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Langewiesche William - La virata | Che cos'è il volo, e perché un pilota - quale William Langewiesche è a lungo stato - deve imparare a fare esattamente il contrario di ciò che l'istinto gli detta. Nato negli Stati Uniti nel 1955, laureato in antropologia alla Stanford University. Pilota d'aereo già dall'età di 14 anni, grazie agli insegnamenti del padre aviatore. Fino a 36 anni lavora come pilota professionista per poi dedicarsi a tempo pieno alla letteratura di reportage.
maurizio crispi maurizio.crispi@gmail.com (24-05-2006) E' il primo dei "preziosi" volumetti della nuova collana edita da Adelphi che mi è capitato di leggere: volumi di piccolissimo formato, quasi da collezionista, dai contenuti pregevoli ed insoliti. Il mini-testo di Langewiesche riguarda un campo che su cui l'autore ha una particolare competenza "vissuta", sia perchè il padre in gioventù aveva operato su uno degli Zeppelin che, nell'intervallo tra le due guerre mondiali, facevano il servizio transcontinentale, scampando al tragico disastro che aveva decretato la fine del "più leggero dell'aria", sia perchè egli stesso, nel corso della sua vita, è divenuto pilota ed addestratore. Dunque, il piccolo saggio (che, per il modo in cui la materia è trattata,rivela una profonda "passione") cerca di delineare l'essenza del volo, il suo punto cruciale. Qual'è stata la difficoltà fondamentale, quella con cui i tanti pionieri dell'aviazione moderna - "quei temerari sulle macchine volanti" - si sono dovuti cimentare e per cui sono anche morti, senza riuscire a capire perchè? Con grande chiarezza e dovizia di esemplicazioni, Langewiesche ci spiega che l'essenza del volo è la "virata": soltanto la piena gestione della virata, la piena consapevolezza della propria posizione rispetto all'orizzonte e la comprensione piena delle forze che si attivano e,in parte, sovvertono le leggi della gravità possono consentire di arrivare a volare inpiena sicurezza.
Il grande passo che è stato fatto dall'aviazione delle origini è stato appunto la transizione dal "volo a vista" al "volo cieco" che si avvale del giroscopio e del dispositivo che indica sempre la linea virtuale dell'orizzonte. Soltanto così è stato possibile imparare a volare in piena sicurezza: per arrivare a questa conquista tanti "temerari provando e riprovando hanno dato un tributo di vite.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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