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Richler Mordecai - Solomon Gursky è stato qui |
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Titolo | Solomon Gursky è stato qui |
| Autore | Richler Mordecai | Prezzo Sconto 15%
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€ 16,15
(Prezzo di copertina € 19,00 Risparmio € 2,85)
|  | | Dati | 2003, 596 p., brossura | | Traduttore | Birattari M. |
| Editore | Adelphi
(collana Fabula) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Il racconto abbraccia due secoli, due sponde dell'Atlantico e cinque generazioni di una dinastia ebraica in cui tutto è smisurato: vitalità, ricchezza, lusso, inclinazione al piacere in ogni sua forma. Ma nessuna grande famiglia è senza macchia, e la macchia dei Gursky si chiama Solomon, rampollo in disgrazia che pare essere stato presente, come Zelig più o meno negli stessi anni, in tutti i momenti cruciali del ventesimo secolo - la Lunga Marcia, l'ultima telefonata di Marilyn, le deposizioni del Watergate, il raid di Entebbe. Solomon rimarrebbe tuttavia un mistero, se della sua fenomenale parabola non decidesse di occuparsi il più improbabile dei biografi, Moses Berger, ex ragazzo prodigio rovinato dal rancore e dall'alcol.
| La recensione de L'Indice |

I fan di Mordecai Richler troveranno in Salomon Gursky è stato qui una sorprendente gatta da pelare: pubblicato in inglese nel 1989 e ora in Italia nell'impeccabile traduzione di Massimo Birattari, il romanzo ha una struttura tanto ardita e complessa da esigere lettura attenta e buona memoria. Si tratta di una sorta di epopea moderna che abbraccia ben due secoli di storia, attraversando culture disparate (dalla mitologia Inhuit al Talmud), mentre racconta con realismo cronachistico e visionario al contempo la saga dei Gursky, emigrati nell'Ottocento dalla Russia in Canada, attraverso un favoloso passaggio dello stretto di Bering. Il capostipite Ephraim avrebbe partecipato alla spedizione a Nord Ovest di Lord Franklin, ma tutto ciò che accade nel racconto potrebbe anche non essere accaduto. Di certo si sa soltanto che questa dinastia di ebrei truffaldini, ben degna del ghigno "politicamente scorretto" di Richler, ha costruito, a forza di imbrogli spettacolari, l'impero finanziario più imponente che il Canada letterario abbia mai conosciuto. Come tanti romanzi ottocenteschi, il libro si apre con un albero genealogico che ricorda al lettore i rapporti di parentela dei numerosi membri della famiglia, ma si tratta uno specchietto per allodole perché i personaggi che accalcano la scena sono talmente tanti che una lista delle dramatis personae sarebbe tornata più utile. L'impianto del romanzo si ricollega alla tradizione narrativa del XIX secolo anche per la minuziosa descrizione di ampi spaccati sociali, per la fotografica resa visiva di persone, ambienti e costumi, per la capacità di tessere trame multiple e di inserirle in vasti affreschi storici. Ma la struttura narrativa rimane assolutamente moderna ed è talmente bizzarra da assomigliare solo a se stessa. La trama è come un puzzle che il narratore costruisce incastrando tasselli di storie in modo casuale. L'asse temporale è squinternato perché i fili del racconto si intrecciano seguendo spesso una logica capovolta che antepone il dopo al prima, l'effetto alla causa. Quando i personaggi entrano nella storia sono in genere colti in media res e il loro vissuto viene svelato seguendo un movimento a ritroso. Questo giustifica le ripetizioni, le messe a punto, il ritorno di indizi e di immagini simboliche. Il modo di raccontare del narratore segue il caotico indagare di Moses Berger sul mistero della vita e della morte di Salomon Gursky, moderno Ebreo errante, sfuggente e proteiforme come un dio pagano. Moses assembla fonti e documenti alla rinfusa per scrivere la biografia di Salomon, apparentemente scomparso in un incidente aereo ordito dal fratello Bernard. Ma Salomon muore più volte, o forse mai, e assume diverse sembianze e false identità. Baro e benefattore, è come circondato da un'aura di satanismo e di santità. Ha partecipato alla Lunga Marcia di Mao, è stato complice dell'attentato a Hitler, è stato implicato nello scandalo Watergate: le sue imprese reali o presunte sembrano illimitate e tali le fa sembrare Moses, che è un "detective" inaffidabile e confusionario. Il lettore viene costretto nella sua stessa difficile posizione: quella di ricostruire i fatti e di cercare la verità. Un compito avvincente perché la varietà dei modi narrativi (dal mito all'epos, dal romanzo picaresco alla detective story), e il