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Márai Sándor - L' eredità di Eszter |
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Titolo | L' eredità di Eszter |
| Autore | Márai Sándor | Prezzo Sconto 15%
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€ 6,80
(Prezzo di copertina € 8,00 Risparmio € 1,20)
|  | | Dati | 2004, 137 p., brossura, 3 ed. | | Curatore | D'Alessandro M. | | Traduttore | Bonetti G. |
| Editore | Adelphi
(collana Gli Adelphi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Per vent'anni Eszter ha vissuto in una sorta di sonnambulismo una vita senza pericoli aspettando, senza saperlo, il ritorno di Lajos, il solo uomo che abbia mai amato. Un giorno Lajos torna: Lajos, il bugiardo, il falsificatore, il mascalzone. Lajos che l'ha ingannata sempre, che mente, che aveva detto di amare lei sola e poi aveva sposato sua sorella. Torna nella casa dove Eszter abita con una vecchia parente. Torna a prendersela. Ed Eszter lo sa, sa anche che la storia non è finita, perché non passano gli amori senza speranza.
Recensioni 1 - 20 di 21 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5Umberto Mottola mottolau.buggiano@gmail.com (09-01-2012) Romanzo breve struggente, scritto bene, in cui il personaggio di Lajos il mascalzone è rappresentato magistralmente. Ancora una volta, anche questo romanzo ci dice che il vero motore che determina l'esito della nostra vita è l'amore, nelle sue molteplici sfaccettature. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Lady Libro (03-11-2011) Difficile parlare di questo romanzo breve.
Poche pagine, ma molto intenso e dalla trama articolata.
E' il primo libro di Màrai che leggo, e mi sono subito innamorata del suo stile: la tensione e il desiderio di continuare la lettura per sapere come andrà a finire tutto non manca mai.
Inoltre questo è uno dei pochi libri che ho letto in cui ho notato un' approfondita e completa descrizione psicologica del personaggio centrale, in questo caso di Lajos.
Leggendolo si prova di tutto: curiosità, preoccupazione, tristezza, malinconia, rabbia e risentimento.
Come tanti colori si trovano in un quadro, anche in questo romanzo si notano numerosi "colori" e Màrai è un pittore con la penna.
Inutile dire che non vedo l'ora di leggere altri suoi libri. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maria R. (11-02-2010) Il talento narrativo di Marai è indiscutibile ed indubbiamente è rilevante anche l'abilità del traduttore, tuttavia non ho apprezzato il romanzo a causa della protagonista priva, amio avviso, di personalità e di spessore: come ha potuto cadere in balìa di un simile cialtrone e truffatore quale Lajos è? Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Anna (06-01-2010) Ho letto per la seconda volta in questi mesi il romanzo perchè credo che un libro importante vada riletto, fino a che non riesci a coglierne appieno il messaggio. L'ho ritrovato bellissimo, anche se devo dire che la storia suscita un pò di rabbia; ma d'altra parte nelle storie d'amore è difficile che questa manchi! Credo sia doveroso sottolineare la forza del personaggio di Nunu: splendido, reale, fondamentale, profondamente donna.
