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Borges Jorge L. - Il libro di sabbia |
È il fantastico il carattere dominante di questi tredici racconti, cui se ne aggiungono altri quattro in appendice mai radunati in un volume, in cui si concentrano i temi e i simboli che a Borges sembrano connaturati. In "L'altro", Borges settantenne, seduto su una panchina a Cambridge nel 1969, discorre con se stesso ventenne, seduto su quella stessa panchina a Ginevra nel 1918; nel "Libro di sabbia", il narratore acquista un libro senza principio né fine, composto da un numero infinito di pagine numerate arbitrariamente. Questi racconti rappresentano un ritorno alle atmosfere lucidamente visionarie degli scritti degli anni Quaranta. Ma diversa è la scrittura. Lo stile piano, quasi orale, si congiunge con una trama impossibile.
Maurizio Cometto (07-04-2004) Uno dei vertici del fantastico mondiale. I quattro racconti in appendice sono addirittura superiori a quelli del "Libro di sabbia". A me personalmente ha regalato momenti di pura angoscia "Tigri blu"; le pietruzze azzurre che si moltiplicano o si dividono senza ordine spalancano le porte del caos, dell'inferno come disordine, dell'antro di Behemot, esattamente come fanno le infinite e casualmente numerate pagine del libro di sabbia. Sullo stile non dico nulla, il libro è stato scritto da Borges. Un libro da leggere e rileggere, centellinandolo. Voto: 5 / 5 |
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