IBS
Carrello Lista desideri Login Registrati Aiuto e FAQ Buoni regalo Spedizioni
Ricerca Ricerca avanzata 
Libri
Leggo
Reparti libri
Architettura e urbanistica
Arte e fotografia
Astrologia ed esoterismo
Biblioteconomia
Biografie
Casa, hobby e tempo libero
Cinema, tv e spettacolo
Classici greci e latini
Cucina, cibi e bevande
Diritto
Economia e management
Educazione e formazione
Enciclopedie e opere di consultazione
Fantascienza
Fantasy
Filosofia
Fumetti & graphic novels
Geografia, ecologia e ambiente
Gialli, horror, noir
Guide turistiche e viaggi
Informatica
Ingegneria e tecnologia
Letteratura: storia e critica
Libri per ragazzi
Linguistica, lingue straniere e dizionari
Medicina
Musica
Narrativa italiana
Narrativa straniera
Poesia e teatro
Psicologia
Religione e spiritualità
Salute, famiglia e benessere personale
Scienze
Società, politica e comunicazione
Sport
Storia e archeologia
Servizio novità IBS
Jenny
Se vuoi saperne di più sulle nuove pubblicazioni nelle seguenti aree, seleziona l'opzione che ti interessa.
Nuovi libri scritti da Cacciari Massimo
Nuovi titoli pubblicati da Adelphi

Inserisci il tuo indirizzo e-mail

Newsletter
Vuoi conoscere le
nostre offerte? Iscriviti alle newsletter di IBS
Libri Books
Dischi MP3
DVD Blu ray
Games eBooks
Tutte
Informativa sulla privacy
Filosofia   Storia della filosofia occidentale  Dal 1900 

Cacciari Massimo - Della cosa ultima

Della cosa ultima TitoloDella cosa ultima
AutoreCacciari Massimo
Prezzo
Sconto 15%
€ 38,25   Spedizioni gratuite in Italia
(Prezzo di copertina € 45,00 Risparmio € 6,75)
Prezzi in altre valute
Dati2004, 554 p., rilegato, 2 ed.
EditoreAdelphi  (collana Biblioteca filosofica)

Disponibilita immediata
Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni

Aggiungi alla lista dei desideri 
nectarQuesto prodotto dà diritto a 38 punti Nectar . Per saperne di più
4 recensioni|Invia recensione|
Condividi  Email Facebook Twitter altri
Descrizione
Quale cosa attinge, "in ultimo", l'anima dopo essersi aperta, attraverso l'angoscia, alla ricerca di sé? È questo l'interrogativo che sottende l'articolarsi di questo saggio. Tre voci in dialogo fra loro e con i "Maggiori Loro", da Platone a Husserl, cercano di rispondere a tale domanda, ognuna seguendo il proprio "demone custode": la voce portatrice di un radicale scetticismo dell'Intelletto, la voce che incarna l'atto di fede in lotta contro se stesso e quella dell'Autore, che si rivolge agli amici attraverso due lunghe serie di lettere, riprendendo e sviluppando le idee della sua più importante opera teoretica, "Dell'inizio". L'attenzione di Cacciari torna a volgersi a quel cominciamento che è il "problema" filosofico fondamentale.

La recensione de L'Indice
Recensione de L'indice

V'è un'espressione che caratterizza il gergo filosofico: la "cosa stessa". Rintracciabile in Platone e in Aristotele, ha raggiunto il suo massimo uso nella lingua tedesca (die Sache selbst), al punto che Hegel vi ha dedicato un capitolo della Fenomenologia dello spirito, e Heidegger l'ha rilanciata come locuzione di ciò che è massimamente degno d'essere pensato. Ma sotto questo nome - dal greco pragma e dal latino res, causa, affare - si celano i tanti oggetti della storia della filosofia: l'Idea, la Sostanza, lo Spirito, l'Essere.

Richiamandosi a questa tradizione, ecco apparire il libro di Massimo Cacciari, Della cosa ultima. Nell'opera precedente, Dell'Inizio, Cacciari - attraverso il confronto con il neoplatonismo, Schelling e Hegel - aveva determinato come cosa del pensiero l'Inizio, intendendo con questa categoria la possibilità di essere e non essere di ogni ente: l'Inizio, per usare una metafora, è ciò che sta prima della creazione. Ora la domanda diventa: come si rapporta l'uomo all'Inizio? Quali i segni del suo stare al fondo di ogni evento?