camaleontismo del linguaggio (dal tono epico al registro triviale) trasformano il percorso in un travolgente viaggio dell'immaginario che fa chiudere un occhio sulle falle della macchina narrativa. L'esuberanza affabulatoria va infatti a discapito dell'equilibrio formale e spesso assume il carattere di ridondanza; lo sviluppo dei plot manca di linearità e di chiarezza, anche perché tra una fase di una vicenda e l'altra possono intercorrere anche duecento pagine. Questa volta Richler ha strafatto davvero, ma in modo sempre geniale. Il suo sarcasmo irriverente, le sue colte riflessioni spesso lasciano spazio a visioni oniriche, come se fosse rapito o forse anche ossessionato dal fascino irresistibile del suo eroe ubiquo e immortale, che si trasforma e si rigenera come la scrittura stessa. |
20 recensioni presenti. Media Voto: 4.75 / 5Luca Stringara (24-09-2010) Mentre medito sui misteri del cosmo, sopportandone il peso, avverto molta energia provenire da questo libro. Una saga famigliare agli steroidi, con tanto di eroi e supereroi. Un gran bel leggere. Davvero. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
vieni_127 (07-04-2010) Enigmatico, indubbiamente è necessaria una certa preparazione sia per quanto concerne il modus operandi di Richler che, più superbamente in generale, per una cultura "letteraria" senza la quale è praticamente impossibile approcciare a questo capolavoro. Solomon Gursky affascina più di quanto non facciano Hymie Mintzbaum e Boogie messi insieme, ma Moses Berger è un Panofsky appannato e un po' arrugginito. Tuttavia è inutile fare similitudini, la Versione e questo imponente "Salomon Gursky è stato qui" vivono di vita propria, come è giusto che fosse e come, di certo, Richler volesse. Un capolavoro, questo dei Gursky, senza dubbio, ma con un'unica grande pecca: troppo lungo a seguire una trama che snellita non avrebbe che guadagnato in agilità, troppo corto perché tutti noi avremmo voluto saperne di più di Aaron, Ida, Libby, Clara, Nathan, Anita, Tim Callaghan, Charna e, soprattutto, Barney (Gursky, non Panofsky). Un melting-pot succulente ma con l'impressione che un pizzico di sale in più e un po' di pepe in meno avrebbe reso il banchetto semplicemente irresistibile. Benché Richler rimanga, in ogni modo, un vero scrittore. Quello, per intendersi, con la S maiuscola. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Sal angelscourt@hotmail.com (07-04-2009) “Solomon Gursky è stato qui” è il capolavoro del ‘900. Un libro che contiene la vita, poiché credibile, ironico, ben fotografato, intelligente, struggente, epico. L’intero libro è il tempio perduto di Sadoq, patriarca degli Esseni, ed è anche una descrizione della civiltà e del suo straordinario potere espressivo. Quando l’ho letto la prima volta, appuntando le pagine che mi avevano colpito, ho capito che avevo affrontato una struttura narrativa edificante, che conduce al punto migliore da cui osservare la natura umana. Quasi una bibbia, dalla pioggia polverosa vennero i vecchi testamenti, e nel 1989, dopo un sorso di Macallan, giunge un “Testamento Cognitivo Iperrealista”. Diverte e seduce, per sempre. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Piergiorgio (27-09-2008) Capolavoro assoluto! Le gesta dei personaggi della saga dei Gursky si intrecciano lungo tutta la durata del libro, con una struttura talmente complessa che vi capiterà al penultimo capitolo di dover rileggere il secondo per capire appieno la vicenda. Uno dei libri più belli che abbia mai letto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giovanni (06-06-2007) Un libro formidabile, costruito come un meccanismo ad orologeria, preciso e perfetto nei suoi ingranaggi. I personaggi sono indimenticabili e fanno gridare d'ammirazione di fronte al genio di Richler. Consigliatissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
MARCO DA VR (22-01-2007) MI SPIACE DOVER FARE IL GUASTAFESTE...E'UN PECCATO INTERROMPERE LA SFILZA DI 5,ANCHE PERCHE' QUESTO AUTORE A ME PIACE PARECCHIO.FINORA DI RICHLER NE HO LETTI 4 E QUESTO SINCERAMENTE L'HO TROVATO POCO ISPIRATO:LA STORIA A MIO PARERE E' UN PO' SCONCLUSIONATA,CONFUSA FORSE E PIU' CHE ALTRO INCONCLUDENTE NEL SENSO CHE ALLA FINE SI RIMANE IN SOSPESO.PER IL RESTO RICHLER RIMANE TRA I MIEI FAVORITI. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Filippo (24-11-2006) Anche se forse è un piccolissimo briciolo inferiore a "La Versione di Barney", è comunque un libro straordinario. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
riccardo (25-09-2006) si può dare 6?
meraviglioso, emozionante, commuovente.
