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Croce Benedetto - Un paradiso abitato da diavoli | Come un Cicerone dalla sorprendente dottrina, affabile ma mai conciliante, Benedetto Croce fa scoprire al lettore il volto segreto della sua città: le vestigia della dominazione spagnola e le vite smodate dei soldati che vi furono di stanza; gli scomparsi "seggi" e l'epopea dei lazzari, fanaticamente devoti a san Gennaro e al re; il vocio assordante dei venditori; personaggi come il sacerdote archivista don Dima Ciappa, "religiosissimo uomo" che fece uccidere un giovane rivale in amore, e gemme come il palazzo Cellamare a Chiaia, dove si sedimentano secoli di storia, di vita artistica e letteraria. I saggi qui raccolti sono apparsi in origine tra la fine dell'Ottocento e gli anni Cinquanta.
| La recensione de L'Indice |
 L'orizzonte della riflessione crociana è molto esteso tendenzialmente universale: un sistema filosofico aperto pensato per spiegare il mondo nelle sue mutevoli articolazioni. Analogamente il raggio degli interessi di Croce è assai vasto e abbraccia diversi aspetti dello scibile umano: storia politica filosofia economia critica letteraria. Occorre non dimenticare però che l'opera crociana ha anche un definito baricentro affettivo costituito dalla città dove visse. Nato a Pescasseroli in Abruzzo per formazione esperienza di vita frequentazioni relazioni Croce fu in tutto e per tutto napoletano. Il radicato attaccamento alla sua patria ideale non gli impediva però una consapevole distanza critica dal cliché della Partenope "troppo indulgente e troppo rilassata". A ciò si aggiunga la necessità di rimarcarne i profili di impegno civico oltre che intellettuale anche al fine di giustificare la locuzione "Napoli nobilissima". Trascegliendo con grande finezza dalle molte raccolte storiche ed erudite Galasso ha messo insieme un'antologia dedicata appunto a Napoli. Per restringere un campo assai vasto non contenibile in un singolo volume il curatore ha fatto ricorso a un duplice criterio. Ha individuato un nucleo tematico più definito di quello genericamente locale partendo dallo stereotipo di Napoli come paradiso abitato da diavoli. In secondo luogo ha ristretto l'ambito cronologico non attingendo a sillogi come le Storie e leggende napoletane o La rivoluzione napoletana del 1799 ma privilegiando pagine scritte negli anni venti e trenta quando la riflessione crociana si faceva più inquieta e consapevole del mutamento epocale fissato dalla grande guerra. Ne è venuto fuori un volume dotato di una forte unità e che si legge come un'affascinante guida storica. In filigrana si presenta inoltre come un inconsueto breviario civile.Maurizio Griffo |
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