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Márai Sándor - La donna giusta |
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Titolo | La donna giusta |
| Autore | Márai Sándor | Prezzo Sconto 15%
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€ 16,15
(Prezzo di copertina € 19,00 Risparmio € 2,85)
|  | | Dati | 2004, 444 p., brossura, 13 ed. | | Traduttore | Sgarioto L.; Sàndor K. |
| Editore | Adelphi
(collana Biblioteca Adelphi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Un pomeriggio, in una elegante pasticceria di Budapest, una donna racconta a un'altra donna come un giorno, avendo trovato nel portafogli di suo marito un pezzetto di nastro viola, abbia capito che nella vita di lui c'era stata, e forse c'era ancora, una passione segreta e bruciante, e come da quel momento abbia cercato, invano, di riconquistarlo. Una notte, in un caffè della stessa città, bevendo vino e fumando una sigaretta dopo l'altra, l'uomo che è stato suo marito racconta a un altro uomo come abbia aspettato per anni una donna che era diventata per lui una ragione di vita e insieme "un veleno mortale", e come, dopo aver lasciato per lei la prima moglie, l'abbia sposata - e poi inesorabilmente perduta. All'alba, in un alberghetto di Roma, sfogliando un album di fotografie, questa stessa donna racconta al suo amante (un batterista ungherese) come lei, la serva venuta dalla campagna, sia riuscita a sposare un uomo ricco, e come nella passione possa esserci ferocia, risentimento, vendetta. Molti anni dopo, nel bar di New York dove lavora, sarà proprio il batterista a raccontare a un esule del suo stesso paese l'epilogo di tutta la storia. Al pari delle "Braci" e di "Divorzio a Buda", questo romanzo appartiene al periodo più felice e incandescente dell'opera di Márai, quegli anni Quaranta in cui lo scrittore sembra aver voluto fissare in perfetti cristalli alcuni intrecci di passioni e menzogne, di tradimenti e crudeltà, di rivolte e dedizioni che hanno la capacità di parlare a ogni lettore.
Recensioni 1 - 20 di 40 recensioni presenti. Media Voto: 3.9 / 5tilde (13-09-2010) anche con questo libro, Marai ha conquistato la mia attenzione di lettrice e mi ha trasportato in un tempo e mondo diverso, dove i sentimenti e le passioni tormentate e logoranti sono il perno attorno al quale girano le vite e le storie dei protagonisti. Grandissima capacità di analisi e di introspezione, scioccante constatare come ognuno dei personaggi ha una visione diversa delle stesse situazioni e come da questa incapacità di entrare in sintonia nasca un sentimento di disagio e di infelicità. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
elisabetta (26-05-2010) il libro è indubbiamente molto bello,ma è obbligo fare alcune critiche. la scrittura scorre molto fluida nella prima parte, come nelle altre due,ma in alcuni momenti diventa piuttosto noiosa e ripetitiva; infine l'epilogo finale sembra parli di tutt'altro romanzo ed è totalmente distante dalle altre tre parti.
l'idea della storia parallela è molto interessante... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Gian Paolo Grattarola giampaolo.grattarola@fastwebnet.it (30-08-2008) Per Marai la donna giusta non esiste e le strategie degli affetti sono fallimentari. Ma la conclusione lapidaria non sembri al lettore indegna di approfondimento, attraverso la sofferta e tortuosa ricostruzione che ne fanno i suoi protagonisti. La materia di questo lungo romanzo è, al contrario, inconsueta quanto basta per farsi seguire fino a quando non si è entrati nel gioco, e a quel punto ci si vuole restare. Inconsueta la storia ed inconsueto il modo di narrarla, per mezzo di ben quattro monologhi che l’autore addensa in epoche diverse. Una particolarità che gli consente da un lato di decrittare gli enigmi della vita da tutti punti di osservazione possibili, e dall’altro di far emergere tutta una serie di epifanie di questioni politiche e sociali in corso di evoluzione. Il procedimento narrativo tende ad analizzare con grande finezza psicologica i personaggi in tutte le loro sfumature, scrutando ogni increspatura dell’animo umano, registrando ogni parola ed ogni sospiro. Assemblando cumuli di pagine sulla rievocazione di un solo frammento di vita, Marai adotta una strategia dello scrivere che, attraverso la forma, conferisce armonia ai contenuti, senza sfoggio di tecnicismi ma virtuosa per naturalezza. Le confessioni dei quattro personaggi spogliano il mondo dalle sue tinte consolatorie. Con profonda amarezza essi avvertono i sentimenti sfuggire dal cuore, mentre le loro esistenze li invocherebbero. Ma questi slittano oltre perché non vi è un punto certo dove poter realmente consistere. E ciò che resta loro fra le mani non è che la spoglia morta delle proprie anime. Ed è da qui, dalla vita con lo spreco di emozioni e desideri, che lo scrittore ungherese attinge tutta la sua straordinaria ed impeccabile capacità. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
