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Manguel Alberto - Con Borges | Nel 1964 Alberto Manguel, all'epoca sedicenne, lavorara in una celebre libreria anglotedesca di Buenos Aires, dove ogni pomeriggio passava Jorge Luis Borges, di ritorno dalla Biblioteca Nazionale. Un giorno lo scrittore, ormai cieco, chiese al giovane se fosse disposto a leggere per lui la sera. Manguel accettò e in questo libro racconta, con una passione tenuta a freno da un'affabile discrezione, l'ammaliante ironia di Borges, la sua passione per le epopee, per le saghe anglosassoni, Omero, i film gangster, i western, i romanzi polizieschi, la lingua tedesca e la mitologia dei bassifondi di Buenos Aires, le enciclopedie, le tigri e West Side Story, la repulsione per Proust, Mann, Tolstoj e Pirandello.
Massimo Gatta massimo.gatta2@tin.it (23-05-2005) Un libro dedicato a Borges, ogni nuovo libro, è uno sguardo sulla Letteratura, non su un singolo letterato. Questo opuscolo di Manguel, di cui non possiamo non ricordare il magico Una storia della lettura, è come un sogno: troppo breve, forse futile, ma impagabile perchè di Borges vorremmo sapere sempre di più. E' un testo che, paradossalmente, non può passare attraverso la griglia della critica letteraria perchè è un dono, dell'autore a se stesso e da lui a noi, e i doni non si criticano, si accettano. Manguel ci parla solo dell'uomo, non della Letteratura di quest'uomo, e parlando dell'uomo parla solo di Letteratura, per il motivo di cui dicevo all'inizio. E' poco più di un opuscolo, ma prezioso lo riporremo accanto ai tanti volumi del Borges che ognuno di noi ha letto a suo modo, seguendo il proprio ritmo interno, ci servirà da viatico in quella Letteratura che aveva un nome e un cognome che forse, nel labirinto borgesiano, non esistevano ed erano la memoria di qualcun'altro. Borges, del resto, negli utlimi anni scrisse proprio un racconto dal titolo La memoria di Shakespeare, su un uomo che eredita la memoria del Bardo; e la prodigiosa memoria dell'argentino si è diluita in ognuno dei suoi innumerevoli lettori. Peccato solo che Adelphi (e ci chiediamo il perchè) non abbia ristampato anche le fotografie che integravano l'edizione originale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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