel volume, sono estremamente interessanti e vivaci, ma nello stesso tempo ricchi di un'introspezione profonda dei personaggi.
Si leggono - soprattutto il primo - quello in cui vi è il resoconto, quasi in diretta, dell'esplorazione del sottosuolo delle Twin Towers - quasi come un romanzo.
L'autore, secondo quanto racconta, ha avuto il raro privilegio di essere uno dei pochi giornalisti accreditati ad essere presenti ed operare nell'area detta "Ground zero", con la stessa ampiezza di competenze di un reporter di guerra: alla luce di questo suo statuto, ha potuto partecipare in prima persona ad una serie di operazioni e ha avuto contatti diretti con i diversi personaggi-chiave dell'immane opera di scavo delle macerie e di recupero dei corpi.
Ground zero, nella sua definizione, diventa "American Ground" in quanto egli ritiene che, nella contingenza del crollo delle Torri Gemelle, l'emergenza immediatamente successiva abbia attivato e indotto il manifestarsi di alcune delle più genuine qualità dell'uomo americano, quasi in stutu nascendi.
American Ground quindi è stato, secondo lui, - e questo ci viene mostrato - un immenso laboratorio dell'intraprendenza dell'uomo americano, del suo entusiasmo e della sua capacità di essere solidale e generoso, tanto che, appunto, l'impresa della liberazione del terreno dalle macerie è stata avviata e condotta al di fuori dell'apparato ufficiale sulla base dell'attivazione quasi spontaneistica di uomini intraprendenti che si trovavano lì al momento del crollo e che si sono subito attivati, ritenendo di fare le cose giuste.
Gli apparati ufficiali molto "burocratizzati" si sono fatti avanti soltanto molti mesi più tardi, quando ormai il più era stato fatto...
Ma nello stesso,non vi è idealizzazione nelle pagine di Langeshweise ma cruda aderenza ai fatti e alle persone, tanto che egli non esita a puntare un indice impietoso sulle meschinità e sui campanilismi che hanno creato conflitti e risse tra le diverse istituzioni implicatein "american ground". Voto: 4 / 5 |
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