isabella isabella.1@libero.it (02-04-2008) La prima parte è splendida e ho creduto di avere tra le mani un capolavoro come LE BRACI. la seconda parte bella ma ha iniziato un po' a stancarmi. poi si nota che gli altri due capitoli sono arrivati in momenti diversi. mi dispiace dare questa valutazione ma un inizio strepitoso è stato seguito da una vera delusione. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
manuela66 (27-03-2008) UN CAPOLAVORO PER QUELLO CHE SCRIVE, PER COME SCRIVE Voto: 5 / 5 |  |  |  |
enzo1968 enzo.scardamaglia@alice.it (25-03-2008) Marai riesce sempre a realizzare un bel quadro borghese. Ho fatto fatica a leggere questo libro anche per la forma del racconto senza dialoghi ed interlocutore (Le braci scorre di più) e mi ha lasciato un pò perplesso la conclusione di ogni capitolo.
Mi è piaciuta l'idea del racconto della stessa situazione vista da angolature diverse, forse ognuno di noi dovrebbe fare lo stesso esercizio quando si giudicano gli altri, soprattutto quelli a noi più vicini.
La trama in qualche modo circolare rende alla fine il quadro più chiaro, il racconto, come inseguito dalla guerra, ti rincorre attraverso i continenti, la fine dei personaggi, condannati ad "esistere piuttosto che a vivere", è, anch'essa, figlia di un'alienazione senza scampo così come la constatazione che "la donna giusta" non esiste.
Il racconto interiore rappresenta un frammento della lotta tra proletari e borghesi che fa spesso capolino (anche se avulsa da una lettura politica) e il j'accuse al consumismo americano mi sembra una lucida rappresentazione del mondo occidentale.
Lo consiglio a chi ha voglia di una lettura impegnativa ma non pesante. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Chiara (13-02-2008) Meraviglioso.
Libro stupendamente scritto,può essere considerato come una grande enciclopedia all'interno della quale vengono descritti vari concetti:la lotta di classe,la guerra,l'amore,la ricchezza,semplicemente la vita.
Sono d'accordo con chi afferma che la prima parte "sfiora il capolavoro",perchè è davvero trascinante,a parer mio,la moglie,assomglia molto hai personaggi femminili Nemirovskiani per la sua sensibilità spiccata e la femminilità.
Straordinario Lazar,personaggio che ho amato,forse il più rassegnato,forse il più realista,è decisamente una figura intrigante in questo grande romanzo.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Antonio Gatti antonio.gatti@gs.com (12-07-2007) Di saghe ce ne sono tante, di romanzi che abbracciano decine di anni di vita di un gruppo di persone ce ne sono a migliaia, ma di romanzi scritti durante l'arco di trent'anni, e di questa superlativa qualita', conosco solo questo... la lucidita' dell'analisi sulla lotta di classe e l'evoluzione del contratto sociale pre- e post- guerra mondiale, dentro e fuori il blocco comunista, dall'interno e dall'esterno del mondo occidentale, e' assolutamente unica... ed oltretutto e' un piacevolissimo romanzo, avvincente, che si legge d'un fiato Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Chiara sav (11-01-2007) Pur essendo giovane, ritengo sia un libro molto interessante e veramente ben scritto. La strategia di rendere lo stesso fatto, o serie di fatti, da diversi punti di vista, permette all'autore di esplicitare emozioni, sentimenti, modi di sentire, capire e leggere la realtà che, attraverso una diversa modalità di scrittura, sarebbero andati persi.
Un libro che non annoia, se non in brevi passi. Un libro interessante e denso di emozioni. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
nihil nihil@giomapi.it (15-12-2006)
Innanzitutto dirò che secondo me questo libro, come gli altri di Sàndor, è adatto prevalentemente ad un lettore senior piuttosto che junior, perchè certe atmosfere sono introiettabili particolarmente se si sono vissute o almeno intuite. Se avessi letto questo libro da giovane, probabilmente mi sarei addormentata dopo 10 pagine.
