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Schneider Helga - Lasciami andare, madre | "Dopo ventisette anni oggi ti rivedo, madre, e mi domando se nel frattempo tu abbia capito quanto male hai fatto ai tuoi figli". In una stanza d'albergo di Vienna, alle sei di un piovoso mattino, Helga Schneider ricorda quella madre che nel 1943 ha abbandonato due bambini per seguire la sua vocazione e adempiere quella che considerava la sua missione: essere a tempo pieno una SS e lavorare nei campi di concentramento del Führer.
9 recensioni presenti. Media Voto: 4.66 / 5Federica (09-02-2012) Quando si avvicina il giorno della memoria ho bisogno di avvicinarmi a libri che trattano l'argomento perchè NON VOGLIO DIMENTICARE....quest'anno ho scelto questo libro ed è stata per me l'ennesima testimonianza dell'orrore e della follia che si è conusumata impietosamente in quei luoghi...il libro è davvero toccante e la madre è spietata nei suoi racconti ancora così lucidi... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
tommaso (22-09-2011) Una testimonianza lucida, a tratti impietosa e a tratti incredibilmente serena, che fa comprendere molte cose su come una persona possa essersi trovata ad aderire al progetto di orrore più malvagio della storia dell'umanità. Sulle conseguenze di quella scelta, per la persona stessa e per la sua famiglia. Un testo illuminante, scritto con grande coraggio e probabilmente con grande sofferenza. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sabrina (04-02-2008) Incredibile testimonianza vista con gli occhi di chi ha odiato e ucciso senza rimorso.
Da leggere!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Emanuele (26-03-2007) Semplicemente reale. E quasi psicoanalitico, direi.
Una madre che si allontana in breve tempo dalla figlia e che non tornerà più; una figlia che non riuscirà più a sentirla Madre. E' stato il regime a separarle? Comunque sia Helga torna da lei per un'ultima volta. Vien voglia di conoscere personalmente l'autrice. L'ho "conosciuta" ad una conferenza e ho visto in lei tutti gli effetti di una figlia senza madre. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
PIA emmepi49@hotmail.com (16-09-2006) Libro notevole, che affronta in modo garbato ed intelligente un particolare rapporto madre-figlia: genitrice ex kapò nei lager nazisti, totalmente “dedita” alle sue vittime, tanto da abbandonare per esse la sua famiglia e figlia assolutamente inorridita dai crimini nazisti che ad un certo punto della sua vita si “trova” a fare i conti con la genitrice in questione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
chiara171 chiara171@libero.it (30-06-2004) Quando si parla di Olocausto viene spesso istintivo dare votazioni altissime, molto probabilmente per la portata emotiva dell'argomento. Anche in questo caso darei 5 per il valore della testimonianza, ma il libro in sè mi ha lasciata perplessa. Le digressioni sul periodo dei campi di concentramento sono fredde, i sentimenti della figlia non raggiungono il lettore, lo stile è piuttosto banale. Incredibilmente perfetta, però, la figura della madre. Questa non si può dimenticare facilmente. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Serena serenareggia@hotmail.com (08-03-2004)
UN DOPPIO VINCOLO.
Una testimonianza imperdibile non solo sul rapporto madre-figlia, ma anche sugli orrori della guerra e le aberrazioni della mente umana. Impossibile non farsi trascinare dalla smania quasi autolesionista della figlia che vuole sapere tutto, ma proprio tutto sui crimini della madre, impossibile non odiare le tante crudeltà della madre inflitte non solo agli estranei, ma anche alla sua stessa famiglia. Una figlia che vuole vergognarsi di tutto ciò che ha compiuto la madre forse per poterla cancellare dal proprio cuore definitivamente, una madre che concede se stessa e i propri ricordi per la prima volta come un ricatto per farsi amare... la figlia si trasforma in carnefice e l'abbandona, la madre da aguzzina diventa vittima e il tragico è che nel provare compassione per lei ti senti in colpa come la protagonista stessa che non può amare una madre così, ma non riesce neppure ad odiarla. Un doppio vincolo narrato in maniera superba. Consiglio anche se vi è piaciuto questo: ''I cigni selvatici'' di Jung Chang edizioni Tea.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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