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Craveri Benedetta - La civiltà della conversazione | Se si dovesse dire in cosa e in quali luoghi si cristallizzò l'ideale della più oziosa, spregiudicata, esigente civiltà europea fra Seicento e Settecento, si potrebbe rispondere: in alcuni salotti di Parigi, dove si celebravano i riti, insieme esoterici e trasparenti, della conversazione. Via via allontanata, per volontà del sovrano, dall'uso della forza come dal potere politico più incisivo, l'aristocrazia spese le sue ultime, dispettose energie nell'elaborare un modo di vivere che pretendeva di raggiungere un traguardo di perfezione a partire dal quale tutto il passato apparisse grezzo e goffo. Con l'ausilio di alcuni geni della socievolezza si creò così una corrente impetuosa che attraversò due secoli e investì vastissimi territori.
rossella romeo rossella107@virgilio.it (30-07-2008) La civiltà della conversazione è un corposo saggio storico letterario, ricchissimo di citazioni e riferimenti bibliografici, ma si legge come un romanzo e risulta altrettanto coinvolgente; non ultimo tra i piaceri che ne rendono appassionante la lettura la (ri)scoperta di personaggi, soprattutto femminili, originali, sorprendenti, unici, ingiustamente dimenticati dai moderni o relegati tra le curiosità antiquarie di un’epoca lontana. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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