La particolarità di Sàndor scrittore è di organizzare il testo con monologhi assoluti, dove non vi è interferenza alcuna dell'interlocutore a cui il dialogo è rivolto, ottenendo così il costante coinvolgimento del lettore che si ritrova a pensare come il personaggio narrante entrando profondamente nella sua mentalità.
Questo libro si presenta con quattro monologhi: il migliore è il primo, il secondo, il terzo ed il quarto.Il terzo ed il quarto innegabilmente logorroici, lo ammetto.
Direi che il vero protagonista è un matrimonio, narrato dalla prima moglie ad una amica, dal marito ad un amico, dalla seconda moglie all'amante e dall'amante ad un amico.
Ogni personaggio narrante ha la sua visione di questo matrimonio, ma non tanto nel matrimonio in sè, quanto nella società che lo circonda.
Il libro è prevalentemente una vivisezione della mente umana e mette sotto il microscopio la vita intera degli esseri umani.
La tesi dello scrittore si evidenzia in un'unica espressione:.."forse un uomo è vivo solo fino a quando ha un ruolo. Poi non vive più,esiste soltanto."
Questa filosofia è presente in quasi tutti i libri di Sàndor, che secondo me era uno che pensava troppo, infatti all'alba degli 89 anni si è suicidato.
Ci sono certe pagine un veramente prolisse(è evidente che Sàndor parla di sè stesso e si compiace ), ma il libro è davvero eccezionale, da non perdere , anche se lascia un certo sapore di amarezza perchè l'umanità descritta è un'umanità triste.
Sàndor, non so quanto consapevolmente, dimostra quanto siamo tutti colpevoli di qualcosa e contemporaneamente tutti meritevoli di assoluzione.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Vincy (26-11-2006) per chi ha già letto "Le Braci", appassionandosi e vivendo intimamente la struggente sofferenza che ha accomunati due uomini e la donna che essi hanno condiviso, e che resta e resterà un enigma fino all'atto conclusivo, quello di lanciare il suo diario nel camino acceso, "La donna giusta" è "l'amaro", nel senso letterale del termine che si serve a fine pasto. Piacevole ma amaro nelle riflessioni e nella considerazione dell'altro. E' proprio l'altro la vittima designata e sacrificata, nel nome di un amore che comunque è altrove Voto: 2 / 5 |  |  |  |
grà ginevragc@tiscali.it (14-09-2006) Dei veri gioielli i primi due monologhi.......uno stile narrativo eccelso, che ti lascia in bocca il gusto del bello, del nostalgico, del passionale.... poi nella seconda parte si arena.......ma comunque, originalissimo l'impianto, UNA STORIA DI SENTIMENTI E OSSESSIONI VISTA E VISSUTA DA PIU' PUNTI DI VISTA.... e ci dimostra come a volte è difficile vedere con occhi diversi! (e poi com' è fuggevole e stupenda l'ambientazione di quella pasticceria antica, dove le voci si perdono ai profumi....proprio come una volta) Voto: 4 / 5 |  |  |  |
titta russotitta@libero.it (19-04-2006) è sorprendente. si prova quasi invidia per un uomo capace di raccontare con tale precisione e trasparenza pensieri e sentimenti di donna così intimi. fantastica la prima parte in cui parla la moglie. forse è vero che l'ultima parte si legge un pò più a rilento, ma credo che sia per evitare di giungere alla fine. impegnativo, perchè ti inonda continuamente di sensazioni percepibili e tutte incredibilmente reali. ad un certo punto non ti importa conme andrà a finire la storia, o quale sarà la sorte dei personaggi, perchè li hai capiti, li hai interiorizzati ed in ognuno di loro hai trovato un pò di verità. bellissimo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paola1977 (05-02-2006) Confermo quanto già detto in precedenza:bella la prima e la seconda parte,brutta la terza e noiosissima la quarta.
Impossibile superare "le braci":dopo questo capolavoro..."tutto il resto è noia". Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Roberta r.cosimo@libero.it (18-11-2005) Insieme a "Le Braci" probabilmente il libro più bello di Marai!La prima parte, in cui parla la moglie, per me sfiora il capolavoro, con una capacità di analisi e introspezione che fa invidia!Come memorabile è il ritratto dell'artista disilluso, suo perfetto alter ego!
Leggendo le pagine di questo libro si avrebbe voglia di sottolineare ogni parole, di soffermarsi su ogni frase, di riflettere su ogni pensiero. Comporta una certa fatica leggerlo, ma mi ha coinvolto talmente tanto che l'ho fatto in pochissimo tempo.
