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Meyrink Gustav - L' angelo della finestra d'Occidente |
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Titolo | L' angelo della finestra d'Occidente |
| Autore | Meyrink Gustav | Prezzo Sconto 15%
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€ 13,60
(Prezzo di copertina € 16,00 Risparmio € 2,40)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2005, 458 p., brossura | | Traduttore | Sassi D.; Drago G. |
| Editore | Adelphi
(collana Gli Adelphi) |
 Consegna espresso in Italia in 1-2 giorni | | 
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| Nell'"Angelo della finestra d'Occidente" Meyrink inscena la biografia di un alchimista realmente vissuto - quel John Dee che fu matematico e cultore di discipline ermetiche, magiche e astrologiche sotto il segno di Elisabetta I d'Inghilterra -, ma in modo da evocare gli stadi di un vero e proprio processo alchemico in cui morte e rinascita sono momenti progressivi per accedere all'autentica conoscenza. Il romanzo è apparso per la prima volta nel 1927.
Media Voto: 3 / 5Edoardo Olivari (03-08-2009) Sarebbe bene ricordare a chi considera Meyrink un autore di secondo piano che il suo fascino, quello del 'Golem' soprattutto, colpirono un certo Jorge Louis Borges, che non mancava certo di senso critico. Nella Praga di quegli anni il cosiddetto 'circolo' consisteva di quasi 50 scrittori, molti dei quali veramente di poco valore. Condivido la necessita di ripubblicare scrittori del valore di Leo Perutz (peraltro pubblicato da Adelphi abbastanza recentemente) mentre considero Meyrink un autore molto sottovalutato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
GB (18-03-2009) C'è poco da dire: Meyrink faceva romanzi strutturati con un simbolismo esoterico. SOLO se si fa uno studio serio sui simboli alchemici , kabbalistici, ecc si capisce il punto di vista dell'autore e si valuta l'opera come deve essere valutata, altrimenti si procede per impressioni soggettive: allora i racconti possono piacere o non piacere ma di fatto restano libri chiusi, appunto "occulti". Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ezio albrile (29-08-2007) vorrei glossare quanto dice Fabio Ponzana riguardo all'opera di Meyrink. Condivido in parte le sue vedute, non la violenza con cui si scaglia contro l'autore. Il valore di Meyrink a parer mio non sta certo nell'intreccio, spesso banale e avventizio, ma nel fatto che egli trascrive una memoria dell'antico. I suoi romanzi e racconti sono spesso trascrizioni, a volte pedisseque, di materiali sapienziali arcaici. Meyrink attinge alla mitologia e alle pratiche rituali delle cerchie gnostice ed ermetiche; possiede conoscenza diretta della pratica e della dottrina, peccato non riesca a contestualizzare il tutto in un insieme narrativo coerente.
Ezio Albrile Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Fabio Ponzana (06-01-2006) Dopo la riedizione di questo libro completamente inutile vien da chiedersi,realmente,per quale motivo non vengano ristampati da anni testi di qualità effettiva.Autori come Perutz,Brod,Katzetnik 135633 richiedono un posto di primo piano nell'editoria attuale,una presenza che necessita soprattutto alla luce del fatto che gli autori succitati sono pubblicati,in toto,in paesi come la Francia e la Spagna.La banalità di Meyrink rasenta ,in questa trama del tutto disordinata,il fango dell'assurdo.Come nel "Volto verde", ci si chiede perché una casa seria e gloriosa come Adelphi debba insistere nel proporre uno scrittore di secondo piano,un autore che aveva cercato di entrare nel mitico "Circolo di Praga"senza,ovviamente,ottenere udienza. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
vincent (17-11-2005) Gustav Meyrink è noto al pubblico soprattutto per “Il Golem” (1915), romanzo ispirato alla leggenda ebraica sul mito dell'uomo artificiale creato dal rabbino Loew. "L’Angelo della finestra d'Occidente" (1927) narra le vicende avventurose del matematico, astrologo e alchimista John Dee, realmente vissuto nell’epoca di Elisabetta I d'Inghilterra. La biografia di questo personaggio storico – che affascinò la Regina Vergine, che visse da protagonista gli scontri tra papisti e protestanti e che fu tra i grandi maestri alla corte dell’imperatore Rodolfo – si materializza, prima, attraverso la lettura di un enigmatico lascito testamentario da parte del barone Müller, suo discendente; poi, grazie alle visioni dello stesso barone, indotte da procedimenti magico alchemici. La ricerca di John Dee della vera conoscenza, la Pietra Filosofale, passa attraverso l’evocazione del mendace Angelo della finestra d'Occidente. In questo gioco di specchi tra passato e presente, la vita del barone Müller rimanda in tutto a quella del suo antenato e, in particolare, alla ricerca della “donna occulta” con le conseguenti e fatali schermaglie con il principio femminile. Le parti migliori del romanzo sono quelle che rievocano gli episodi storici, soprattutto la prigionia nella torre di Londra di John Dee e il suo soggiorno nella Praga magica dell’imperatore Rodolfo. Ma nel gioco di sdoppiamenti Meyrink, campione di sincretismo nelle opere come nella vita, naufraga in un mare nero di melassa. Difficile rintracciare tracce di ironia nelle lunghe tirate impregnate di “dottrina segreta” che accompagnano le innumerevoli apparizioni delle entità dell’Altra parte. Nella narrazione delle vicende del barone Müller molte scene sono stucchevoli e paiono scritte un secolo prima; inoltre, 450 pagine sono decisamente troppe per non far sorgere potente la noia, senza contare che alcune di queste sono davvero grottesche in modo involontario. Per stavolta la separazione del sottile è incompiuta, e l’Opera non convince. For fans only. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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