Di qui l'andamento stilistico del nuovo testo. Innanzitutto - in forma di dialogo tra l'autore, un amico scettico e un teologo - abbiamo una sorta di discorso sui principi primi nella tradizione occidentale (una protologia): da Anassimandro a Aristotele, fino a Cusano, Bruno, Leopardi; attraverso le riflessioni su un concetto problematico come quello di Infinito, si domanda Cacciari, non troviamo i modi, pur diversi, con i quali è stato pensato l'Inizio? L'Inizio, in quanto Onni-compossibile, è ciò che viene, logicamente, prima della stessa nozione di Dio. Un concetto vertiginoso, abissale. Ma il mistero dell'esistenza di ogni singola cosa non chiama in causa appunto il suo "da dove"? E nell'uomo, in quanto ente nel quale l'esistenza si fa domanda sul proprio senso, come si rifrange la questione dell'Inizio?

È il tema della seconda parte del libro, in forma di lettere scritte ai due amici, ove Cacciari ripensa la dottrina degli "esistenziali", delle strutture fondamentali dell'esistenza. La prima di queste strutture è l'identità del soggetto, che già nella sentenza dell'oracolo di Delfi aveva la forma di un enigma: "conosci te stesso". Un compito necessario, ma impossibile: scrutato fino in fondo, ogni soggetto è straniero a se stesso: l'altro mi abita, fa parte di me, ma, insieme, è incatturabile. E cos'è l'esistenza se non un dono che accade, senza un perché? Si badi, definire l'esistenza un dono significa fare proprio un tema biblico, portandolo alle estreme conseguenze teoretiche. La possibilità del venire all'essere di una cosa è certo un dono, una grazia. Con una differenza rispetto alla tradizione ebraico-cristiana: in questa, il dono è l'atto d'amore di un Dio che intenzionalmente decide; per Cacciari, il dono è l'epifania dell'apparire nel mondo nella sua assoluta gratuità (charis), senza alcun scopo. Una gratuità che implica che ogni accadere non sia necessario, né garantito: il suo Inizio è possibilità, nel contempo, di essere e non essere. Questo è l'a-teismo filosofico di Cacciari: non negare Dio, ma andare alle sue radici, là dove anche Dio è uno degli enti possibili. Un ateismo che fa propri i contenuti di origine biblica, e li conduce a un esito inaspettato, fino al paradosso. Se il messaggio di Cristo - lÆagape come svuotamento di sé - è un messaggio di libertà, ebbene, lo stesso Inizio è Libertà, ma una libertà che implica anche la sua impossibilità, In-differenza d'essere e non essere.

Qui sta il mistero della cosa stessa, che la tradizione neoplatonica e mistica ha affrontato sotto il nome del "toccare il Dio", e sul quale si sofferma la terza parte del libro, dedicata agli eschata, alle cose teologicamente ultime. Toccare il Dio non significa appropriarsi della sua essenza, ma capacità di intuire nel volto del singolo il mistero stesso dell'Inizio. Come se solo accudendo l'aspetto creaturale, finito, dell'esistenza si potesse intravedere il suo significato ultimo, escatologico. Un mistero che riluce nelle opere d'arte - ove la singolarità della cosa appare come immortale proprio perché epifania della nascita di un mondo. Nel testo vi sono pagine intense sull'icona, la preghiera, il mistico, la profezia, il male, il paradiso dantesco. Pagine che rappresentano una sfida tanto per il non credente, quanto per il credente. Per il primo, è un invito a dimettere un'immagine strumentale o edificante della filosofia: pensare significa, secondo Cacciari, far proprie le domande della teologia portandole oltre se stesse, ove il vero può non consolare. Per il secondo, assistiamo a un sfida al cristianesimo sul suo stesso terreno: se ne ammette la verità, ma da un punto di vista che si pone là dove la rivelazione cristiana risulta una delle forme di manifestazione dell'Inizio. Per non dire del dialogo serrato, che attraversa tutto il libro, con Emanuele Severino: l'Inizio in quanto In-differente, nome di un possibile non necessario, ove si equivalgono gli opposti, non è l'esatto contrario della "necessità dell'essere" di cui parla Severino? Quasi che l'argomentazione di Cacciari, ritrovando nell'aporia la cifra del vero, disegnasse una figura di dialettica (la diaporetica) che si sottrae all'aut-aut della confutazione (elenchos) severiniana.