Continuo ad amare questo autore perchè ogni volta che leggo un suo libro ritrovo tutto ciò che vorrei riuscire a dire io, le verità più profonde che sono dentro di noi.
Non so se come dice lui non esiste la donna o l'uomo giusto....so solo che lui sicuramente per me è l'autore giusto, per la sua profondità e la sua cultura. Immenso! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Bruno, da Parigi (12-07-2005) Secondo me, è il capolavoro di Marai. Dopo Le braci non pensavo che si potesse far meglio; e del resto, anche Eszter e La recita di Bolzano erano splendidi, soprattutto il primo. Ma questo l'ho letto con un'ansia febbrile, l'ho trovato infinitamente più profondo del già magnifico Le braci. Un'esplorazione insuperabile dell'anima, dei sentimenti, del peso delle differenze sociali. L'epilogo, effettivamente, è un poco scontato e avrei preferito fermarmi al monologo di Judit; ma non siamo troppo severi con un Maestro di questo calibro. E' come rimproverare a von Karajan di essere stato, in quel movimento, un po' meno eccelso. Un libro magnifico, la leggere e rileggere negli anni. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Greta gretel68@virgilio.it (10-07-2005) Cosa può dare un libro?
In questo libro io ho trovato troppo.
Mi sono molto innervosita nel leggerlo, ogni riga, ogni frase mi ha prosciugato la mente, questo libro ha avuto bisogno della mia partecipazione completa, di un'attenzione che ho dato con fastidio.
Il libro è diviso in quattro parti: prese singolarmente sono eccezionali. Leggerle una di seguito all'altra richiede uno sforzo eccessivo.
C'è troppo, troppo da commentare, troppo da dire, troppo da pensare.
Solo nella prima parte (quando parla la moglie) è un continuo assecondare il pensiero dell'autore, un continuo dare ragione e pensare: questo ha capito tutto, mi sta svelando il segreto della vita.
Il brutto è che me lo svela anche nelle altre tre parti del libro, ribaltando la situazione e il pensiero, facendo fare marcia indietro ai pensieri. Situazione angosciante, a dir poco.
Marai scrive benissimo, è stata una grande scoperta per me, non lo abbandonerò mai. Uno scrittore deve proiettarti nel suo stato d'animo e nel suo tempo.
Deve trasmettere qualcosa.
Fino a qui ci siamo.
In questo libro ha esagerato, si è dilungato molto, ha marcato l'accento anche quando non ce n'era bisogno.
Mi ha irritato questo continuo immedesimarsi nei vari personaggi, trovare tutto e niente nei punti di vista individuali, capire, scusare tutti e nessuno.
Alla fine cosa resta?
Tante bellissime frasi, tanti pareri diversi, tanti punti di vista discordanti.
Forse uno scrittore veramente bravo deve fare questo, mettere sulla carta certe idee lasciando al lettore il compito difficile di capirci qualcosa, interpretando quello che c'è da capire. Forse. Oppure lo scrittore scrive per se.
Comunque sia, QUESTO scrittore ha messo tutto quello che c'era da metterci nel libro.
Troppo
Il mio voto: INQUIETUDINE.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Maria Laura (18-04-2005) Un libro avvincente, da leggere a piccole dosi...
Marai con il suo stile guida il lettore alla scoperta dell'"io" dell'uomo, incentrandosi su due aspetti importanti della vita: la donna giusta/l'uomo giusto e la storia, con le sue componenti culturali e sociali...colti sotto diverse sfaccettature...
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sara (15-04-2005) Deliziata da "Le braci" e incuriosita dal meccanismo che lega i racconti del libro, l'ho iniziato piena di entusiasmo. Bè, è finito abbastanza presto, diciamo che al termine della prima parte non ce n'era già quasi più...
Un libro che non vale decisamente la pena di leggere, nè di comprare: ci sono modi migliori di investire ore di tempo e soldi! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
ulisse franando .it (02-04-2005) Lo sto leggendo e soffro già al pensiero che presto leggerò l'ultima pagina. Marai non delude mai. Quello che più desta la mia ammirazione è l'abilità con cui esprime la psicologia femminile, addirittura in prima persona. Sono i suoi personaggi indimenticabili, fuori del tempo e dello spazio, universali. Descrive un altro mondo, lontano dalla nostra sensibilità ed esperienza, parla di un tempo ormai lontano eppure... L'arte è universale Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40
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