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Sciascia Leonardo - La scomparsa di Majorana |
Fra la partenza e l'arrivo in un viaggio per mare da Palermo a Napoli, il 26 marzo 1938, si perdono le tracce del trentunenne fisico siciliano Ettore Majorana, definito da Fermi un genio della statura di Galileo e di Newton. Suicidio, come gli inquirenti dell'epoca vogliono lasciar credere, o volontaria fuga dal mondo e, soprattutto, dai terribili sviluppi che una mente così acuta e geniale può aver letto nel futuro della scienza, prossima alla messa a punto della bomba atomica? Su questo interrogativo Sciascia costruisce uno dei suoi romanzi più intensi per la finezza dell'analisi e dell'immedesimazione in moventi non detti, come nella logica e nell'etica segreta di Majorana.
15 recensioni presenti. Media Voto: 4.53 / 5Nino ninowe@libero.it (02-10-2009) Leonardo Sciascia ci presenta un personaggio che nella sua realtà personale gli è stato poco riconosciuto dato che la polizia neanchè si occupò a dovere dopo la sua scomparsa ed è per questo che lo scrittore siciliano gli dà un epilogo diverso da quello che potrebbe realmente essere accaduto. Majorana scopre qualcosa che assume un significato molto più imponente della vita stessa e che lo renderà amante della solitudine. Ed è questo distaccarsi dal mondo che lo porta a volerlo salvare.
"...non viè in essa un solo granello di egoismo..." Voto: 5 / 5 |
don gralizoner (15-09-2009) Letto (adolescente) e riletto (superati i trenta). Da una lettura all'altra è scomparsa la pesantezza di cui parlano alcune recensioni e che anch'io avevo avvertito adolescente - assieme al fascino della vicenda e dell'ipotesi sulla scomparsa dello scienziato, che allora mi pareva indiscutibile ed oggi solo un po' meno "certa". Un libro bello in ogni suo dettaglio - tranne forse la nota marginale sulla (s)fortuna di Alberto Savinio - e sì, intrigante come un giallo, ma un giallo post-requiem per il romanzo giallo, nel senso di Durrenmatt, il cui "I Fisici" sono citati nel saggio di Lea Ritter Santini che chiude questa edizione - il saggio contiene alcuni spunti ma è un po' noioso, specialmente se lo si legge dopo il thriller conventuale mozzafiato che chiude il romanzo. Voto: 5 / 5 |
Renzo Montagnoli renzo.montagnoli@gmail.com (13-05-2009) La scomparsa di Majorana è un libro stupendo, da leggere, da rileggere, per capire che l’uomo deve venire sempre prima della scienza. Voto: 5 / 5 |
Mauro B (20-11-2008) Uno dei miei libri preferiti di Sciascia, di poco inferiore a L'affaire Moro.
E per rispondere a qualche commento precedente, che dava curiosamente un 2 o 3: non è un "giallo", quindi non è "pesante". Anzi rispetto al genere è tranquillamente sorbibile... non so, si pensi a Notizia di un sequestro di g.g. Marquez. Voto: 5 / 5 |
Andrea (08-05-2008) Senz'altro, anche qui, Sciascia offre una ricostruzione plausibile sul mistero dietro la scomparsa di questo grande scienziato. Un peccato, perchè era una grande mente, ma una fortuna (se non si è suicidato) se pensiamo a ciò cui Fermi ha contribuito. E se Majorana era più bravo di Fermi... Voto: 4 / 5 |
Cristiano (31-03-2008) Uno dei più intelligenti scienziati del secolo scorso, tormentato e difficile, che improvvisamente scompare senza lasciare tracce. Il periodo storico delicato e buio del ventennio Fascista. Uno scrittore come Sciascia che si occupa del caso, con la sua abilità di maestro. Gli ingredienti per un libro affascinante ci sono tutti, e se poi si pensa che non si tratta di fantasia e che lo scienziato scomparso è reale e si chiama Ettore Majorana... libro stupendo, da non perdere! Voto: 5 / 5 |
Dany8920 (13-01-2008) La lettura è avvincente ma nello stesso tempo pesante questo e dovuto dal fatto che non è orintato cronologicamente ma nel complesso è molto bello è sciascia ci fa un ottima descrizione dei fatti quindi devo dire che non è del tutto deludente
Voto: 3 / 5 |
Pectide77 (22-03-2007) Bellissimo come dev'essere ogni capolavoro. Asciutto e intrigante. Apre mille ipotesi, tutte plausibili.
