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Richler Mordecai - La versione di Barney |
Approdato a una tarda, linguacciuta, rissosa età, Barney Panofsky impugna la penna per difendersi dall'accusa di omicidio, e da altre calunnie non meno incresciose, diffuse dal suo arcinemico Terry McIver. Così, fra quattro dita di whisky e una boccata di Montecristo, Barney ripercorre la vita allegramente dissipata e profondamente scorretta che dal quartiere ebraico di Montreal lo ha portato nella Parigi dei primi anni Cinquanta e poi di nuovo in Canada, a trasformare le idee rastrellate nella giovinezza in "sitcom" decisamente popolari e altrettanto redditizie. Recensioni 1 - 20 di 105 recensioni presenti. Media Voto: 4.38 / 5Lara (12-11-2009) Un capolavoro letterario. Barney è paradossalmente l'uomo che ogni donna vorrebbe avere al suo fianco. Quando ormai sei rassegnata ad accettare ciò che non credi sia possibile, ecco che arriva un finale da brivido. Attendo con trepidazione il film che hanno iniziato a registrare ad agosto. L'idea di una trasposizione cinematografica mi diverte molto, speriamo che sia all'altezza. Voto: 5 / 5 |
antonella (07-11-2009) Sì è proprio così, non c'è più niente da scrivere. Voto: 5 / 5 |
vieni_127 (05-11-2009) Mi ha cambiato la vita: da quel maledetto/benedetto giorno che lo vidi, solitario, sul freezer di casa mia e iniziai a leggerlo nulla è stato più lo stesso. Barney è l'amico che mi ci voleva, mi ha stravolto facendomi amare la vita all'inverosimile. Sono passati quasi due anni e tre riletture, sono ancora perdutamente innamorato di Miriam Greenberg. La cerco, non la trovo, la ripesco tra le pagine della Versione. Un capolavoro che annienta le velleità degli aspiranti scrittori: non c'è più niente da scrivere... Voto: 5 / 5 |
Luca (02-11-2009) Un crimine letterario non leggerlo per chi è appassionato dalla lettura. Un crimine ancor più grande leggerlo e non amarlo. Di certo tra i migliori 5 libri che abbia mai letto, indiscutibilmente un capolavoro. Il meglio dello stile e dell'ironia di Richler che fa da condimento ad una storia semplicemente irresistibile. Ci si innamora di Barney Panovsky e delle sue avventure. Grazie Richler di questa gemma. Voto: 5 / 5 |
Yepes (23-10-2009) Uno dei libri più belli degli ultimi anni. Le riflessioni sul tema della memoria senile, inficiate dalla fallacia della memoria stessa, assumono la forma di un gioco a nascondino con la propria vita e la propria persona(lità). Siamo la somma delle nostre esperienze su una base innata, ma se le prime si frammentano e diventano un mosaico con troppe tessere nere, verso cosa scivoliamo noi stessi? Voto: 5 / 5 |
Ant.74 (28-09-2009) Ho comprato il romanzo per via delle recensioni positive di chi scrive sul sito, ma non vi nascondo di aver avuto la voglia di mollare dopo l'impatto iniziale, confusionario e zeppo di flashback e ricordi. Tuttavia ho desistito dall'intento e il romanzo ha ripagato quasi a pieno la mia fatica di lettore, sempre piacevole, ovviamente. Per chi lo legge, vi consiglio di non lasciarsi scoraggiare dalla confusione iniziale! Voto: 4 / 5 |
hot buttered soul (24-09-2009) libro irresistibile, esilarante, divertentissimo e con un finale inaspettato...le prime 100 pagine poi sono uno spettacolo...da leggere assolutamente! Voto: 5 / 5 |
giorgio g (09-09-2009) Lo confesso: non ho capito niente di questo libro, ma proprio niente. Vuole essere un esempio di umorismo Yiddish? (ma Woody Allen è un’altra cosa). Si propone come una raccolta di paradossi tenuta assieme da una trama singhiozzante? Oppure una sequela di bevute e ubriacature nei bistrot di Parigi e nei bar di Montreal del protagonista alle prese con le sue tre mogli, gli scombiccherati figlioli e le innumerevoli figurine di contorno. Un assoluto pasticcio che non mi spiega il successo del libro se non - forse - come lettura sotto l’ombrellone. Si termina di leggerlo senza rimpianto, ma esclamando le stesse parole che lo concludono e che, per pudore e per non guastare la sorpresa al lettore che avrà la costanza di arrivare alla fine, non starò qui a citare. Voto: 1 / 5 |
blockbau (07-09-2009) Un capolavoro fulminante, perfetto come una tela di Pollock. Mi sono venuti in mente Dovlatov (La valigia) e l'inevitabile riferimento al mitico giovane Holden di Salinger (che cita nel libro)che tanto deve aver influito su Richler. Voto: 5 / 5 |
federica (02-09-2009) Superata la parte iniziale, che è un pò faticosa, non lo si può abbandonare più. Voto: 5 / 5 |
claudio (20-07-2009) ..é il libro delle emozioni prime e per questo uniche..é´il libro che non avremmo mai voluto finire.. Voto: 5 / 5 |
gianni (22-06-2009) Sono arrivato a questo libro per caso, leggendo i consigli e le recensioni sul sito IBS. Devo dire che non sono rimasto deluso. Il libro parte in maniera un po’ confusionaria e francamente non esageratamente scorrevole; tutti quei flashback provocano (almeno a me l’hanno provocato) un certo disorientamento nel lettore. Man mano invece che la lettura procede il libro acquista spessore, leggibilità fino ad arrivare alla bellissima conclusione, di un lirismo che raramente si incontra nei libri contemporanei. Devo dire che dopo aver finito il libro ho rivalutato anche molte delle parti che ad una prima lettura non ero riuscito ad apprezzare a pieno, ma che viste nella prospettiva globale del libro acquistano senso e significato. Il personaggio del protagonista, Barney Panofsky, è una figura di cui non ci si può innamorare; sicuramente politicamente molto scorretto, pieno di difetti, soprattutto visto da un’ottica femminile, ma sicuramente molto umano. Struggente la confessione/dimostrazione di amore per la sua terza ed ultima moglie, che però lo ha lasciato. Barney ripercorre la sua vita, piena di errori, ma sempre vissuta al massimo. Del suo lavoro, da uomo di successo, ai suoi “amori” ai suoi figli. Il ritratto che ne emerge non indulge in pietismo od in una ricerca disperata di scusanti od attenuanti per il suo comportamento, ma anzi sembra quasi voler dire: io sono, e sono stato, così, prendere o lasciare. Ma la vita va avanti, si cresce e poi si invecchia, e purtroppo questo è quello che succede anche a Barney.