In fondo, possiamo sorprendere in queste pagine - che aspirano a essere insieme una protologia, una dottrina degli esistenziali e una escatologia - il tentativo di una nuova definizione di metafisica: va al di là delle apparenze (ta meta ta physika) solo lo sguardo che sa indugiare sulla singola cosa - anche la più negletta -, cercando di carpirne la meraviglia del suo apparire, come fosse lÆanalogon dello stesso Inizio. Una tensione analogica presente in ogni capitolo, e che avrebbe meritato una disamina a sé. Quale analogia tra gli enti e l'Inizio? Un'analogia di partecipazione? Con il rischio di far propria una concezione univoca dell'essere, propria della tradizione neoplatonica? Ma tutto lo sforzo di Cacciari, pur con tonalità neoplatoniche, non va nella direzione esattamente opposta, di una giustificazione dei "molti" nella loro singolarità in quanto icone dell'Inizio? In tal senso, si può svelare il significato etico del titolo: ogni cosa è l'ultima, proprio perché - in quanto dono, pura gratuità - è degna d'esistere nella sua contingenza.

I vostri commenti
  Media Voto: 2 / 5

Silvio Minieri silvio.minieri@libero.it (07-01-2009)
La frase del libro che rende bambino (rimbambisce) Rabelais: “Nell’ambito del possibile etc.” si semplifica con un algoritmo e significa che assieme alla potenza, “il possibile”, sussiste l’atto ,“ciò che è” possibile. Intendiamoci, questo possibile di cui si parla (il posse di Cusano?) è la dynamis di Aristotele, non la dinamite di Nobel. La filosofia nell’età tragica della tecnica. Ecco l’algoritmo: [(+ a + b) – ( + 1 – 1)] = [(a + b) – 0] = a + b. “Nell'ambito del possibile è necessario = apertura di parentesi quadra; “sia possibile” = apertura di parentesi tonda; “il possibile” = a, “con” = più; “ciò che è possibile” = b; “in opposizione” = meno; “imposizione” = 1; “impossibile” = meno 1.
Voto: 5 / 5
Vittorio Tauber (19-10-2004)
Il bello di Cacciari è la sua erudizione, ammantata di misterioso ermetismo. Ora heideggereggia, ora derrideggia, ora cacciareggia. Il brutto è che, sotto il profluvio minaccioso di parole, dietro lo stile, non c'è una sola idea originale. Egli riprende ciò che negli ultimi anni è stato pubblicato in Francia, Germania, nel mondo anglosassone, meglio se non tradotto o passato inosservato per la provincia filosofica italiana. Lo dice col suo stile, e sembra oro colato nel nuovo stampo. Ma è solo princisbecco. Quando è davvero originale, come nel concetto di Inizio, eleva a pseudoproblemi filosofici sofismi ininfluenti nella storia della filosofia: l'archè non è mai stato un problema, e poi l'Inizio non è solo una rilettura (con belle parole, certo)dell'ermeneutica della ricezione del mito secondo Blumenberg (non esiste un puro inizio del mito, ogni mito è ricezione e interpretazione di una narrazione)? Vattimo, al contrario, non è tipo di eclettiche letture (Heidegger e Nietzsche, Nietzsche e Heidegger, Heidegger e Heidegger, Nietzsche e Nietzsche; e Pareyson e Gadamer, giusto perchè suoi professori) ma almeno, da riccio, ha dalla sua la quasi originalità del concetto di indebolimento dell'essere. Credo che Cacciari invidi molto Vattimo. Entrambi narcisi, il secondo passerà in qualche modo alla storia della filosofia italiana, il primo no, ed è troppo intelligente per non saperlo.
Voto: 1 / 5
Francesco polutropos@tiscali.it (06-10-2004)
Concordo pienamente con il giudizio espresso dal prof.(immagino lo sia) Ugo Bessi. Cacciari fa un tipo di filosofia esigenziale e postulatoria. Assume un principio come fondamento e pretende di derivare da esso il tutto. Il Possibile, l'Uno, il Com-possibile, sono tutte formulazioni che non significano nulla. Neanche da un punto di vista puramente logico. Giovanni Reale recensendo il libro ne ha lodato una supposta sottigliezza logica. Ma dove ? Quando ? C'è solo un gusto esagerato ed esasperato per i giochi verbali, per le carambole linguistiche. Altro che logica ! Con quest'opera Cacciari dichiara di voler rispondere a Severino, tentando di uscire dalle aporie della sua ontologia. E qui credo stia il vizio d'origine, giacché l'opera di Severino è fondata su assurdità logiche, sulle quali poi viene edificata una delirante e gigantesca ontologia. (Assurdità venute fuori in modo assai chiaro ed inequivocabile nella discussione con Massimo Mugnai, che ha dimostrato come l'opera di Severino si fondi su errori logici che neanche un principiante commetterebbe). Partendo da questi presupposti è chiaro che non ci si può aspettare nulla di epocale. Prendere sul serio le sciocchezze sull'eternità degli essenti che ossessivamente Severino ripete come una macchinetta da quarant'anni significa precludersi ogni possibilità di un serio percorso filosofico. Francesco PS Mi verrebbe quasi voglia di chiedere indietro i miei 45 euro, magari facendoli sborsare a Giovanni Reale che mi ha convinto ad acquistare quest'opera totalmente inutile. Alla filosofia ed anche alla letteratura.
Voto: 1 / 5
Ugo Bessi bessi@matrm3.mat.uniroma3.it (26-08-2004)
Questo libro contiene la frase seguente: "Nell'ambito del possibile e' necessario sia possibile anche il possibile con cio' che e' possibile in opposizione all'imposizione dell'impossibile." Rabelais a confronto e' un bambino: "Omnis clocha clochabilis in clocherio clochando clochative clochare facit clochabiliter clochantes." Questo tipo di filosofia, contro cui si sono battuti umanisti e illuministi, si chiama oggi postmoderna o, piu' giudiziosamente secondo me, cialtronesca.
Voto: 1 / 5