A me piace pensare che majorana , libero dalle catene che lo opprimevano, abbia continuato a vivere la sua vita da genio come piaceva fare a lui. Senza dover dimostrare niente a nessuno, senza cercare il plasuo e i premi. consapevole della propria forza.
Che si sia suicidato non ci credo neanche un po'.
Un grande uomo. Un Genio. Un uomo onesto. Voto: 5 / 5 |
Riccardo (24-02-2007) libro bellissimo, da leggere, Sciascia si è confermato in grandissimo scrittore! il saggio diventa giallo talmente è appasionante! chiarisce un pò quello che è potuto accadere a questo fisico siciliano. Voto: 5 / 5 |
aky (18-03-2006) Il libro viene presentato come se fosse un giallo, ma non vi ho trovato nessun aspetto di questo genero letterario. La narrazione è si avvincente ma le varie lettere e racconti secondari rendono la lettura di questo libro molto pesante. Voto: 2 / 5 |
Emiliano Fabbri elbuitre75@tiscali.it (08-01-2006) Il grandissimo Sciascia ha il merito di far pensare chi legge questo breve ma intenso libro che merita assolutamente di essere letto. Voto: 5 / 5 |
Fabrizio (29-04-2005) Bellissimo, asciutto, intrigante. E' un saggio, ma ha lo stile di un giallo. Forse anche meglio del giorno della civettà. E che fine ha fatto Majorana? Io accetto la soluzione di Sciascia. Voto: 4 / 5 |
VITTORIO (17-11-2004) Libro bellissimo; serve a scoprire la figura grande, enigmatica e geniale di Majorana, ma soprattutto lo stile asciutto, tacitiano, cristallino e dunque perfetto ed elegantissimo di Sciascia. Voto: 5 / 5 |
Matteo (23-08-2004) Ad uno dei grandi misteri d'Italia Sciascia cerca di dare una sua lettura, propendendo per la scelta personale e complessa dell'uomo Majorana di scomparire (reale suicidio o fuga?), pittosto che per l'ipotesi del complotto ai danni del nostro Paese.
La polizia fascista liquidò il caso come un evidente suicidio; l'autore, con la consueta abilità, legge tra le righe dei fatti e le pieghe del tempo e ci restituisce il ritratto di un genio introverso, cui forse la propria intelligenza fuori dal comune aveva permesso di vedere il futuro. Un oscuro futuro da cui bisognava fuggire...
E così lo scienziato entra nel Mito, il libretto assurge ad interessantissima indagine psicologica nonchè giallo dell'anima. Voto: 5 / 5 |
FABIO SCARNATI fabioscarnati@yahoo.it (30-05-2004) Aprendo una qualsiasi enciclopedia alla voce MAJORANA, ETTORE leggiamo: Fisico (Catania, 1906 - ?). Perchè al posto della data di morte quel punto interrogativo ? Ettore Majorana fu appunto un fisico, un grande fisico e un grande scienziato. Studiò a Roma alla scuola di Enrico Fermi e, assai giovane, compì studi di prim' ordine sul nucleo atomico, unendo il suo nome a quello di Heisenberg nella formulazione di una nuova teoria nucleare. Nel 1938, dopo essere stato nominato per meriti eccezionali professore di fisica teorica all' università di Napoli, scomparve misteriosamente e da allora non si è saputo più nulla di lui. Che fine ha fatto ? In questo libro, intitolato appunto " LA SCOMPARSA DI MAJORANA ", Sciascia getta un barlume di luce su una vicenda dai contorni quanto mai inquietanti e per molti aspetti oscuri. Servendosi soprattutto dei documenti dell' epoca concernenti le indagini svolte dalla polizia e le testimonianze raccolte, l' autore cerca di ricostruire la vita del grande scienziato e soprattutto i giorni e le ore immediatamente precedenti alla sua scomparsa. Diverse sono le ipotesi prospettate: suicidio o omicidio ? E' possibile che Majorana sia stato rapito e poi ucciso ? E da chi ? Chi avrebbe tratto vantaggio dalla sua morte ? Di quali terribili segreti o scoperte lo scienziato siciliano era potuto venire a conoscenza ? Possibile che la zelante polizia fascista non sia riuscita a trovarlo( vivo o morto ) da nessuna parte dopo accurate e spasmodiche indagini sollecitate persino da Mussolini in persona ? Accanto a queste ipotesi, comunque plausibili, se ne fà strada un' altra per certi versi forse ancora più inquietante.In una lettera risalente a qualche giorno prima dell' accaduto e indirizzata ai familiari, Majorana scrive loro di non addolorarsi "per la mia scomparsa ". Ora, fa notare Sciascia, perchè Majorana usa proprio quel termine "... la mia scomparsa " e non il termine " la mia morte " ? E' un caso o l'ha fatto apposta ? Se invece di un suicidio si fosse trattato di una FUGA ? E' possibile che lo scienziato abbia volontariamente fatto perdere le sue tracce? E perchè ? La madre sarà l'unica a non credere mai alla morte ( suicidio/omicidio ) del figlio: "...i morti prima o poi si trovano, sono i vivi che non si trovano! ". Persino nel testamento avra cura che al figlio scomparso sia assegnata la sua parte di eredita'tanto è sicura che il figlio ritorni.Ma chi si appresta a una scelta tanto radicale, ad una fuga dal mondo, dalla famiglia, dagli amici e da se stesso; soprattutto se spinto da motivazioni profonde che travalicano un comune destino, quasi mai torna indietro. Majorana non fece più ritorno. Non fu mai trovato il suo corpo nè qualcosa che potesse avvallare seriamente l'ipotesi del suicidio.Perchè mai un uomo all'apice della carriera e del successo avrebbe dovuto togliersi la vita ? Che l'ipotesi della " fuga dal mondo " sia molto di più del tenace desiderio di una madre che non si rassegna e della convizione di uno scrittore è suffragato da un' altra rilevante circostanza. Majorana poco prima della sua scomparsa prelevò un certo quantitativo di denaro che aveva da parte. A che servono i soldi ad un uomo che sta per ammazzarsi ? Non è forse più logica l' idea che quei soldi potessero servire per un lungo viaggio ? Prendendo per buona dunque l'ipotesi della fuga prospettata da Sciascia ci si interroga sui motivi della stessa. Cosa mai può aver spinto un uomo dall' intelligenza sicuramente superiore ad una scelta simile ? Dare una risposta a questa domanda non è semplice e Sciascia lo sapeva benissimo. Tuttavia egli ha provato a darla lo stesso. Cercando di entrare nell' animo e nella psicologia di Majorana e soprattutto accostando la sua sensibilità visionaria di scrittore di gialli a quella tormentata del grande fisico scomparso, Sciascia ha ipotizzato che il vero motivo della fuga sia da ricercare nelle conoscenze e nelle ultime scoperte scientifiche dello stesso Majorana; dirette conseguenze degli studi e delle ricerche sulla struttura dell' atomo. Lo scienziato in altre parole avrebbe intuito le enormi potenzialità dell' energia atomica paventandone anche e soprattutto gli altissimi rischi distruttivi connessi ad un uso distorto della stessa. Cosa sarebbe successo se governi dittatoriali , allora imperanti in europa, avessero carpito i segreti dell'atomo e magari obbligato scienziati e fisici come lui a collaborare per creare armi dall' inaudita potenza distruttiva ? Meglio sparire, far perdere le proprie tracce che essere responsabili di tutto questo. Qualcosa del genere deve aver pensato Majorana a giudizio di Sciascia. Tale timore si sarebbe rilevato tutt' altro che infondato se teniamo conto di tutto quello che è successo negli anni successivi al 1938 e dell'inferno di follia nel quale il mondo sarebbe precipitato di lì a poco. Non oso pensare se l' atomica fosse stata nelle mani di gente come Hitler o Stalin cosa sarebbe oggi il mondo. Non suicidio o omicidio, ma fuga sembra dunque suggerirci Sciascia. Ma dove ? E dove se non in un posto tranquillo, dove ci si sente sicuri e protetti nell'anonimato e nel silenzio più assoluto ? Il romanzo si chiude con l' immagine di una certosa in calabria. E' forse custodito lì l' ultimo segreto della scomparsa di Majorana ? Un ultima cosa e poi chiudo, giuro. Mentre scrivo questa recensione ripenso a una scena del bellissimo film " I ragazzi di via Panisperna " . Enrico Fermi ed Ettore Majorana sono impegnati in una sfida sulle proprie capacità in un' aula dell' università. Devono risolvere un complicatissimo esercizio matematico. Fermi con carta e penna, Majorana a mente : impiegano lo stesso tempo! Anzi Majorana arriva un pò prima alla soluzione. Nel libro di Sciascia c'è anche questo. Leggetelo è in assoluto il suo libro più bello. Ripeto, in assoluto.
Voto: 5 / 5 |
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