Sono lietissimo di aver letto questo libro veramente bello, lieto anche di averlo conosciuto per poterlo regalare ad amici e parenti.
Voto: 5 / 5 |
francesca (18-06-2009) IL LIBRO.
Lo sto regalando a tutti i miei amici e lo sto ricercando in altri libri, ma non trovo, non trovo...
Vi prego, consigliatemi un libro alla stessa altezza! Voto: 5 / 5 |
rain (16-06-2009) Libro strano, forse, all'inizio, ma via via chele pagine scorrono...ti coinvolge sempre di più. Barney è, come hanno detto altri, l'essenza dell'essere umano, ha in sè pregi e difetti umani e normali...più l'ironia!
Non 5/5 perchè a volte è unpò frammentario, ma assolutamente consigliatissimo! Voto: 4 / 5 |
Nico (13-05-2009) Il miglior romanzo che io abbia mai letto. Ironico, pungente, dolce a amaro come la vita..
E come se non bastasse un finale assolutamente inaspettato da far rabbrividire..
GENIALE!!! Voto: 5 / 5 |
umberto73 umbertoparri@yahoo.it (07-05-2009) L'inizio è frammentario e difficile da seguire,però poi è bellissimo! Una vita vissuta come un folle,Barney Panofsky indimenticabile,un personaggio che non uscirà piu dalla mia vita!! Voto: 5 / 5 |
manvela (05-05-2009) Condivido a pieno il commento di Alberto V. del gennaio 2009!!!! Lo sottoscrivo al 100%. Mi permetto di aggiungere, in qualità di donna, che io un Barney così lo sposerei su due piedi! E infine... complinenti entusiastici al compianto Mordecai Richler che ha saputo creare un personaggio tanto complesso quanto irresistibile. Geniale secondo me la decisione di consegnare l'uomo che tenta di rimettere ordine nella sua vita scrivendo le sue memorie ad una malattia terribile che la memoria se la porta via! Davvero grazie Mordecai per averci regalato Barney!!! Voto: 5 / 5 |
{bordeaux} (05-05-2009) Barney Panofsky è un dio.
Questo romanzo è la migliore epifania letteraria degli ultimi tempi. L'ironia è sontuosa, l'arguzia è monumentale.
Imparare a leggere prima di avvicinarsi a Barney è condicio sine qua non, si vous plez. Voto: 5 / 5 |
GB gprbzz@alice.it (26-03-2009) E’ un romanzo slegato, scoordinato, incomprensibile, con i dialoghi che non è mai facile capire da chi partano e a chi arrivino. La narrazione si disperde in cento situazioni e almeno diversi altrettanti personaggi. Molto sinteticamente può dirsi che si tratta di una sorta di memoria difensiva che Barney Panofsky, un ebreo canadese, cinematografaro di successo pur se con dei filmati spazzatura (e a causa di ciò pieno di intellettualistici sensi di colpa) stende per difendersi da una accusa di omicidio e, mentre che c’è, ci narra della sua vita e delle vicende dei suoi tre matrimoni. Ebreo molto sui generis, sorta di pellegrino solitario nella giungla della vita, lingua tagliente, carattere corrosivo, humor irresistibile, donnaiolo impenitente, irrecuperabile casinista e bugiardo matricolato, tutto wiskey, sigari e hockey sul ghiaccio; padre impaziente, critico e punitivo, amante tenero e capriccioso e marito diffidente e sospettosissimo. E infine forse anche assassino. Comunque un personaggio indimenticabile, pieno di tutti i peggiori difetti ma, vivaddio, ricco anche del coraggio di esibirli con sfrontatezza. Il libro è un autentico capolavoro, corrosivo in tutte le sue quasi cinquecento pagine, con un finale che è coerente con l’essenza del personaggio e con tutto il resto. Il modo di scrivere di Richler è assolutamente inusuale, innovativo, sublime; una prosa della quale qualunque lettore che non sia mentalmente sordo potrà godere anche soltanto “sentendosela arrivare dentro”, come è capitato a me. Voto: 5 / 5 |
Vincenzo vinceguari@libero.it (20-03-2009) Un libro che mi ha davvero emozionato. All'inizio sembra inseguire e confrontarsi con Kerouac o anche Celine (pur criticato). Poi diventa un libro godibilissimo. La storia di Barney lungo tutto il XX secolo, è esilarante: Leggendo immaginavo Barney con la faccia di Walter Mattheau ne "La strana coppia". Geniale e leggendario cialtrone. Poi poco alla volta che gli anni passano, la storia diventa toccante e non si puà che guardare commossi agli errori e al declino finale di Barney. Straordinaria Miriam, ne sono innamorato anch'io. Sarebbe stato bello sentire pure la sua versione... Libro che consiglio in maniera entusiasta. Voto: 5 / 5 |
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