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Sebald Winfried G. - Austerlitz | Jacques Austerlitz è un professore di storia dell'architettura, studioso di quei luoghi che, soprattutto nell'Ottocento, tendevano ad assumere forme involontariamente visionarie. Alto, dinoccolato, molto somigliante a Wittgenstein cui lo accumuna un vecchio zaino che costantemente porta in spalla, Austerlitz vive a Londra in un appartamento spoglio, privo di affetti e povero di amicizie. Dietro la sua dottrina si spalanca il vuoto. Austerlitz semplicemente non sa chi è e a un certo punto si mette alla "ricerca delle proprie tracce". Il passato riemerge lentamente ed è lacerante: tutta la sapienza dell'autore sembra concentrarsi in questo itinerario di ricerca assolutamente angosciante.
8 recensioni presenti. Media Voto: 4 / 5Giulia (08-11-2010) Una lettura molto faticosa. Non solo per la mancaza di divisione in capitoli e di "punti a capo",ma anche per il tipo di narrazione, lontana, a mio avviso, da un romanzo e molto vicina a un saggio. Mi aspettavo una narrazione incentrata sulla scoperta delle origini di Austerlitz ed ho trovato altro, qualcosa che non mi ha affascinato come speravo. Originale l'utilizzo delle immagini. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
maurizio (28-09-2010) Davvero un ottimo libro,consigliato a chiunque ami le buone letture.Il libro ha in sè qualcosa di sofisticato,l'atmosfera percepita è piuttosto malinconica,a causa probabilmente del tema trattato:
la ricerca dell'identità da parte del protagonista attraverso il cammino dei ricordi ed accostando a questi il valore dell'architettura,in quanto veicolo di espressione oggettiva della memoria stessa.Sebald appare veramente ocme uno scrittore d'altri tempi, consegnandoci un'opera preziosa,difficile,che ridimensiona gran parte della letteratura d'oggi. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Denebola francesca.giorgini1@alice.it (01-06-2010) Davvero impegnativo questo libro scritto come un blocco monolitico,inframmezzato solo dalle immagini,in cui la prima interruzione si trova a p.270,quasi alla fine.Ne è valsa la pena?certamente sì,grazie alla superbia di uno stile che si potrebbe chiamare "d'altri tempi",se ciò non suonasse tanto triviale(e tuttavia è vero:chi oggi sa usare la penna a questi livelli?);ed alla particolarità della storia e del suo protagonista.Sebald si è senz'altro guadagnato un posto nella mia lista degli autori da approfondire. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ROBIRO RAPITI.R@LIBERO.IT (15-05-2010) Romanzo di spessore per prosa e per tematica, un libro che sottolinea la nessità e il bisogno di ogni essere umano di comprendere il proprio vissuto attraverso tracce di memoria. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Alce67 (22-04-2010) Leggetelo quando siete in forma; io l'ho letto dopo un'operazione chirurgica e non mia ha propriamente risollevato. In realtà è un libro cupo, angosciante, ma splendido. Sebald conduce il lettore nei meandri di una memoria dimenticata, quasi in uno stato stato di trance. Le fotografie sembrano inserite per riportarci al dato di realtà. Scritto benissimo, non per tutti, muove il protagonista e il lettore in un viaggio onirico nell'angosciosa storia personale e in quella, più generale e tragica, del '900 delle grandi guerre e dell'olocausto. Affrontatelo con cautela... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Massimiliano Guarda (01-05-2009) Un grandioso labirinto di parole e immagini, che fanno da cornice ad un turbinìo di ricordi, emozioni, oggetti. "Scrittura" ipnotica, dolentemente tragica. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sandra (25-03-2008) l'unico libro che valga la pena di essere letto degli ultimi anni. profondo, ipnotico, filosofico, è l' "ASCIA NEL LAGO GHIACCIATO" che secondo Kafka deve poter essere un libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Laura.To (13-06-2006) bella prosa, grandi descrizioni disseminate quà e là di frasi contenenti scampoli di verità sull'eterno tema della memoria e del tempo...uno scrittore affascinante, mai banale, che si legge con attenzione, con impazienza, e che alla fine lascia qualcosa davvero di non scontato! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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