Ho letto diversi libri di Marai e, quello che mi ha lasciato un segno indelebile è "La sorella". Saluti a tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gizzy (04-01-2010) Il libro è davvero ben scritto...peccato per il finale un pò stucchevole e forse poco comprensibile/verosimile per le giovani generazioni. Marai è comunque uno scrittore notevole...affermo ciò pur non avendo ancora letto il suo lavoro più acclamato ovvero "le braci" Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Leo Perutz (09-09-2008) Ignoravo Marai sino a quando non mi sono imbattuto per caso in questo romanzo breve di grande scrittura. Un peccato originale a cui mi impegno a riparare buttandomi a capofitto nelle lettura di tutto quanto sia stato fin'ora tradotto. E' incredibile ma bastano poche righe dell'incipit del romanzo per comprendere come Marai appartenga di diritto alla migliore letteratura mitteleuropea del 900. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ardid79 (09-04-2008) Uno di quei libri che hanno insito un meccanismo ad orologeria perfetto e implacabile: inizi la prima pagina e non riesci più a fermarti. Un romanzo che ha due pregi, al di là della storia: lo stile, quello preciso ed elegante di marai, uno stile in cui ogni parola è la parola giusta e la capacità di suscitare sensazioni forti, anche se negative, anche se disturbanti. Un romanzo che non può lasciare indifferenti. Perché la vigliaccheria di lajos suscità rabbia vera, e la la rassegnazione a quell'amore infelice, all'ineluttabilità di quel destino di Eszter, suscitano pena, comprensione, indignazione e ricordi.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ambra (17-10-2007) sono una lettrice ,ma spesso in questo periodo ,di anni senza rimanere appagata da scrittori che scrivono troppe banalità e tutti con lo stesso stile,ho letto braci e mi è piaciuto moltissimo, perchè scrive divinamente ,ci sono delle frasi che mi piacerebbe non scordare. la trama è semplice ma sàndor l'ho trovato magistrale e il suo modo di scrivere mi ha affascinato. ora leggerò gli altri sicuramente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
francesca (29-03-2007) devo ammettere che sono caduta anch'io nella rete di Lajos quando le fa l'ultimo discorso... ha detto cio' che ogni donna abbandonata vorrebbe sentirsi dire, un giorno, da colui che fugge e lascia comunque incompiuto un gesto, per questo, anche se trovo piu' potente "le braci" consiglio sicuramente la lettura di questo marai Voto: 4 / 5 |  |  |  |
love (24-12-2006) questo libro è una toccante storia che parla di vita,d'amore e di destino..la rassegnazione a volte fa da padrona alla debolezza dell'amore..l'amore di persone diverse da noi,ma che sono pur sempre la nostra famiglia..e che quindi è impossibile non aiutarle,non amarle,nonostante ci facciano soffrire..una storia come tante ma profondamente viva e vera..meglio delle braci! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Carlo caromait@yahoo.it (21-11-2006) Sono d'accordo con i giudizi di Marco da VR e di Greg; dissento sul commento di Antonio. Da leggere, ma comunque resta un pò al di sotto della bellezza de "Le Braci" Voto: 4 / 5 |  |  |  |
MARCO DA VR (06-11-2006) A VOLTE RIMANGO ALLIBITO DI FRONTE A CERTI COMMENTI:DARE DELLO STUPIDO O ADDIRITTURA PARAGONARLO A UN FUMETTO MI SEMBRA UN PO' ECCESSIVO...FORSE SAREBBE MEGLIO CHE ANTONIO CONTINUASSE A LEGGERE DYLAN DOG O ROBA DEL GENERE. NELLA EREDITA' DI ESZTER MARAI DIPINGE CON LA SOLITA MAESTRIA UN QUADRO,ANZI UN RITRATTO IN CUI IL TEMA CENTRALE E' LA INEVITABILITA' DEL DESTINO,L'INCAPACITA' DI REAGIRE E DI SFUGGIRE AL CORSO DEGLI EVENTI. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Enrica baccante.asiatica@libero.it (25-09-2006) Questo libro l'ho letto proprio nel momento giusto, e probabilmente ciò contribuisce non poco al mio giudizio. In ogni caso, il solito eccellente prosatore ungherese, che, come dicevo a un amico iersera, per quanto mi riguarda, tesse le parole come seta. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Antonio (18-10-2005) Mi ha deluso questo libro di Marai, profondamente.
Assolutamente inutile, non valeva i 7 euro spesi.
C’è rispetto per Marai, perché le braci è un capolavoro, quindi non voglio inferire , ma limitandomi al libro lo trovo alquanto inutile, povero, e forse anche stupido.
C’era un messaggio, ma un messaggio cosi’ non di certo valeva un libro.
Forse ti intrattiene e diverte all’inizio, ma anche i fumetti possono intrattenere e divertire.
