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Walser Robert - Ritratti di scrittori | Composti tra il 1902 e il 1936, questi ritratti raccontano di Goethe, Schiller e Hölderlin, di Kleist, Dickens e Dostoevskij, ma al tempo stesso dicono molto anche di Walser, delle sue inclinazioni, idiosincrasie e gusti. Scelti per empatia o contrasto, per intima risonanza o alterità inconciliabile, gli scrittori su cui si sofferma sono protagonisti di piccole gemme o figure di quel teatro da cui lo scrittore fu sempre attratto. "Scrivere significa accalorarsi in silenzio": coerente con tale assunto, Walser è ora regista, ora attore che recita a braccio, ora sommo trasformista. Biografie immaginarie, monologhi ossessivi e commedie, questi ritratti sono approssimazioni all'immagine segreta che certi scrittori avrebbero potuto avere di se stessi.
| La recensione de L'Indice |

"Chi può pretendere di scrivere la vera storia di un poeta?". Così chiede Robert Walser nel primo dei testi qui raccolti, e la domanda già contiene una dimessa dichiarazione di poetica cui ricondurre queste brevi prose. Sono trentadue miniature, composte lungo tutto l'arco della sua produzione letteraria, dall'inizio del Novecento fino agli anni trenta. Vi si parla dell'esperienza della lettura, di alcuni personaggi letterari, soprattutto di alcuni scrittori. Salvo qualche eccezione (Dickens, Sue, Blei), sono i protagonisti della stagione letteraria classico-romantica a ricorrere qui con più frequenza. Tra questi, Walser mostra una predilezione per coloro che furono votati più al martirio che alla rappresentanza: Kleist, Brentano e altri, cui capitò di essere spesso fraintesi dai contemporanei (e d'altra parte, osserva Walser, non vi è nulla di "tanto salutare come una robusta dose di misconoscimento"). Che poi verso di loro, nel corso dell'Ottocento, il pubblico fosse passato dall'incomprensione a un culto che si alimentava di dettagli caratteriali e biografici, di "caratteristiche" e aneddoti, è un fatto decisivo per la nascita di queste prose. Ma i "ritratti" di Walser si distaccano da questo tipo di produzione: descrizioni ed episodi dalle vite dei poeti sono occasioni per l'esercizio, lieve e meraviglioso, della fantasia poetica dell'autore. Così, figure ormai cristallizzate nel canone letterario riacquistano vita, poste al centro di fiabesche fantasie (Brentano) o di brevi, laconiche scene drammatiche (Lenz). Il tutto, certo, a scapito del valore documentaristico, ma, come si è detto, nessuno può pretendere di scrivere la vera storia di un poeta. Forse proprio perché così consapevole di questo, Walser riuscì in questi testi a fare qualcosa di più e di meglio. Marco Rispoli |
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