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Márai Sándor - La sorella | A un centinaio di chilometri dal confine italiano, nel vagone letto di prima classe di un treno diretto a Firenze, Z. - il grande, celebre pianista atteso in Italia per un concerto - capisce che nulla sarà mai più come prima: che forse non rivedrà più E., la donna alla quale è legato da un rapporto ambiguo e morboso, in un triangolo il cui terzo vertice è un marito consapevole e benigno; che forse quella sera suonerà per l'ultima volta che tutto, insomma, sarà "diverso". Ma diverso come? Gli ci vorranno mesi per capirlo: quelli che trascorrerà, colpito da un rarissimo virus, in un ospedale di Firenze.
12 recensioni presenti. Media Voto: 4.25 / 5Rosangela (19-11-2011) Leggere Marai è sempre entusiasmante perchè ci porta dentro l'animo umano in punta di piedi, ma riesce a portarne alla luce sentimenti ed emozioni che,altrimenti, rimarrebbero sopiti. Grandiosa la descrizione del rapporto uomo-musica! Un libro che bisogna necessariamente conoscere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Anna (06-01-2010) Di Marai ho letto anche "Le braci","La donna giusta" e "l'eredità di Ezster". Tutti romanzi profondi e toccanti in cui è stupefacente la capacità dell'autore di descrivere l'animo umano. Questo libro mi ha toccato moltissimo per la descrizione del dolore, della sofferenza e di tutto ciò che vi ruota intorno. Chi ha avuto la sfortuna (o fortuna?) di assaggiare il grande DOLORE rimane incantato dalla realtà e intensità di queste pagine. Al tutto va aggiunta la capacità narrativa di questo grande autore e la presenza di personaggi di grande spessore umano.Lo consiglio a chiunque. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Falco (30-01-2009) Molti sono i sentimenti di cui Sandor Marai ci parla con grande bravura: anche in questo libro l'autore non smentisce la sua capacità di leggere nell'anima raccontandocela con la sua scrittura meravigliosa. Libro complesso ma mai noioso, che ci parla della fede e del fato, della forza della volontà e delle debolezze dell'uomo, della malattia che ci tormenta ma può anche farci leggere dentro e aiutarci a cambiare profondamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mariangela starvenus73@yahoo.it (18-01-2009) Stupefacente la scrittura di Marai e la sua capacità di dare dimensione ai fatti e ai sentimenti narrati.
Lodevole la descrizione del preludio ad un concerto musicale e al significato che assume la musica come espressione d’arte. Minuziosa e profonda la descrizione della malattia e dei sentimenti che l’accompagnano. Interessante il ruolo delle “sorelle” che incarnano l’intangibile ma che si confermano più reali e profane di ogni altro personaggio. E’ un romanzo in cui si evince un’antitesi perfetta tra il destino, dettato da forze soprannaturali, e la volontà umana, dettata soprattutto dalle passioni, reali o immaginarie che siano.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Davide D. (12-03-2007) Mi aspettavo chissà quali sviluppi nella trama, la quale all'inizio promette molto bene. In realtà tutto si risolve con una esaltazione ed una enfasi eccessiva di un normale e comune sentimento d'affetto. Però Marai scrive molto bene, ed è un piacere leggerlo.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Claudia '63 (09-01-2007) Difficile non farsi avvolgere dalle spire ammaliatrici della scrittura di Marai. L'emozione profonda che suscita si trasforma nel tempo in nostalgico ricordo della sua straordinaria quanto malinconica prosa che, senza lasciare scampo, conduce alle più sofisticate sfumature dell'animo umano. Da quando ho iniziato a leggere questo autore, ogni sua opera rappresenta per me il tassello di un originale e prezioso mosaico, da interpretare nel dettaglio ma anche nel significato che solo la sua complessità sa esprimere. In questo romanzo, con tratti vibranti, a volte scarni, ci fa sentire quanto la volontà, le passioni, le verità inconsce dei sentimenti siano in relazione inscindibile con la malattia e con questa lottino incessantemente, strenuamente. Fino all'epilogo che mette in luce la figura di "Carissima", energia e spirito incarnati con sapiente mistero in un "abito di scena". Da non perdere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sandro manfroni (15-12-2006) un romanzo molto bello. La descrizione del dolore fisico, delle sensazioni derivanti dall'azione degli oppiacei, della vita in un reparto ospedaliero sono insuperabili. Ugualmente straordinaria è la descrizione del momento magico che precede l'inizio di un concerto. Un'opera da conservare, rileggere e meditare Voto: 5 / 5 |  |  |  |
federica federaimondi@libero.it (18-11-2006) Vado controcorrente. Questo libro mi ha annoiato mortalmente per tre quarti. Le ultime 50 pagine, invece, le ho divorate: non so, è come se avessi letto due libri diversi, uno lento, noioso e privo di spessore e l'altro denso, profondo, intenso...è davvero difficile dare una valutazione!
P.S. Condivido in pieno il giudizio sulla genesi della malattia e sulla differenza tra "curare" e "guarire" Voto: 3 / 5 |  |  |  |
moreno barbato (30-08-2006) bello. da consigliare oltre che da leggere. la delusione di una vita vuota che si raffronta con la malattia. la sensazione palpabile della morte la richiesta di vita interiore .la svolta esistenziale. uno dei libri piu' belli dell'anno Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Bruno (26-07-2006) E' un libro notevole, da leggere senza fretta per apprezzare tutte le sfumature della pacata e inesorabile scrittura di Marai. Dopo una prima parte in cui una storia sembra avviarsi su un plot ben riconoscibile, un espediente letterario tutt'altro che originale fa girare il racconto su un piano totalmente intimistico. Guai a lasciarsi prendere dalla stanchezza durante la lettura delle pagine centrali del libro, la cui profondità e originalità appaiono al lettore in tutta la loro abbagliante evidenza nella parte conclusiva, quando il libro si spegne lentamente, quasi per caso, con discrezione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
ella (22-07-2006) Un altro grande romanzo di Sandor Marai. Esamina il rapporto dell'uomo con la sofferenza facendo vedere come in essa si possa trovare una chiave di lettura per conoscere meglio se stessi. A questo tema principale sono mescolati, in un sapiente equilibrio, molti altri temi: fra gli altri, il rapporto medico-paziente e la necessità dell'uomo di comunicare con il prossimo. Una singolare storia d'amore fa da fil rouge a tutto il racconto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ant lomell@libero.it (04-07-2006) Il messaggio più importante che ci arriva dal libro ,riguarda il saper reagire positivamente di fronte alle avversità( in questo caso la malattia: sclerosi amiotrofica). Personaggio principale il musicista Z., ma sicuramente di primaria importanza sono il dottore praghese, e la suora Carissima. Emblematici i faccia a faccia fra i vari protagonisti, nel caso di Z. ed il dottore risaltano: l'umanità, il discorrere del senso profondo delle malattie che spesso sono dell'animo e non del corpo; per quanto riguarda la suora invece, è strano a dirsi, ma emerge il linguaggio del ...corpo. Un ultima annotazione(da cui deriva il mio 3,altrimenti più alto!) prima di arrivare a capire del perchè il testo s'intitoli " La sorella", bisogna giungere a pag. 134 su 227 totali! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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