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Faulkner William - Santuario | Siamo tra Mississippi e Missouri, nel pieno della Grande Depressione e del proibizionismo. Una casa "buia, desolata e meditabonda" persa tra boschetti di cedri e prati inselvatichiti, nasconde una distilleria clandestina gestita da una banda di magnaccia e sbandati. Qui un pomeriggio, con un accompagnatore già ubriaco, irrompe come un'aliena Temple Drake, studentessa diciassettenne "non più proprio bambina, non ancora donna". "Dritta come una freccia nel vestitino succinto", il cappellino spinto all'indietro a sprigionare "quel che di licenzioso", Temple innescherà un tragico domino di perversione e di morte. Momento fatale sarà l'incontro tra i suoi occhi "tutti pupilla" e quelli, simili a "due grumi di gomma", del capobanda Popeye, dal volto perennemente contratto nella smorfia supplice di chi si accende una sigaretta dietro l'altra - un volto corrotto che porta incisa la perdita dell'innocenza di un intero Paese. Dopo aver freddato un suo scagnozzo e deflorato la ragazza tra le mura sventrate del fienile, Popeye riuscirà a segregarla in un bordello di Memphis e a far incolpare del delitto uno dei suoi uomini; ma un beffardo contrappasso si abbatterà su di lui, lasciando il lettore scosso e attonito perché "forse è nell'istante in cui ci rendiamo conto, in cui ammettiamo che nel male vi è un disegno logico, è allora che moriamo".
Media Voto: 3.5 / 5Armando (02-10-2010) Raramente capita mentre leggi un libro di respirare l' atmosfera dei luoghi, sentire le pulsioni dei personaggi.Santuario ci riesce, ti fa respirare quella terra e ubriacarti nel vortice delle passioni.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
bella (17-01-2009) Ho affrontato questo libro senza nulla conoscere, né di Faulkner (salvo che ha vinto il nobel), né del suo stile. Inizialmente ho perfino dubitato che vi fossse qualche problema di traduzione... Fino a quando ho compreso che non utilizzava le usuali convenzioni grammaticali. A quel punto mi sono abbandonata nel suo mondo cupo e pessimista. Un pugno nello stomaco. Lascia il segno Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Nico l'esprit libre (06-02-2008) Personamente questo libro l'ho trovato orrendo. Non capisco come si faccia a definirlo un capolavoro del Novecento...magari c'è anche chi ha il coraggio di accostarlo a Mann o Celine.
Il linguaggio: veramente confuso, e penoso
Contenuti: se siete in cerca di profondità intellettuale fuggite da questo "libro". Voto: 1 / 5 |  |  |  |
facc8 (12-12-2006) William Faulkner (in Italia troppo trascurato) è uno dei maestri assoluti della letteratura del Novecento. Quest'opera è giudicata, a ragione, fra le più riuscite. Contrariamente ai capolavori "L'urlo e il furore" e "Mentre morivo", in cui lo scrittore si dedica ad una sperimentazione affascinante quanto di impegnativa penetrazione, qui la lettura è piacevole e immediata, intrigante seppure ugualmente originale e raffinata come nelle opere maggiori. Lo stile, che rimanda ai capolavori noir della cinematografia americana degli anni Quaranta, è massimamente moderno e attuale. Un ottimo biglietto d'ingresso nel mondo faulkneriano, da raccomandare vivamente. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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