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Simenon Georges - Il presidente | Era stato un uomo molto potente. Per molti, moltissimi anni. La sua carriera politica lo aveva portato a un passo dal diventare Presidente della Repubblica. Adesso, vecchio e malato, era una sorta di monumento vivente, e in tutte le redazioni dei giornali (di questo lui era certo) i "coccodrilli" dovevano essere già pronti da tempo. Eppure, da quando si era ritirato sulla costa normanna, dopo la caduta del suo ultimo governo e la sincope che lo aveva colpito, il presidente sapeva di essere strettamente sorvegliato. Non solo da quelli che lui chiamava i suoi cani da guardia - gli ispettori che si davano il cambio davanti a casa sua dietro preciso incarico del ministero degli Interni -, ma anche dall'infermiera che lo curava, dalla segretaria, e dal fedele autista. Gli stessi (e pure di questo era quasi certo) che frugavano con accanimento fra i suoi libri e le sue carte - soprattutto dal giorno in cui aveva detto a un giornalista di aver cominciato a scrivere le sue memorie "non ufficiali". Qualcuno, evidentemente, lo considerava ancora pericoloso. Ma chi? Magari uno che era stato, a venticinque anni, il suo timido, devoto segretario particolare, e che adesso stava per diventare primo ministro; uno che lui, l'anziano presidente, era certo di tenere in pugno: perché conservava, nascosta fra le pagine di un libro, una lettera, oltremodo compromettente. Era quella che tutti cercavano? O le sue minacciate memorie? Ma in fondo, poi, che importanza aveva ormai tutto questo?
16 recensioni presenti. Media Voto: 4.12 / 5AGT (08-12-2011) Secondo me,invece,uno dei più belli.Straordinario il personaggio del "grande vecchio".Tra l'altro di un'attualità sconvolgente.Niente di nuovo sotto il cielo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maresa paoli (31-08-2011) un ottimo libro di un grande scrittore per riflettere sulla vita, la politica, il potere, la vecchiaia, il tradimento. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
donato (17-02-2010) il romanzo si basa su ottimi presupposti, lo stile è asciutto e scorrevole...tuttavia io l'ho trovato deludente per la piattezza della trama che non presenta alcun rilievo, anzi mi sembra piuttosto monolitico.
Insomma una bella cornice per un quadro mediocre.
2 Voto: 2 / 5 |  |  |  |
maurizio (10-03-2009) La narrazione e' sicuramente di alto livello, Simenon non delude mai da questo punto di vista. La storia invece mi ha deluso. Ho trovato il libro noioso perche' ripetitivo. Resta comunque intensa la riflessione proposta sul senso della vita, il potere, il perdono.
Un tre tirato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
matteo casali matteo_casali@fastwebnet.it (18-07-2008) Nella galassia di temi che nel corso di una titanica produzione letteraria(più di quattrocento i titoli tra romanzi e la saga di Maigret)lo ha visto protagonista,George Simenon punta in questo caso la sua attenzione sulla carriera politica di un esimio e autorevole statista francese.Fin dalla prima pagina si percepisce la fine di una stagione umana prima ancora che politica e il luogo in cui il pluri presidente del consiglio ha deciso di ritirarsi e perire in solitudine ne è la prova,circondato da una servitù in perenne afflizione per la sua fragile condizione psico fisica.Una fissità da iconografia russa descrive il presidente seduto per gran parte del tempo sulla sua vecchia poltrona Luigi Filippo compagna di tante lotte politiche e oggetto imprescindibile del quale non può fare a meno. In un excursus meditativo dilatato nel tempo i ricordi vagano alla ricerca di un appiglio a cui aggrapparsi per decifrare la personalità di un uomo che ha fatto della sua coerenza e integerrimità il carattere predominante.Segreti e relazioni interpersonali passate interagiscono conflittualmente nella sua mente che tenta ancora di riflettere e comportarsi come se nulla fosse cambiato,come se il protagonismo di un tempo non lo avesse abbandonato.Nello status mentale in cui si trova la senescenza genera incroci di aneddoti e esperienze nei quali è difficile scorgere l'oggettiva e reale veridicità.Un unico punto di vista,anche se viene usata per tutto il libro la terza persona,un distacco caro allo stile dello scrittore belga, detiene il potere di raccontare una versione dei fatti,non la versione dei fatti.Una indistruttibile consapevolezza personale,un unico modo di intendere il senso da dare alla vita,una gelida valutazione delle persone e dei fatti di cui è stato artefice segnano il ritratto del presidente come quello di uomo ossessionato dal potere,dagli oneri e dagli onori che questo comporta.La sete di potere per Tacito era:''la più manifesta di tutte le passioni''e per questo libro è l'unica ragione, l'unico riflesso di vita. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
mila (02-07-2008) Simenon non tradisce mai ! E’ come un vecchio buon vino, i suoi romanzi sono sempre una piacevole scoperta, le sue storie ed i suoi personaggi ti catturano fin dalla prima pagina. In questo libro il protagonista, un‘ anziano uomo di potere si illude però di contare ancora qualcosa, ma ormai il suo tempo è passato. L’aspetto più bello e toccante del libro è l’immagine della vecchiaia che Simenon con straordinaria capacità ci dà: nel presidente vediamo i nostri vecchi, con le loro debolezze, la loro stanchezza, le loro sofferenze, i loro ricordi, la loro consapevolezza della vita che fugge,la loro melanconia, ma ancora lucidi, presenti ed orgogliosi. Leggetelo, un libro che ti dà qulacosa. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
luca lucamazzei@iol.it (13-02-2008) Semplicemente bellissimo.
