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Niffoi Salvatore - La vedova scalza | L'autore di "La leggenda di Redenta Tiria" narra la storia di un amore che vive al di là della morte e di una feroce vendetta. Sin dalla prima pagina il lettore si trova immerso in un mondo arcaico e crudele, quello della Barbagia fra le due guerre. È qui che Mintonia e Micheddu si conoscono e si amano con la necessità prepotente ed esclusiva che è propria degli amori infantili. E continueranno ad amarsi anche quando Micheddu dovrà darsi alla macchia, anche quando Mintonia, "femmina malasortata", dovrà vederlo solo di nascosto e passare ore di angoscia a pensarlo braccato.
Recensioni 1 - 20 di 76 recensioni presenti. Media Voto: 3.76 / 5fabien (13-10-2011) io non conoscevo il linguaggio crudo ed aspra di Niffoi ed ignoravo le sue opere.Il personaggio di Mintonia ha le caratteristiche di una maschera della tragedia greca.E quindi mi ha incuriosito dapprima, affascinato in seguito.
La vicenda del romanzo, complessa per me che già abbisogna di molta attenzione per la lingua italiana ( io sono cittadino francese, j'habite Paris..)la vicenda è piena di un dialetto ostico e parole che necessitano di traduzione. Nondimento si sviluppa con cura avvolgendo il lettore ed intrigandolo.
(questa lettera, come altre, è stata "corretta" da amici per una ortografia a volte sballata) Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Anto (07-03-2011) Una lingua ostica ma poetica. Il mistero di una Sardegna selvatica e matriarcale. Duro e compassionevole, un romanzo di bella intensità.
Consigliato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Caterina (21-02-2011) Abituarsi all'italiano misto al sardo è stato un pò difficile, ma la storia è veramente bella e molto emozionante. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Angelo Marongiu (24-10-2009) La faida e la vendetta sono comportamenti di un mondo arcaico dove ci si rovina la vita per salvare l'onore. Tematiche queste che si scontrano con la concezione moderna dei paesi più avanzati dove la famiglia non è tale in assoluto ne tantomeno è un dogma; dove la donna è fiera ma anche libera di aver ripensamenti e di cambiare partner. I tempi sono cambiati e sarebbe interessante far conoscere quale è oggi la realtà e la cultura sarda. Quali problemi la affliggono e le impediscono di svilupparsi economicamente senza dover dipendere dagli aiuti statali. Il libro è un bel libro, scritto divinamente, nel quale però mi piace pensare che i protagonisti non si battono per un tradimento subito o per lo sconfinamento di qualche pecora ma piuttosto si scontrano per l'antifascismo o per la difesa della cosa pubblica equiparandola a quella privata. Mi sono immaginato Micheddu che combatte il brigadiere o il podestà in quanto colpevoli di essere i difensori di uno stato borghese che tutela gli interessi di una sola classe, ovvero quella padronale, a discapito di quella proletaria. Non è anche questo un aspetto della realtà sarda ? Comunque è importante che ci siano scrittori che parlano della Sardegna con accenni alla sua cultura, meglio ancora se contemporanea e soprattutto verosimile e realistica.
Angelo Marongiu
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Anna Maria (07-10-2009) Se la Sardegna è o è stata quella descritta da Niffoi (triste, come lo sono molti romanzieri sardi), è giusto che chi può la abbandoni al più presto, si vive una volta sola e l'esistenza non si può consumare in un'isola come quella che lui descrive! Va bene l'espediente di raccontare una vicenda del passato, ma certe atmosfere, non esenti da facile folklore, le abbiamo già lette anche in Grazia Deledda e in Salvatore Satta. Niente di nuovo sotto il sole.
D'altra parte, è giusto, in linea con le leggi del mercato, che l'Autore sfrutti, a favore del suo successo, tutto il potere emozionale di una vicenda tragica e di una terra che, grazie ad autori come lui, risulta spesso ancora, tristemente, troppo "leggendaria".