Il mio voto è 4/10, ed è assolutamente sconsigliato
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
(27-09-2005) Lo stile narrativo di Marai è semplicemente perfetto. Nulla da dire in proposito. E’ rarissimo trovare uno scrittore che riesca a dar voce ai nostri pensieri come fa lui. Il questo libro Marai ci descrive il sentimento, tramite la voce narrante di Eszter, la donna in assoluto, la donna che aspetta paziente l’unico uomo amato, l’unica persona che l’ha fatta vivere anche se non l’ha fatta felice. Lajos torna dopo vent’anni e Eszter che già gli ha sacrificato tutto, gli dona l’ultima cosa che ha. Senza incertezze, nonostante conosca benissimo l’uomo che ha di fronte. Lo conosce bene, lo disprezza anche, ma lo ama. Niente potrà mai cambiare questo stato delle cose, lei sa che ogni singola parola di Lajos è bugia, quest’uomo ammalia tutti, conquista tutti, usa tutti, mente con tutti e si lascia dietro le spalle tutto. "La sua personalità e il suo modo d’agire erano privi di quel collante in mancanza del quale non si possono creare dei vincoli tra gli esseri umani. Le sue lacrime erano autentiche lacrime, che però dentro di lui non scioglievano né l’amarezza dei ricordi né i morsi del dolore; Lajos si rallegrava o si disperava sempre con il massimo impegno, ma in realtà non sentiva mai nulla. In tutto questo c’era qualcosa di disumano." Eszter sa com’è fatto l’uomo che le ha sconvolto la vita, lo conosce e lo analizza perfettamente e lo ama comunque, al punto di dargli alla fine quello che lui vuole. E’ veramente interessante come l’autore descriva la consapevolezza di Eszter, in ogni pagina c’è la conoscenza del carattere della persona amata, c’è la disillusione di una donna che ha compreso, pesato, scusato, ogni gesto, anche il più infame. Non è una donna cieca. E’ una donna che ha vissuto forse solo un’attimo della sua vita e solo per opera di Lajos.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Albys braveheart1966@libero.it (24-11-2004) Il mio primo Marai, ma non sarà certo l'ultimo.
La scrittura intimista, riflessiva, estremamente classica e pulita del grande scrittore mitteleuropeo è senza dubbio imperdibile e foriera di spunti per discussioni e analisi, anche personali.
Il prossimo sarà senza dubbio Le Braci.
Detto questo, L'eredità di Eszter è un discreto racconto che mi regala qualche ottima frase sottolineata, da recuperare ogni tanto per spenderci appunto qualche goccia di neurone sopra il muscolo cardiaco.
A parte questo, il racconto a mio parere denota una eccessiva linearità, un finale troppo scontato e per certi versi irritante se entriamo nel contesto della scelta di Eszter.
Purtroppo non è il tipo di libro in cui puoi dire qualcosa senza svelare quel poco che già c'è da svelare, quindi non commento ulteriormente.
Di certo Lajos, il protagonista maschile, è un mistificatore di prima categoria, i suoi ragionamenti sono la parte migliore del libro, l'anima, il senso del libro.
Il voler comunque piegare tutto alle proprie volontà costruendosi una realtà a proprio uso e consumo.
Messaggio agghiacciante eppure così reale e senza tempo...
L'altro messaggio, quello del finale del libro, è in fondo più scontato, e a mio parere lo si poteva tratteggiare meglio.
Ma si sa che io sono un incontentabile.:-)
Mi aspettavo qualcosina di più. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
L73 (14-10-2004) Piacevole la storia...ancora una volta Marai torna sul tema dell'attesa. Quest'uomo che fugge, questa donna lo attende, lui mente, lei continua ad amarlo.
I personaggi a contorno sfuggono, vengono introdotti ma poi restano in secondo piano, molto sfumati.
Il racconto si racchiude in tre colloqui...la vita di Ezter si definisce in tre colloqui...
Non male ma, in realtà, dopo aver letto Le Braci mi aspettavo qualcosa in più! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Simucca simucca@yahoo.it (26-07-2004) Memorie di una donna che ha aspettato tutta la vita di cominciare a vivere. E quando ormai invecchiata si trova di fronte al quel suo amato Bugiardo, Lajos, che suo non è mai stato nè mai sarà, non può che cedergli tutto ciò che le resta. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Greg gregor7764@virgilio.it (26-04-2004) E' un libro bellissimo, quasi al limite della commozione. La figura di Eszter è qualcosa di sovrumano, alla quale si affianca la meschina figura di Lajos. E' un libro d'amore nel quale l'amore non esiste ed in cui non esiste amore nè odio ma solamente uomini con le loro debolezze e donne con la loro virilità. Bellissimo Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 21
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