Particolarmente consigliato in questo periodo di travagli poitici.
La vera protagonista di questo libro è infatti la politica ed i suoi meccanismi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
claudio arzani (arzy) (05-01-2008) Il lento svanir della vita. Passano gli anni ed inevitabilmente, ineluttabilmente, ciascun essere vivente ove abbia la fortuna d’invecchiare e di non precocemente abbandonar questa nostra valle di lacrime, inesorabilmente lentamente si trasforma in ectoplasma, essere etereo sempre più invisibile, sempre meno incidente sul palcoscenico della vita. Ricordate? Fummo importanti! Determinanti! Era impossibile venisse assunta una qualsivoglia decisione se non successivamente all’aver escusso il nostro fondamentale autorevole parere.
Io ero il Presidente del circolo filatelico, io il tesoriere degli Amici della Lirica, non si moveva paglia senza il mio dotto placet! Poi il tempo passò, venne il tempo di una nuova elezione, dell’individuazione di un nuovo segretario, vi fu perfino una festa di saluto, un passaggio delle consegne, sulla parete della mia stanza, nella mia casa ove nessuno più viene a portarmi omaggio, sulla parete della mia stanza troneggia ancora impolverata la targa dorata con la quale i soci tutti salutavano il loro indimenticabile Presidente del Circolo ricreativo. Storia di un declino, di un lento uscir di scena che Simenon racconta di chi fu uno dei cinque Grandi del mondo ed ora, ultraottantenne, sente sempre più il senso della solitudine, dell’oblio, del nulla, laddove la vita, vissuta al centro del palco, inesorabilmente diventa fatto solo ed esclusivamente privato.
Con qualche egoistica soddisfazione, come apprendere dalle pagine del giornale o dalla radio che qualche conoscente, talvolta con qualche anno in meno, se n’è andato lasciando la soddisfazione sottile del pensare d’essere ancora qui. Ultimi granelli di sabbia che il Signore del Tempo lascia scivolare dalla parte alta della clessidra: come può prepararsi chi è stato un Grande della Storia alle ultime ore, quali vendette, quali impegni, quali ulteriori protagonismi, quali revanchismi vale ancora la pena accarezzare? Un romanzo capace di far riflettere sull’essere in senso generale, sul finir della vita a valere per ogni individuo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo F. (01-01-2008) Difficilmente Simenon tradisce. Qui si cimenta da par suo con l’orgoglio e la dignità (e l’arroganza) di un politico giunto al capolinea della propria vita pubblica e privata. Ottimo l’impianto e le riflessioni sviluppate in una storia che riassume benissimo il pensiero dell’autore sulle debolezze umane e (anche e soprattutto) sui limiti della politica. Freddo lo stile, come sempre perfettamente in linea con i personaggi e le storie che Simenon splendidamente ci racconta. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
CLAUDIO (19-12-2007) Un grande Simenon da accostare quest'anno alPiccolo Libraio. Figura antica, ormai fuori dalla nostra portata, di un uomo che ha avuto in Francia tutto il potere e che ancora a 82 anni riesce a tenere in pugno diversi avversari, pur debilitato nel fisico ormai malandato. Molto buone le figure di contorno, tutte ben delineate.
Il film con Jean Gabin deve essere stato molto bello. Insomma un Simenon d'annata. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
STEFANO (09-12-2007) libro stupendo,un affresco su un personaggio politico di una caratura che ormai si è persa.
L'autore riesce a rendergli merito descrivendolo nelle sue debolezze,anche fisiche, che contrastano con la forte personalità dell'uomo politico che fu,un pò scontroso,burbero,ma onesto.Non si può non lasciarsi trasportare dal modo in cui l'autore racconta i giorni di quest'uomo che invecchia circondato da mille attenzioni cui farebbe volentieri a meno, e dai ricordi che affiorano e che ancora lo coinvolgono dopo tanto tempo.UN LIBRO ECCEZIONALE!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
ALESSANDRO SPAZIANI (26-11-2007) Simenon...c'est Simenon! Anche se raccontasse l'elenco del telefono, saprebbe ammaliare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
emanuela (26-10-2007) Sì, un testo intriso della malinconia della vecchiaia, della fine, ma della malinconia virile e asciutta di Simenon...tutto, gloria, onori, potere, è niente. Il presidente è un vecchio antipatico: la sua vicenda terrena si esaurisce nel forte paesaggio normanno, tra pioggia e nebbia, le atmosfere care all'autore. Non gli attribuisco il voto massimo, perchè nell'ultima parte mi è sembrato a volte ripetitivo. Comunque bellissimo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Rita (16-10-2007) Difficile commentare questo libro, interamente pervaso di una sottile malinconia, quella che precede il grande passo, è un lento ma inesorabile cammino verso il distacco dalle cose terrene, i ricordi, il desiderio di sentirsi ancora potente.
Simenon, non poteva sbagliare, è sempre un maestro e per quanti ne leggi in ognuno trovi qualcosa che ti colpisce, una frase che sembra scritta per te, un particolare che ti rimarrà dentro
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
philo (10-10-2007) Simenon rende perfettamente l'atmosfera e le sensazioni di un vecchio politico arrogante di fine carriera. A tratti il Presidente è adirittura patetico nel cercare ancora una volta notorità. Ottimo come sempre.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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