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
alessandro andronio (21-06-2009) Giudizio medio, come per tutti i libri di Niffoi, suggestivi, ma irreali. Ancora una volta la Sardegna avvincentemente descritta dall'autore è più vicina alle aspettative del lettore continentale stanco di Costa Smeralda e desideroso di avventure barbaricine che alla realtà. Non c'è dubbio però che l'uso della lingua e la capacità di delineare luoghi e personaggi quasi dipingendoli siano molto notevoli. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
br1 (22-04-2009) Mi è piaciuto!E' il primo libro che leggo di Niffoi ma devo dire che mi ha molto colpito...personalmente l'ho trovato molto intenso, diretto, a tratti forse crudo, ma molto molto passionale ed emozionale. Sicuramente mi cimenterò con altre opere dell'Autore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giulia (13-04-2008) Bellissimo, intenso... ho letto piu' volte i passaggi chiave per cogliere tutto. La "passione" di Mintonia mi ha perseguitata nel sonno ed agitando le mie notti ha mutato il mio umore... I riti, le credenze popolari, le consuetudini, esaltano il tormento della protagonista e portano il lettore a leggere nella sua storia la vita povera, dura, a tratti crudele ma anche passionale e vera, di una Barbagia matriarcale in cui le donne nel bene e nel male hanno avuto sempre un ruolo fondamentale ed attivo... Attravereso lo struggimento interiore di Mintonia l’autore porta il lettore ad esprimere la propria sentenaza sia essa condanna, comprensione o pietosa compassione... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
marcella (08-04-2008) Splendido, meraviglioso Niffoi, questo libro tocca l'anima! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
antonella (04-04-2008) Capolavoro verista crudo ed avvinghiante. Pur non conoscendo la lingua sarda, usatissima nel testo, questo libro mi è entrato nelle vene, mi ha fatto sussultare e piangere. Certo, spesso cita cose spiacevoli, fastidiose, ma si sa, di solito ci danno fastidio le cose troppo vere. Ho vissuto beatamente la Sardegna solo dal punto di vista turistico, ma sono dell'avviso che non sia sufficiente essere sardi per affermare di conoscere tutti i lati più reconditi di questa terra o per dire che l'immagine data dall'autore sia falsata. Comunque non ha importanza, il libro è talmente caldo che tutto ci sta bene. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Andrea Faraglia (11-03-2008) Un libro brutto! Pesante e volgare, intriso di una crudeltà gratuita e priva di riferimenti storici. Un testo che vorrebbe elevare la "sardità" e la "balentia" ad esempio di virile condotta a dispetto del mosciume continentale ma che in sostanza getta fango sulla popolazione barbaricina descritta come gratuitamente violenta ed alcolista. Davvero offensiva poi la figura femminile. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
damiano sanna damiasanna@tiscali.it (05-12-2007) una cruda nota della sardità che lascia spazio al romanticismo e al folclore. in colori ...variopinta fantasia di terre e verdi vivi con piccoli ma intensi punti di luce abbagliante. dove la vita ci schiaccia l'amore raro si manifesta con vigore. quando la fame presenta il conto i sassi sono dolci come papassini. bella badò Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sandro Florenzo sandro.100@libero.it (29-09-2007) Se questo libro si prende immergendosi nel contesto sardo , naturalmente negli anni in cui è ambientato, per me lo lo si può giudicare un capolavoro. E come mangiare ad Ischia il Coniglio da Fossa, oppure a Colonnato il Lardo o a Napoli la Pizza. Io l'ho letto con gusto e ne ho assoparato la ruvidità , la condizone di isolamento mentale, la crudeltà e poi.... la poesia, la grazia, l'onore, l'amore : umani visceralmente terreni e passionali.
