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Narrativa straniera  Classica (prima del 1945) 

Némirovsky Irène - Suite francese

Suite francese TitoloSuite francese
AutoreNémirovsky Irène
Prezzo
Sconto 15%
€ 17,00
(Prezzo di copertina € 20,00 Risparmio € 3,00)
Prezzi in altre valute
Dati2005, 415 p., brossura, 9 ed.
CuratoreEpstein D.; Rubinstein O.
TraduttoreFrausin Guarino L.
EditoreAdelphi  (collana Biblioteca Adelphi)

Disponibilita immediata
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56 recensioni|Invia recensione|
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Descrizione
Nei mesi che precedettero il suo arresto e la deportazione ad Auschwitz, Irène Némirovsky compose febbrilmente i primi due romanzi di una grande "sinfonia in cinque movimenti" che doveva narrare, quasi in presa diretta, il destino di una nazione, la Francia, sotto l'occupazione nazista: Tempesta in giugno (che racconta la fuga in massa dei parigini alla vigilia dell'arrivo dei tedeschi) e Dolce (il cui nucleo centrale è la passione, tanto più bruciante quanto più soffocata, che lega una "sposa di guerra" a un ufficiale tedesco). Pubblicato a sessant'anni di distanza, Suite francese è il volume che li riunisce.

I vostri commenti
Recensioni 1 - 20 di 56 recensioni presenti.  Media Voto: 4.51 / 5

Cristina (05-05-2012)
Per me il libro e' bellissimo anche se devo ammetterlo: all'inizio ho fatto fatica a leggere la prima parte. Ci sono tantissimi personaggi, tantissimi particolari e la trama complessiva non riuscivo a coglierla. Ma forte delle buonissime recensioni che avevo letto ho perseverato e alla fine sono stata premiata. Specie la seconda parte del libro intitolata " Dolce" e' bellissima e da un senso anche alla prima, intitolata "Temporale di giugno". Alcuni personaggi del primo libro compaiono poi anche nel secondo formando un tutt'uno che al primo acchito sfugge. Ho una unica perplessità: nel libro i tedeschi sembrano buonissimi, educati, amanti degli animali, rispettosi delle donne e dei bambini, belli, preoccupati di non fare sentire ai francesi occupati il peso della loro occupazione. Non vi e' un tedesco cattivo nel libro, anzi. La scrittrice sembra voglia spingere il lettore a provare pena per quell'esercito occupante che, a detta di quello che abbiamo letto e studiato, non era poi cosi' tanto tollerante e gentile di modi. Non riesco a capire come la scrittrice possa provare un sentimento cosi' benevolo nei confronti di chi poi l'ha rinchiusa in un campo di concentramento dove alla fine ha anche trovato la morte. Mah. In compenso Irène non doveva sopportare molto i francesi a mio parere. Moltissimi personaggi francesi sono decritti mettendo in luce la parte peggiore che in ogni uomo risiede: la viltà, la bassezza d'animo, la piccineria e via dicendo. Comunque, per me, e' davvero un bel romanzo ed e' un peccato che sia rimasto incompiuto. Avrei voluto davvero sapere se alla fine vi era almeno qualche possibilita' di futuro per la coppia protagonista di "Dolce". Non lo sapro' mai purtroppo.
Voto: 5 / 5
Luigi (16-04-2012)
Questo e'il primo libro di Irene Nemirosky che ho letto,incuriosito da tante recensioni entusiastiche che condivido pienamente.Da un punto di vista stilistico la prosa e'fluente e la lettura e' un vero piacere che non annoia mai e cattura l'attenzione fino all'ultima parola.L'affresco corale di un popolo (parigino)in fuga incalzato dall'invasione del nemico tedesco assume carattere epico,ma nel contempo ogni personaggio abbozzato talora in poche frasi assume la plasticita' a tutto tondo con un compiuto aspetto fisico e psicologico di un protagonista; su tutta questa umanita' dolente,angosciata,sofferente,malvagia,ipocrita,generosa,si stende lo sguardo dell'autrice che sembra non giudicare ma solo raccoglierne i destini.Opera annoverabile tra i classici della Letteratura di tutti i tempi.
Voto: 5 / 5
ladybrett (03-10-2011)
capolavoro. da infilare subito nello scaffale dei classici, perchè ha in se l'immortalità di quei prodotti letterari che potranno essere letti in eterno senza scadere. della nemirowski si ritrovano le caratteristiche salienti, una delle quali è la sua incredibile capacità di accostare una pura poesia dell'animo e dei sensi ad istanti che brillano di cruenta cattiveria: insomma maestra nello svelare la nostra duplice profonda anima.
