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Lernet Holenia Alexander - Un sogno in rosso | Tutto comincia con una terrifica profezia pronunciata in un salotto di Mosca alla vigilia della Grande Guerra da un certo Ananchin: ciascuno dei presenti avrebbe assistito alla propria rovina e a quella della Russia, ciascuno avrebbe trovato una morte atroce e uno di loro, la bella Wera, avrebbe messo al mondo un demonio. Vent'anni dopo il conte Chlodowski, che allora stava per sposare la donna, ha visto realizzarsi ogni cosa: il vecchio mondo è stato travolto, lui è ridotto in miseria e a nulla è valso che Wera rinunciasse alle nozze e si facesse suora: la guerra e la rivoluzione l'hanno strappata al convento e spinta nelle steppe dell'Asia dove, violata da un assassino, ha avuto quel figlio che Chlodowski cerca ora di tenere lontano da sé.
| La recensione de L'Indice |
 La storia diventa lo scenario dell'irruzione delle forze del male in lotta contro le energie della redenzione e della luce che si contendono sia il dominio del mondo sia quello dell'anima. E il romanzo Un sogno in rosso nella stupenda traduzione di Elisabetta Dell'Anna Ciancia ripropone interamente tutto l'inventario ideologico e narrativo dell'autore viennese. Le malefiche forze oscure sono simbolicamente collocate nella geopolitica sacra di Lernet-Holenia in un'Asia remota lontana e arcaica terra incognita di stregoneria e diavolerie inaudite unica causa della rivoluzione comunista e di tutte le sciagure della modernità oltre che della rovina del povero e simpatico protagonista del romanzo il conte Adam Chlodowski. Il fascino delle narrazioni di Lernet-Holenia che si avvera anche in questa sua prova del 1938 consiste nella rievocazione di quella Mitteleuropa postabsburgica in quelle lande degli ultimi nobili latifondisti alla vigilia della loro definitiva scomparsa provocata ovviamente dalle forze del male sempre in agguato con le loro tenebrose trame che s'intrecciano meravigliosamente con i destini degli umani. La scrittura sollevata dalla contemporaneità resta come per incanto sospesa fra intrattenimento di un aristocratico causeur e la filosofia di un autentico raffinatissimo ideologo della rivoluzione conservatrice degno discepolo di Hofmannsthal. Marino Freschi
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Media Voto: 4 / 5Adriano (04-01-2012) Intreccio che rapisce e si dipana coinvolgendo nella lettura, pagina dopo pagina. Onirico e fantastico accompagnano anche le descrizioni più realistiche, in più ci si accorge che il racconto di una divinazione passata(la Rivoluzione Russa) diventa divinazione dell'immediato futuro, ovvero dell'Anticristo hitleriano che avanza. Da un autore, conservatore e a tratti "reazionario" si sarebbe detto un tempo, ci giunge un lucido e chiaro monito, forse una sentenza, e una profezia che riesce ancora a colpire e nello stesso tempo a stupire. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lucia (13-06-2011) Breve romanzo veramente godibile. A parte la difficoltà dei nomi russi, cinesi, mongoli ecc., si legge che è un piacere. Il tema, che si basa sulla teoria della sincronicità, risulta affascinante. Si tratta di una predizione che inevitabilmente si avvera...perchè alle volte andiamo incontro al nostro destino proprio sulla strada intrapresa per evitarlo.
Da leggere. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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