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Hillman James - Un terribile amore per la guerra |
La guerra, sostiene Hillman in questo libro, è una pulsione primaria e ambivalente della nostra specie. Una pulsione dotata di una carica libidica non inferiore a quella di altre pulsioni che la contrastano e insieme la rafforzano, quali l'amore e la solidarietà. Il presupposto è che, se di quella pulsione non si avrà una visione lucida, ogni opposizione alla guerra sarà vana.
Media Voto: 4.5 / 5gianluca guidomei sidner@libero.it (13-07-2009) Un viaggio attraverso la storia del fenomeno guerra. Hillman ci spiega in maniera molto efficace i motivi per i quali fanno e faranno sempre la guerra, che è sempre deprecabile , ma che è giusto studiare e capire.
Mi ha colpito l' idea dell' autore di mettere ai posti di comando delle nazioni i militari, quelli che hanno partecipato ad una guerra, perchè hanno visto il male assoluto e probabilmente farebbero di tutto per rifuggirlo. Per sé e per gli altri.
Sono d' accordo. Voto: 4 / 5 |
Fabiano Avancini (18-11-2005) Credo questo libro di J. Hillman possa essere definito:-"epocale".
E' un saggio difficile da digerire perché è una lucida analisi del sistema occidentale “guerra”; fatta da uno psicologo tra i più affermati a livello mondiale.
Parte dai Greci e da prima delle religioni per arrivare a quello che è considerato fondante nella cultura "immaginale" occidentale. Passando da Micea, Cartesio, Custer, Kant, Sontag e altri.
Cosa centrano con la guerra? Sorge spontaneo chiederselo; lui trova il modo di spiegarlo e ci permette di collegare tutti i punti: da 1 a 52.
Si chiede diverse cose tra cui il perché nel nostro mondo tutto sia basato sul combattere "per"; combattere "con"; sul combattere "contro". Sempre di combattere si tratta: perché?
Perché con la-guerra-allo-sporco, la-guerra-al-cancro, la-guerra-alla-droga, la-guerra-alla-povertà...Nobilitiamo, essendo esse guerre giuste contro un nemico comune, di tutti, la parola “guerra” e, in un lavaggio del cervello collettivo, la sdoganiamo come concetto necessario, percorribile, risolutorio.
La soluzione: guerra. Dimenticandone l'enormità e la sproporzione rispetto la vita. A questo aggiunge la “fascinazione per la guerra”, che trova conferma anche nelle parole di E.Hemingway e che credo qualcuno possa anche confermare:-“...Ma è mia persuasione ponderata che le guerre sono combattute dalla più bella gente che c'è, o diciamo soltanto dalla gente, per quanto, quanto più ci si avvicina a dove si combatte e tanto più bella è la gente che si incontra; ma sono fatte, provocate e iniziate da precise rivalità economiche e da maiali che sorgono a profittarne”.
Il problema è l'ingordigia bulimica dei maiali. Nel secolo in cui la guerra è spersonalizzata è introduce il concetto industriale di “lavoro ben fatto”.
La "bella gente" cui fa riferimento Hemingway forse non esiste più e le regole d'ingaggio del suo tempo non prevedevano ancora l'uso di sostanze chimiche.
Buona lettura. Voto: 5 / 5 |
Giampaolo Rossi (23-05-2005) Fuori da ogni suggestione ideologica, Hillman ci riporta all'essenza del problema dell'uomo e della sua possibilità di dominare gli "elementari".
La guerra, come l'eros, è una delle forze primordiali che condizionano la natura dell'uomo ed il suo comportamento.
In questo, il più grande psicanalista junghiano si lega a studiosi come Konrad Lorenz che, con i suoi studi sull'aggressività, aveva contribuito ad abbattere le impalcature ideologiche che avevano condizionato il pensiero occidentale nell'ultimo secolo.
Hillman smaschera l'ipocrisia del pacifismo e la convinzione assolutamente fallace che aggressività, violenza e guerra siano solo sovrastrutture di un mondo fondamentalmente pacifico e buono..... se non ci fossero ovviamente i guerrafondai.
La guerra e la sua drammaticità, vengono riportate dentro l'uomo e non fuori (nella società, nella divisione per classi, nella competizione tra Stati, come vorrebbe una superata sociologia marxista).
Un grande libro suggestivo e fondamentale per chi vuole cercare di capire oltre le banalità arcobaleno.
Voto: 5 / 5 |
Di Filippo Tiberio tiberiodifilippo@aliceposta.it (19-03-2005) Le idee di Hilmann sulla guerra mi sembrano in gran parte accettabili. Egli però è forse troppo rigido nel sostenere queste idee, che in parte sono troppo esclusive. La guerra è senz'altro una predisposizione naturale dell'uomo, ma non si può sostenere che non ci siano eccezioni a tal riguardo. Forse una minoranza di persone è effettivamente contro ogni tipo di guerra. Voto: 4 / 5 |
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