Voto: 5 / 5
Cristina'77 (15-09-2011)
CAPOLAVORO!!E'il primo libro che ho letto della N.(non sapendo fosse l'ultimo)ed è quello che mi ha spinto a leggere con bramosia tutti gli altri suoi romanzi e racconti, anche quelli più brevi ma sempre molto intensi e la sua biografia.Spero che Adelphi completi presto la pubblicazione in italiano di tutti i suoi scritti. Irène ti entra nell'animo e nel cuore come un uragano, non si può non amarla. Credo che Adelphi si sia avvalsa di traduttori molto competenti, per esprimere con chiarezza e sensibilità quello che l'autrice voleva comunicare. Nella nostra società attuale dove spesso la volgarità e la superficialità sono all'ordine del giorno,credo che leggere qualcosa di raffinato e ben scritto ne valga assolutamente la pena! DA LEGGERE !!!
Voto: 5 / 5
Paola (26-08-2011)
Leggendo tutte queste recensioni che lo esaltano come un capolavoro, mi domando come mai io non riesco a trovarlo nemmeno bello. Con molta fatica ho letto la prima parte che ho trovato noiosa, è come se il libro non decollasse mai, come se il tutto fosse visto attraverso un velo che rende i caratteri e le situazioni opache, poco delineate, non si viene mai in contatto con la realtà che la scrittrice descrive. Inevitabile per me il confronto con "La storia" della Morante, analogo in parte, per situazioni e tema della guerra: altri colori, sensazioni, emozioni. Ora sto leggendo la seconda parte ma mi sembra che il tono non cambi. Peccato. Mi spiace non coglierne il senso che moltissimi vi hanno trovato.
Voto: 3 / 5
alex (04-07-2011)
Semplicemente noioso! Nel corso della lettura non si ha nessun interesse nel voler proseguire; non che mi aspettassi una spy story, però così è troppo! Arrivata al fondo (a fatica!) non ho avuto più nessuna voglia di leggere anche tutte le appendici documentali.
Voto: 2 / 5
Geffina gemondi@libero.it (02-02-2011)
Quando si ha tra le mani un libro di Irène Némirovsky il piacere è assicurato; questo al di là di ogni dubbio. Con Suite francese abbiamo ereditato un classico di grande rispetto, un capolavoro di immane importanza, e questo grazie alle due figlie della scrittrice, che, con grande acume, ne hanno conservato il manoscritto, per darlo alle stampe quarant'anni dopo. L'autrice avrebbe voluto suddividere il libro in cinque momenti. Ma, a soli 39 anni fu deportata e uccisa a Aushwitz e del suo grande progetto restano solo le prime due parti. Nel suo manoscritto la Nèmirovsky utilizzava la pagina di sinistra per gli appunti, mentre la pagina di destra era riservata alla stesura del romanzo. Una storia, quindi, in presa diretta, un quadro storico contemporaneo al romanzo i cui temi principali sono l'invasione dei tedeschi in Francia e la successiva occupazione. La prima parte del libro è dedicata all'esodo delle famiglie da Parigi, pronte ad affrontare le tragedie della seconda guerra mondiale. Un caleidoscopio di situazioni, una molteplicità di persone costrette a lasciare le proprie abitazioni, i propri beni, i progetti per il futuro, ognuno con il loro stile di vita e le proprie caratteristiche comportamentali, con il loro bagaglio di emozioni, sentimenti, paure, incertezze di un futuro sicuramente tragico. La seconda parte del libro è dedicata alla "convivenza" dei francesi coi i tedeschi, giovani soldati colpevoli di tante morti e tanto dolore, ma vittime anche loro della drammaticità della guerra. Ammirevole la capacità della scrittrice di rappresentare dettagliatamente i tratti psicologici dei personaggi, il loro modo di confrontarsi, amici o nemici e la necessità di sopravvivere al di là degli orrori della guerra. Un'opera eccelsa, quindi, un talento di grande levatura, una scrittura perfetta. Un plauso va anche alla traduttrice L.Frausin Guarino che con abilità,è riuscita a fare una traduzione fedele all'originale.