Ephraim, Solomon...e Moses Berger, sono "persone" che conoscerai per sempre! indimenticabili.
come "barney" anche qui l'inizio è complesso e aggrovigliato, ma è questo il bello, il godersi le singole immagini, gli incontri e gli ambienti (c'è n'è di tutti i tipi: dai ghiacci artici a gli incontri mondani della Londra del secolo scorso) poi quando pagina dopo pagina il romanzo prende vita e diventa un capolavoro...si colora ancora di più e la trama si fa vita...non se ne può più fare a meno...
Moses Berger è il mio nuovo eroe!
un sorta di Jeff Lebowski (the dude) in versione colta: intellettuale, squattrinato, sempre sbandato, colui che coglie "la vita" come un soffio di vento, leggero...dove ti porta, chissà, comunque andrà bene..."è una consolazione sapere che lui c'è"...quando voglio aprò il libro di nuovo e me lo trovo lì...
superiore a barney, per la costruzione del romanzo, molto più corale e ricco...
leggetelo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea (11-07-2006) Mordecai è grande e non importa se anche qualche volta ti perdi tra storie che si aggrovigliano, personaggi che hai perso e termini che non comprendi. Mordecai ti ha già catturato dalle prime pagine e per te non c'è niente da fare. Se non godertelo fino in fondo. E scusa se è poco. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marina (30-04-2006) Anch'io, come tutti, pensavo che con la "versione...", Richler avesse raggiunto il suo apice narrativo. Mi sbagliavo, questo romanzo è all'altezza della Versione, ed anzi, in certi momenti, la supera. Spettacolari le sue descrizioni del grande Nord. Alla fine del libro mi sono sentita un po'"orfana" di tutti i personaggi. A quando le traduzioni degli altri 3 libri non ancora editi in Italia? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Peter Spazzapan (17-10-2005) un gran bel libro, da leggere tutto d'un fiato! una bellissima fusione tra l'ironia dei personaggi di richler e le splendide, oniriche descrizioni dei territori del nord-ovest e del canada...e poi ephraim è veramente un mito...
da leggere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gerrep (11-09-2005) Grandissimo autore e grandissimo libro da leggere e meditare. bravo all'editore che ha portato finalmente richler in Italia! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
annina75 (02-03-2005) Davvero unico!
Solomon è un personaggio impossibile da dimenticare! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fab (22-01-2005) Inutile sprecare molte parole quando si è di fronte al capolavoro di un genio. Io leggo tantissimo, forse troppo, e quando trovo un grande libro lo so riconoscere. Da leggere Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marco (24-12-2004) bravo mordecai, dopo "la versione..." era difficile leggere qualcosa che ne fosse all'altezza (infatti "il mio biliardo" e "quest'anno a gerusalemme" ...) ed invece: forse meno originale nella caratterizzazione dei personaggi (hanno tutti qualcosa di cinematografico, da film più che da testo scritto), in ogni caso godibile, molto. leggetelo, c'è in giro roba strombazzata che non vale la metà di una pagina di richler. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Alessandro (30-11-2004) Non fa ridere quanto la "versione" ma è altrettanto avvincente, intricato e, passatemelo, spassoso. Manca forse di un protagonista alla Barney, ma la galleria di personaggi è comunque di quelle difficili da scordare quanto facili da amare. Richler è poco conosciuto, inspiegabilmente, ed è un gran peccato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giuseppe (23-06-2004) Proprio così, direi che per architettura della storia e ricchezza del linguaggio questo libro supera anche la celebrata "Versione". Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Roberto (02-05-2004) Dopo la "Vesione di Barney" pensavo fosse impossibile leggere di meglio, ed invece... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ALBERTO NOVELLI novellialberto@libero.it (05-02-2004) Che dire...pensavo che dopo Barney il nostro Mordecai avesse ancora poco da dire...ed invece eccolo qua con un libro che non fa ridere come la Versione ma che quando girate l'ultima pagina vi viene voglia di viaggiare verso il Canada, di leggere libri di storia, falegnameria e mille altri argomenti. Un ibro che in me ha fatto nascere mille curiosità e stimolato riflessioni. I personaggi sono veri. Difficili le prime pagine ma poi, e capita di rado, non si vede l'ora di togliere il segnalibro ed inziare a scorrere le pagine. Ma perchè cosi' pochi Richler in giro???
Da leggere!
Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20
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