I più venduti di Cacciari Massimo
1.La  cittàLa città
(Al di là del detto)
Pazzini
€ 8,50
2.Tre iconeTre icone
(Biblioteca minima)
Adelphi
€ 5,10
3.HamleticaHamletica
(Saggi. Nuova serie)
Adelphi
€ 15,30
4.Della cosa ultimaDella cosa ultima
(Biblioteca filosofica)
Adelphi
€ 38,25
5.L' angelo necessarioL' angelo necessario
(Saggi. Nuova serie)
Adelphi
€ 18,70
 Tutti i libri di Cacciari Massimo
Chi sceglie questo libro legge anche
Bertoletti Ilario
Derrida Jacques
Donà Massimo
Duque Félix
Iiritano Massimo
Laras Giuseppe
Levi Della Torre Stefano
Ricca Paolo
Tagliapietra Andrea
Vitiello Vincenzo
Ricerca Ricerca avanzata
Vai a inizio pagina
Libri
Libri in italiano
Libri in inglese
Libri al 50%
Libri scolastici
eBooks
Film e video
DVD
Blu-ray
Musica
CD musicali
MP3
DVD musicali
Blu ray musicali
Games
Personal computer
Nintendo Wii
PlayStation 3
PlayStation 2
Xbox 360
Sony PSP
Nintendo DS
Nintendo 3DS
Download
eBooks
MP3
Il mio IBS
I miei dati
I miei ordini
Le mie preferenze
IBS Premium
Lista dei desideri
IBS consiglia

 

Informazioni utili:
Spese e tempi di spedizione
Invio regali
Buoni acquisto (Happy Card)
FAQ
Condizioni generali di vendita
Informativa sulla privacy
PuntiNectar

Pagamenti:
Carte di credito
Carta di credito accettate
PayPal
Paypal
Contrassegno

Come contattarci:
Invio messaggi al servizio di Assistenza Clienti
Tutti i contatti
Lavora con noi

• Seguici su  Facebook

Servizi per i clienti:
Password dimenticata
Controllo e modifica dei propri dati
Verifica degli ordini effettuati

Opportunità per aziende e enti:
Servizi per le biblioteche
Programma di affiliazione (Partnership Programme)

Concessionaria di pubblicità:


Con la collaborazione di Argento vivo per il settore editoria libraria

Dati audience certificati Audiweb

Ufficio stampa: Daniela Ravanetti


Altri siti del network IBS:
Libraccio.it
MYmovies.it
Wuz.it


Internet Bookshop Italia S.r.l.
Sede Legale Via Giuseppe Verdi n.8 - 20090 Assago MI
Reg. Imprese di Milano 12252360156
CCIAA Milano 1542508
P.IVA 12252360156
Capitale sociale € 500.000 i.v.



Copyright © 1998-2012 Internet Bookshop Italia, tutti i diritti riservati

Licenza SIAE n. 229/I/05-359.

Internet Bookshop Italia è una società di Giunti & Messaggerie

 



Funzione di ricerca basata su FACT®Finder di OMIKRON