Voto: 5 / 5
liberam3nte (28-11-2010)
Questo libro dovrebbe essere dichiarato patrimonio dell'umanitá, essere materiale di lettura nelle scuole superiori, e raccontato ai propri figli, é cibo per i pensieri piú profondi, per non dimenticare, e' la delicatezza e la profondita' che culla il lettore, pagina dopo pagina, la lucidita' e la delicatezza nel descrivere ogni cosa, ogni parola, ogni aggettivo, ogni verbo, non sono messi a caso, sono concatenati con precisione da miniaturista, in presa diretta, imprimono nella mente (e nell'anima) di chi legge dettagliate istantanee di una realtá crudele e contraddittoria, quale la bellezza della natura estiva e il caos causato dalla notizia dell'invasione tedesca. Immenso.
Voto: 5 / 5
Guia (13-06-2010)
E' bellissimo, mi ha riportato a quella dolcezza e quella realtà delle cose che fa un po' male e che, forse per questo, il mondo oggi ha dimenticato.
Voto: 5 / 5
nihil (01-03-2010)
Questo non è un romanzo, è IL romanzo. Irene aveva in mente un romanzo sulla guerra che la ritraesse come in Guerra e pace. Secondo me l'ha pure superato. In Guerra e pace i personaggi sono descritti in modo mirabile, però poi agiscono secondo un altro stile, ovvero non sono coerenti con la loro caratterizzazione. Cedono il passo allo scopo del romanzo. In Suite i protagonisti sono sviscerati in modo superbo, agiscono come ci si aspetta, non c'è un attore che non sia fedele a se stesso. Irene scrive questa storia quasi in diretta, mentre accadono gli eventi e mentre lei stessa li vive. Vi è molto equilibrio nella sua narrazione, anche i soldati tedeschi sono rappresentati come esseri umani, non vi è l'odio che sarebbe giustificato dai fatti. Irene esegue un specie di vivisezione dell'animo umano e delle sue reazioni di fronte ad una tragedia come la guerra. La cosa più sconvolgente è che lei aveva la certezza che questo libro sarebbe stato postumo, tra le righe vi è l'obbiettività di chi guarda già le cose "al passato". Consiglio di leggere la sua biografia, peraltro un poco pedante, ma necessaria per gustare maggiormente i suoi testi.
Voto: 5 / 5
M.T. (12-11-2009)
Un romanzo unico e prezioso con personaggi indimenticabili.
Voto: 5 / 5
maupes (09-10-2009)
Sarebbe troppo facile, leggendo soltanto la sua biografia, le vicende travagliate del recupero e quindi la pubblicazione postuma di ‘Suite francese’, le lunghe e dettagliate note finali sui momenti atroci passati dall’autrice e dalla sua famiglia, sino alla fine ad Auschwitz, dire che si tratta di un’opera che merita un plauso, a prescindere. Sarebbe troppo facile, ma non è necessario. I due racconti di questa suite incompiuta, ‘Tempesta in giugno’ e ‘Dolce’, sono una testimonianza, l’ennesima, di una grande scrittrice che oltretutto ha sempre espresso il suo pensiero, pur in forma romanzata, con grande equilibrio ed imparzialità. La misura con la quale rappresenta l’invasione dei tedeschi in Francia, l’occupazione ed i rapporti fra i soldati e la popolazione è in stridente contrasto con quello che le è accaduto, nonostante ciò, in seguito. Due racconti che rappresentano la disfatta francese attraverso le vicende di alcune famiglie fra loro legate per vicinanza o casualità. Nel primo una serie di storie parallele, durante la fuga da Parigi, mentre il secondo è più concentrato su una vicenda che riguarda un ufficiale tedesco ospite di una famiglia, suo malgrado. L’abilità della Némirovski è stata quella di far rivivere al lettore il dramma di quei momenti come se ne fosse lui medesimo protagonista. Gli stati d’animo, i piccoli e grandi drammi, la fatica e le sofferenze di chi è costretto ad abbandonare tutto, le contraddizioni evidenti nei rapporti fra vittime e carnefici, con ribaltamento delle parti in alcuni episodi, sono espressi con grande cura del particolare oltreché della sostanza, il che è sorprendente se si considera la brevità dei due racconti. Tutti i personaggi sono ottimamente descritti e nulla è lasciato al caso oppure in sospeso. Ne rimane il senso angoscioso dell’assurdità della guerra, del sacrificio inutile di tante vite, l’essere nemici per necessità più che per convinzione ed un grande vuoto che la perdita di questa grande autrice ha lasciato, innocente in un mondo impazzito.