Fare un paralelo con Verga è naturale ; ma quì c'è molto di più. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
valentina (30-08-2007) è stupendo!è lunico libro ke ha saputo scuotere il mio animo cn le sue crude emozioni Voto: 5 / 5 |  |  |  |
MarioMonty monty60@virgilio.it (28-08-2007) Primitivo e ancestrale, crudele e passionale, odoroso di sangue e mirto selvatico in fiore. Questa è la mia recensione. PS il libro va accoppiato ad un pasto a base di bottarga e vermentino Canayli.
Mario Montella Voto: 4 / 5 |  |  |  |
rocco calabrese (25-07-2007) Non capita spesso di imbattersi in un libro che avvinghia il lettore in un crescendo di forti emozioni. Niffoi ci catapulta nella sua terra aspra e violenta, misteriosa e solitaria e lo fa con una scrittura secca, concisa, che non lascia spazi a inutili giri di parole. Un libro crudo nello stile e nel contenuto, ma da questa asprezza emerge l'inno all'amore. L'amore per la terra d'origine, con le sue tradizioni, le sue credenze popolari, la sua lingua astrusa, che la rende ancor più arcana e la protegge dagli attacchi esterni del lettore, talora immobilizzato nella fantasia da un senso di impenetrabilità e inviolabilità. L'amore per la libertà; l'amore, infine, sconfinato, testardo, doloroso, puro della protagonista per il proprio uomo. Il fascino del mistero è risaltato dall'uso del dialetto, che accompagna il lettore in un avvincente groviglio di parole e suoni e lo inchioda, alla fine di ogni capitolo, a una sensazione di melodiosa arcaicità. Niffoi miscela e dosa minuziosamente l'uso della lingua italiana e quello dell'idioma sardo. Egli conosce bene il mestiere di scrittore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Paolo (23-06-2007) Decisamente sopravvalutato. Descrive, con abbondanza di luoghi comuni, una Sardegna sterepotipata nel cliché, ormai esausto, del banditismo barbaricino, folkloristica e irreale. Di difficile lettura, esile trama, talvolta inverosimile - vedasi la narrazione dell'episodio del piccolo "balente" che ingravida la moglie del comandante continentale dei Carabinieri. Risulta eccessivo il linguaggio incrostato di sardismi, che - congiuntamente a un'onomastica e toponomastica che fanno girare la testa in nome di un facile esotismo - fanno si che si perda facilmente il filo della narrazione. I personaggi mi sono parsi semplici bozzetti e la stessa protagonista appare insulsa e non riesce ad accattivarsi la simpatia del lettore. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
laura carta (16-06-2007) sono sarda ma non conosco la Sardegna descritta in questo libro! Troppi sardismi difficili anche per quei sardi che non sono di Gavoi e dintorni; troppa crudezza ,qualche volta al limite dell'assurdo, nella descrizione degli eventi dei primi capitoli!!!!!
proprio un brutto libro
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
clara lunardelli clara.lunardelli@simail.it (07-06-2007) Ci sono così tanti commenti su questo libro che scriverne uno in più è solo inannellare la testimonianza di un altro appassionato lettore. Il massimo dei punti anche da me, per un libro vivo e duro come la vita è sotto le candide e ordinarie vesti di cui l'ammantiamo. Bravo e grande Niffoi che sa suggestionare l'anima, che non fa l'esangue intelletuale scribacchino, ma il testimone lacero e ricco delle strade e dei luoghi del suo paese-nazione. Scrivi ancora per tenerci compagnia, per raccontarci storie che stordiscono. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
leonardo santarsiero (05-06-2007) Questo libro è come una locomotiva a vapore. Ne ha il ritmo, la forza e i suoni. Descrive una età "antica", ma i sentimenti forse non sono del tutto atavici. Non parla solo della sardegna, ma di tutte quelle realtà disperate, abbandonate.
La sua forza sta nel racconto, nella lingua e nei suoni. Trù, Trù, Trù. Canta, mannai, canta! Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 40 Recensioni 41 - 60 Recensioni 61 - 76
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