Voto: 5 / 5
Atchoum (22-09-2009)
Un libro che è come una musica, nonostante il soggetto tragico. Di una dolcezza e pudore straordinari nel raccontare, praticamente in contemporanea con gli eventi storici, il lato umano e intimistico della guerra, con il suo immenso carico di paure, sofferenze e speranze. E' incredibile come questa donna sia riuscita, ed abbia voluto, scavare sotto l'uniforme del soldato tedesco fino a scorgerne il lato più umano, quando, poco tempo dopo, quegli stessi soldati la condurranno ad Auschwitz. Molto proustiano, poetico e incompiuto. Da leggere come complemento indispensabile alle "Benevole".
Voto: 5 / 5
Enzo (11-09-2009)
Una scrittura così sublime da non aver bisogno di un intreccio accattivante per calamitare il lettore alla pagina. Un classico!
Voto: 5 / 5
Stefano (06-09-2009)
Solitamente non riesco a leggere scrittori femminili perché non mi riescono a trasmettere i sentimenti e le emozioni che prova un uomo. Sicuramente ci sono, ma fino ad ora sono stato sfortunato. Questo libro lo sto trovato noioso,contorto, lento, descrittivo all'ennesima potenza. Di difficile lettura, i caratteri sono troppo piccoli. Sono arrivato a pagina 45 e ho smesso.
Voto: 3 / 5
Antonio (01-08-2009)
Ero un po' perplesso prima di iniziarlo ma ho deciso di fidarmi del marchio Adelphi e ho trovato bellissimo questo libro. Bellissime le storie dei vari personaggi, molto piacevole lo stile della scrittrice. Mi ha stupito il distacco, quasi l'ammirazione, con cui nel secondo libro, Dolce, parla dei soldati tedeschi. Anche le descrizioni dei paesaggi, dei cambiamenti atmosferici hanno una delicatezza e una grazia poco comuni al giorno d'oggi. Peccato che la scrittrice non abbia potuto regalarci anche gli altri tre pezzi della sua sinfonia, prevista in cinque movimenti. A questo proposito è interessantissima la parte successiva al libro, in cui lei ci rivela i suoi stati d'animo, i suoi progetti e le sue paure. Tutti gli scrittori dovrebbero fare per i propri libri un "backstage" così.
Voto: 5 / 5
Lavrentivs (25-04-2009)
Quando lo vidi per la prima volta in libreria fui attratto dalla copertina, è sicuramente uno dei libri migliori che abbia mai letto. Interessante sia dla punto di vista storico che psicologico un vero COLOSSAL nulla da invidiare a Guerra e Pace, peccato davvero che quetso capolavoro sia stato "tagliato" così...
Voto: 5 / 5
Alce67 (03-03-2009)
Ma che bello questo libro! bello il libro e incredibile la storia del suo "concepimento"; ha fatto bene Adelphi ad inserire una postfazione con la storia tragica della Nemirovski, della sua famiglia, corredata con relative lettere. Peccato che la Suite non sia completa; i due racconti che la compongono sembrano aver bisogno del respiro della grande opera che, purtroppo non si compie (causa morte della scrittrice). I due racconti sono strutturati con grande sagacia e capacità di rendere le miserie umane che emergono nella tragedia della fuga da Parigi a seguito dell'invazsione tedesca. La Nemirovski si concentra sulla classe che conosce meglio...la media e alta borghesia Parigina e ne fa un ritratto impietoso. Più bello il secondo racconto, un capolavoro nel rendere con estremo dettaglio i tratti psicologici e le spinte che muovono i vari personaggi.
Voto: 4 / 5
Alessandra O. (28-02-2009)
Questa mattina alle 07,30 ho terminato la lettura di questo grandissimo capolavoro. Appena chiuso il libro ho avuto la sensazione di aver letto qualcosa di veramente sublime, una vera opera letteraria che non può non essere letta. E' il secondo libro che leggo di Irene Nemirovsky e sono sempre più convinta di voler leggere sempre di più di lei! Suite Francese è veramente un libro da leggere!
Voto: 5 / 5
Maurizio (31-10-2008)
Lucidissimo, spietato, il romanzo postumo della Nemirowski (in realtà i primi due quinti del romanzo, nelle intenzioni della scrittrice assassinata dai nazisti) è un ritratto perfetto delle meschinità umane. E non ci si consoli pensando che i ritrattati sono i francesi: la cronaca non fa che confermare la storia, senza frontiere.
Voto: 5 / 5
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